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TuttoSport | D’Amico: “Da laziale vorrei Ljajic in panchina. Inzaghi una sorpresa!”

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Per 14 stagioni bandiera della Lazio con cui ha vinto lo scudetto del ’74, l’estroso Vincenzo D’Amico nel 1980-’81 ha deliziato pure i tifosi granata. In particolar modo in Coppa Uefa (6 presenze e 2 reti) e in una Coppa Italia che ha premiato la Roma nella doppia finale contro il Torino (9, con 4 gol, le partite giocate da D’Amico in quell’edizione della competizione nazionale).

Il D’Amico nel Toro attuale può essere Ljajic, in rampa di lancio contro la Lazio dopo due panchine: vale la pena insistere, sul serbo?
«Per me assolutamente sì, ma per Ljajic riconosco di avere un debole. Quando nella Fiorentina giocava assieme a Jovetic si parlava in particolare del montenegrino, però a me piaceva di più il serbo. Come tutti i giocatori di talento qualcosa gli riesce e qualcosa meno: quando la luce è accesa fa cose straordinarie. Da tifoso della Lazio lo vorrei in panchina anche all’Olimpico».

In attesa del turbo
«Iturbe ha bisogno di sentirsi importante, come avveniva ai tempi di Verona»

Per la prima volta in stagione si vedrà Iturbe dall’inizio, assieme a Ljajic e Belotti: tornerà quello di Verona, il paraguaiano?
«E’ un giocatore che ha bisogno di sentirsi importante. A Verona era un elemento importantissimo è ha reso di conseguenza, nella Roma era uno dei tanti e ne ha un po’ ha sofferto. Probabilmente patisce la grande piazza, però ha un mancino incredibile e una forza nelle gambe che, nel giusto contesto, possono fare la differenza. Come Ljajic è un altro che pub essere letale, per gli avversari. L’attacco sarà completato da un giocatore che mi fa tornare ai tempi di Pulica e Graziana Belotti è nella piena maturazione, è già pronto per una big e non gli servirebbe un’altra stagione di apprendistato».

Al Toro, però, il Gallo servirebbe eccome.
«Certo, e per me di società pronte a spendere 100 milioni non ce ne sono. Se arriva una offerta a due zeri lo vendi, e se è vero che perdi Belotti è pure evidente che con 100 milioni hai un potenziale di investimento notevole per rinforzare la squadra».

Con Cairo alle presidenza il Toro è andato una volta in Europa, mentre con Lotito patron la Lazio ha vinto due Coppe Italia, una Supercoppa Italia e vanta sette partecipazioni alle coppe europee: perché i granata non riescono a Fare il salto di qualità?
«Perché penso che a Cairo vada bene così. La dimensione del suo Toro è questa. In estate, con gli eventuali 100 milioni in cassa derivanti dalla cessione di Belotti si potrebbe avere una inversione di rotta. Vedremo, per adesso il patron granata e Lotito per un verso si assomigliano parecchio: entrambi sono molto bravi a non spendere».

Anche in virtù del fatto che si gioca a Roma la gara di questa sera vede favorita la Lazio?
«In considerazione del momento storico che vivono i biancocelesti sì. La squadra di Inzaghi è in un momento di forma pazzesca, le riesce praticamente tutto».

Mihajlovic e Inzaghi sono le sorprese del campionato?
«La vera sorpresa è Inzaghi. Aveva chiuso bene la scorsa stagione, ma in questa sta andando al di là delle aspettative. Bravo e sorprendente. Sinisa per me è una certezza, ha fatto bene dovunque è andata. Al Milan gli chiedevano la luna, ma a disposizione non aveva certo una corazzata. L’ambiente rossonero non era il suo, mentre al Toro porterà risultati importanti. Certo, sempre in base alla rosa che gli sarà messa a disposizione».

Con la coppia Belotti-Immobile il ct Ventura pub stare tranquillo, pensando all’attacco azzurro?
«Beh, rispetto al recente passato il salto di qualità è notevole. Si completano bene, sono intelligenti e oltre ad occupare l’area di rigore sanno fare i movimenti giusti lungo tutto l’arco della trequarti. Con quei due, in un modo o nell’altro strapperemo il pass per Russia 2018».

Lazio subito in Europa e Toro tra una stagione: ci può stare?
«I biancocelesti sono un passo dietro Juve, Roma e Napoli. Quindi per la Champions non se ne parla, ma in Europa League andranno. Per analizzare il Toro che verrà ci risentiremo dopo il mercato estivo: se la società vuole vivacchiare resterà più o meno così, se invece Cairo investirà quanto dovesse entrare dalle cessioni eccellenti i granata, con Mihajlovic in panchina, potranno fare un bel salto di qualità».

TuttoSport 

 


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TMW | Lazio, Immobile oggi ci prova. Senza di lui in campionato solo 6 vittorie su 20 gare

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Ieri sera, dopo l’impegno con l’Adidas e la presentazione al Vaticano della Partita della pace, Immobile si è sottoposto alla risonanza decisiva al bicipite femorale della coscia destra, dove prima di Italia-Inghilterra si era formato un edema. L’esito è stato confortevole, le speranze sono aumentate tanto che oggi è atteso addirittura in campo: forzerà, ma non troppo.

Inutile dire quanto Sarri speri nel recupero del proprio capitano, i numeri testimoniano il motivo. Senza Ciro, i numeri della Lazio registrano una flessione. Considerando tutte le competizioni, il centravanti azzurro ha saltato 33 partite dal 2016: 13 sconfitte, 10 pareggi, 10 vittorie il bilancio, che diventa più negativo se si tiene conto solo della Serie A (20 assenze, solo 6 vittorie).

Ma a Formello vogliono andarci con i piedi di piombo. L’idea è non rischiare Immobile nella prima gara di un lungo tour de force che porterà al mondiale (12 partite in poco più di un mese). Se non dovesse farcela, ecco Pedro o Felipe Anderson come finti centravanti, con Cancellieri pronto a subentrare. Ciro però non molla, come ha sempre fatto.

Tuttomercatoweb.com.

 


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