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Zauri: “Il pareggio di Cagliari non deve preoccupare. Alla Lazio consiglio Benali e Brugman”

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La Lazio torna da Cagliari senza il bottino pieno, ma con un solo punto in più in classifica, che permette all’Atalanta di avvicinarsi al quarto posto, occupato proprio dai biancocelesti. Le prime tre della classe invece, non sbagliano un colpo. Un pareggio, quello di Cagliari, che ha fatto discutere: panchina corta? Condizione fisica non ottimale? Per parlare del match del Sant’Elia, e della stagione disputata a Pescara come collaboratore tecnico di Massimo Oddo, ai microfoni di Radio Incontro Olympia è intervenuto l’ex calciatore della Lazio, Luciano Zauri:

“La stima della società Pescara era e rimane enorme nei miei confronti. Ho detto no all’ipotesi di traghettare la squadra perché non avrei mai potuto fare ad Oddo questa azione. Sarei stato un infame. Il nostro percorso proseguirà spero già da Luglio assieme, nel frattempo ci stiamo aggiornando in giro per l’Europa. Massimo? Si sta dedicando ai figli. Non è semplice nell’immediato ripartire perché ti fai mille domande. Si sta dando magari anche più colpe di quelle che ha. Sfrutterà questo periodo per studiare qualche squadra, anche all’estero”. I valori del campionato: “Zeman? La soluzione più adatta. Era già nei pensieri del presidente Sebastiani per la stagione prossima visto l’entusiasmo che il boemo era capace di riportare. Con i ragazzi eravamo legatissimi e probabilmente, inconsciamente, sembrava che la colpa non fosse di nessuno. Avevano bisogno semplicemente di facce nuove. Nessun elemento dello spogliotoio era contro Oddo. La Lazio? Nessun allarme dopo il pareggio di ieri a Cagliari. I giocatori non sono dei robot, Inzaghi a volte può trovare il gruppo non al meglio della condizione e ci può scappare la giornata storta. La rosa è corta? Per le due competizioni che la Lazio doveva affrontare quest’anno andava più che bene, con la competizione europea della prossima stagione dovrà essere ritoccata. Due consigli: Benali, un grande uomo e un grande giocatore. È una nostra creatura. Dà l’anima in campo. Aggiungerei anche Brugman che come vice Biglia sarebbe perfetto. Ha grande qualità. Benali potrebbe ritagliarsi invece un ruolo particolare, quello di un Gonzalez con maggiore qualità. Un identikit che manca”.

 

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CdS | Scudetto 1915, l’avv. Mignogna scrive a Gravina: “Lazio Campione, prove decisive”

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Come riportato dal Corriere dello Sport, l’avvocato Gianluca Mignogna, promotore delle iniziative per l’assegnazione dello scudetto 1915 ex aequo alla Lazio e al Genoa, ha indirizzato la seguente lettera a Gabriele Gravina, presidente della FIGC.

Egregio Presidente, in occasione del Centenario della Grande Guerra, com’è noto, abbiamo richiesto alla Federcalcio l’assegnazione ex aequo dello Scudetto 1915 al Genoa e alla Lazio, rispettivamente primatista settentrionale e primatista centro-meridionale al momento della sospensione bellica dei campionati indetta il 23 maggio 1915.
Da allora è passato molto tempo, ma il procedimento pentente in Figc non ha ancora avuto una positiva definizione, senza che il sottoscritto, i 40.000 firmatari della Petizione all’uopo promossa, i tanti tifosi biancazzurri e tutti gli sportivi italiano abbiano potuto comprenderne le reali motivazioni. 

Come Lei Sa, la precedente Commissione di Saggi della Figc aveva già stabilito che l’assegnazione ex aequo dello Scudetto 1915, invero, sarebbe stata l’unica soluzione onde ovviare al clamoroso vulnus giuridico/sportivo emerso in questi anni di approfondite ricerche. Successivamente abbiamo trasmesso alla Commissione Storica da Lei nominata il 30 maggio 2019 tutti i documenti probatori che, come speleologi, siamo riusciti a riesumare dagli abissi del dimenticatoio, dagli archivi pubblici e dalla storiografia calcistica nazionale.

Abbiamo svolto tali ricerche documentali con assoluto rigorismo storico, giuridico e sportivo, comprovando l’effettivo stato di fatto delle competizioni in essere ed almeno quattro risultanze decisamente fondamentali:
1) Non esiste alcuna delibera della FIGC che abbia formalmente e ufficialmente attribuito al Genoa il titolo di Campione d’Italia 1914/15;
2) Il club ligure ottenne a tavolino esclusivamente il titolo di Campione Settentrionale 1914/15, verosimilmente nell’ambito della scissione federale del 1921, ma medio tempore tale assegnazione fu acriticamente equivocata sino ad essere tramandata ai posteri come attributiva “de facto” del titolo di Campione d’Italia 1914-15;
3) Al Campionato Meridionale 1914/15 si iscrissero esclusivamente due squadre partenopee, ma le relative sfide furono più volte rimandate, una volta disputate vennero annullate per irregolarità di tesseramento e le successive ripetizioni non si ultimarono prima della suddetta sospensione bellica, con la conseguenza che il Girone Campano alla fine risultò pedissequamente declassato a mera valenza regionale;
4) Le fonti rinvenute ci hanno viceversa rivelato che la Lazio fu proclamata Campione Centro-Meridionale 1914-15, sicchè, in base all’articolo 15 del Regolamento Ufficiale dell’epoca avrebbe avuto il diritto di disputare la “Finalissima Nazionale” per contendere alla primatista settentrionale la conquista dello Scudetto 1915.

La Storia ci tramanda che l’insorgenza, il protrarsi e gli effetti della Prima Guerra Mondiale non permisero mai più la disputa di tale sfida tricolore, così come è assai verosimile che anche il secondo dopoguerra impose a tutta l’Italia, compresa quella calcistica, di volgere lo sguardo solo verso il futuro onde riemergere dalle ceneri del conflitto, distogliendolo da ogni altra questione pregressa e legata ad un passato fin troppo complesso e doloroso.

A distanza di 107 anni da quel fatidico 24 maggio 1915, tuttavia, riteniamo opportuno e stiamo a richiederLe che la Federcalcio ponga fine a tale ingiustizia ultracentenaria, sancendo d’ufficio l’assegnazione ex aequo dello Scudetto 1915 a Lazio e Genoa, dando piena attenuazione a quei fini costitutivi che la prepongono alla somministrazione della giustizia sportiva ed attuando “latu senso” i disposti di cui alla Norma 70 della Carta Olimpica in tema di attribuzione sportive a pari merito.

Egregio Presidente, noi siamo Laziali, discendenti diretti di quel Popolo del Latium che fondò la Civiltà Latina, originò l’antica Roma ed esportò i valori dell’Aequitas e della Iustitia in tutto il mondo. È per questo che, nell’auspicare un intervento federale finalmente conciliativo e definitorio, ci appelliamo alla Sua sensibilità istituzionale invocando l’applicazione del noto brocardo del Diritto Romano, al Campionato 1914/15 ed a tutti i campionati anteguerra ancora contesi: “Ubi Ius Ibi Remedium”.

 

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