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Il Messaggero | La Lazio, nel nome di Lotito: scudetto 1915, Longarini e lo stadio

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C’è un’aria nuova che soffia dalle parti di Formello. Un vento, generato dal ciclone Lotito, che stavolta coinvolge Lazio, Latina e Ternana, più della Salernitana. E non solo. Perché anche in società c’è profumo di cambiamento e si riaprono ampi spiragli sul fronte stadio, dopo la svolta in casa Roma. Lunedì, il patron biancoceleste, era un vulcano per l’elezione del presidente della Federcalcio. Iperattivo e decisivo, Claudio, il vero Deus Ex machina della riconferma di Tavecchio sul trono della Figc. Ma Lotito mica sposa un progetto alla volta, lui fissa sempre oltre l’orizzonte e intravede idee che altri, nell’immediato, fanno fatica a realizzare. Con via Allegri blindata, la prossima mossa di Claudio sarà quella di spingere per le riforme. Non c’è ancora urgenza per la legge sulle seconde squadre e sui legami di parentela: per la Salernitana, almeno nel breve periodo, non ci sono speranze di promozione. La prossima stagione magari la questione s’incendierà. Sotto traccia invece, per scongiurare conflitti d’interesse, il numero uno biancoceleste monitorerà con attenzione la costituzione del nuovo consiglio federale, che dovrà poi esprimersi sul famoso scudetto del 1915: la Commissione di saggi s’ è già espressa con favore sull’assegnazione del tricolore ex aequo col Genoa, adesso s’attende solo la delibera decisiva per stringersi la terza coccarda al petto prima dell’estate. La decisione potrebbe arrivare a maggio, in concomitanza del primo consiglio federale, che però deve essere ancora costituito. Tuttavia, c’è chi spera in una fumata bianca a sorpresa. Il codice di giustizia sportiva, infatti, al comma 11 dell’articolo 33 («Reclami di parte e ricorsi di organi federali») consente al Presidente federale, in casi particolari, di abbreviare i termini e la conclusione dei procedimenti.

PAZZA IDEA Siamo però quasi in Primavera e Lotito sbircia prima un fiore all’occhiello. Questione di ore, anzi oggi stesso si saprà se il Latina potrà eventualmente rifiorire sotto le sue sapienti mani e non solo. A Latina sono poco ottimisti, pensano che già oggi il tribunale possa togliere al club persino l’esercizio provvisorio, dichiararne il fallimento e farlo scomparire subito dalla Serie B. A quel punto ripartirebbe dai Dilettanti e forse non sarebbe poi più così appetibile. O forse no. Perché da giorni a Temi parlano delle mire di Longarini, attuale amministratore unico della Ternana, coadiuvato proprio dall’amico Lotito. Il presidente biancoceleste smentisce, ma il piano prevederebbe l’ingresso di Longarini come dg della Lazio. L’obiettivo sarebbe quello di avere diverse società e controllare tutte le categorie, ma non solo. Si tratta d’imprenditori con una voglia matta d’allargare le proprie mire su diversi settori oltre a cittadelle e ovviamente stadi di proprietà.

QUESTIONE APERTA Non c’è ancora un appuntamento fissato per la Lazio in Campidoglio. Dopo la chiamata al sindaco Raggi e i contatti con l’assessore Frongia, Lotito guarda caso tergiversa. Ma non c’è nulla lasciato al caso e al silenzio. Lo stesso adottato negli ultimi anni, lavorando alle spalle della Roma. Dopo aver rilanciato il sasso del suo storico progetto sulla Tiberina, alla luce dell’ok comunale allo stadio a Tor di Valle, il presidente Lotito ritira la mano aspettando l’appuntamento giallorosso in Regione il prossimo 5 aprile, ironia del destino, giorno del derby di ritorno di Coppa Italia. Inutile fare passi azzardati col Movimento Cinque Stelle – che continua a proporre il Flaminio anche per togliersi di torno un grattacapo -col rischio di trovarsi poi di nuovo “impaludato” successivamente. La Roma insomma ormai è la diga, così non c’è mai rischio esondazione sulla falsariga.

Il Messaggero – Alberto Abbate, Emiliano Bernardini 

 


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Massimo Maestrelli e la Curva intitolata a papà Tommaso: “Chiamale se vuoi… Emozioni” | FOTO

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Oltre al successo della Lazio contro lo Spezia per 4-0, la giornata di ieri è entrata di diritto nella storia biancoceleste. Prima del match contro i liguri, è stata intitolata ufficialmente la Curva Sud a Tommaso Maestrelli, allenatore della Lazio vincitrice del primo Scudetto. Al taglio del nastro, oltre al Presidente della Lazio Claudio Lotito, era presente anche il figlio di Tommaso, Massimo Maestrelli, che ha ricevuto un targa commemorativa.

Questa mattina, lo stesso Massimo, ha ricordato la giornata di ieri attraverso Instagram. L’immagine pubblicata è accompagnata dal messaggio in ricordo di papà Tommaso: “E chiamale se vuoi… Emozioni, Babbo”.

 

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