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ESCLUSIVA – Marino ipotesi DG accanto a Tare, ma lui glissa: “Non voglio commentare”

enrico.delellis@libero.it'

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Una voce diventata insistente negli ultimi giorni. Tare nuovo ds dell’Inter, la Lazio prende Marino al suo posto”. Esatto, Pierpaolo Marino, ora senza squadra ma ex braccio destro di De Laurentiis a Napoli e responsabile dell’area tecnica dell’Atalanta fino ad agosto 2015. Finzione o realtà? Una via di…mezzo.

Secondo quanto raccolto in esclusiva da Laziopress.it, Lotito avrebbe infatti sì contattato Marino ma non per fargli sostituire Tare. L’albanese continuerà a occupare la carica di direttore sportivo biancoceleste, è intoccabile per il presidente laziale. L’idea Marino nasce dalla candidatura a nuovo capo della Serie B da parte di Lotito, in caso di vittoria servirebbe un’altra figura all’interno della società per evitare un conflitto di interessi. Così l’ex Napoli si inserirebbe alla perfezione nel ruolo di direttore generale, figura occupata ad esempio da Baldissoni nella Roma.

Si occuperebbe principalmente del rapporto con i media, sarebbe il primo a mettere la faccia davanti le telecamere. Va anche detto che il primo profilo contattato è stato Pietro Lo Monaco, ora dg del Catania: tutto però è saltato quando quest’ultimo ha chiesto anche potere sul mercato, settore che è solo di Tare. Ci sarebbero quindi tre uomini a sostegno di Lotito: Tare con il mercato, Marino con i media e Peruzzi con la squadra.

Per provare a saperne di più, la nostra redazione ha provato a sentire in esclusiva proprio Marino, che non si è voluto sbilanciare:

“Ho sentito anche io le voci che mi vorrebbero alla Lazio, preferisco però non commentare”. 

Verità o pretattica? Al tempo la risposta.

 


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ESCLUSIVA | Lazio-Cagliari, l’ex rossoblù Jeda: “Stagione altalenante, a tratti la squadra di Sarri è irriconoscibile. Sabato non bisogna sottovalutare il match”

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Archiviata la Champions League, è tempo di ripartire con il campionato. La Lazio in Europa vince e si qualifica agli ottavi, grazie al successo ottenuto contro il Celtic per 2-0, ma in Serie A la musica non è la stessa. I biancocelesti, dopo la brutta sconfitta subita a Salerno, hanno bisogno di ripartire per ricominciare a macinare punti. Sabato all’Olimpico arriva il Cagliari di Ranieri, che viene invece dal pareggio casalingo con il Monza per 1-1. In occasione del match tra biancocelesti e rossoblù, ai microfoni di LazioPress.it è intervenuto in esclusiva l’ex giocatore del Cagliari Jeda.

Come valuti questa stagione altalenate tra Champions e campionato della Lazio?

“La parola giusta è proprio altalenante. In campionato la Lazio riesce a fare partite strepitose e altre irriconoscibili per le qualità che ha. Un andamento che si è visto anche in Champions, diciamo che è un avvio di stagione molto incerto. In alcune gare non non si riconosce nemmeno la squadra di Sarri, in altre come quella contro il Celtic c’è un atteggiamento diverso. A trascinare la Lazio martedì ci ha pesato Immobile, che io farei andare in Nazionale con la maglia della Lazio perché è impressionate quanto sia determinante quando veste biancoceleste. Mi dispiace che non riesca a dare lo stesso apporto in azzurro, ma per me è uno degli attaccanti più prolifici degli ultimi anni in Italia.”

Come ti spieghi questa situazione che stanno vivendo i biancocelesti? 

“La chiave di lettura è che i perni di questa squadra stanno mancando in questo momento. Romagnoli non sta giocando come quando era appena arrivato, sta mancando anche Zaccagni e poi Felipe Anderson, che alterna partite splendide a prestazioni sotto tono. Credo che la causa maggiore siano gli impegni in Champions che necessitano di un dispendio di energie elevato. Probabilmente la squadra subisce un calo di tensione e di concentrazione, come è successo a Salerno, non dal punto di vista tecnico perché quello non si discute.”

I nuovi possono dare una scossa in tal senso?

“Si, possono rappresentare una svolta. In certe partite è giusto dare più spazio ai nuovi, come è successo martedì con il Celtic. Immobile è partito dalla panchina, poi è entrato con una testa diversa e ha vinto la partita da solo. Torniamo al discorso di prima, se mancano energie e concentrazione, è bene fare affidamento su altri ragazzi. Credo che un loro utilizzo maggiore si possa rivelare una soluzione giusta per le squadra, sopratutto in certe partire di campionato in cui c’è bisogno di un agonismo, una condiziona fisica e una brillantezza maggiore.”

Sabato arriva il Cagliari all’Olimpico, che partita ti aspetti?

“Sicuramente è una aperta aperta. Nell’ultimo periodo ho visto un Cagliari diverso, la mentalità è cambiata con Ranieri e in questo momento è una squadra che si sta comportando bene. Stanno dando tutto, sopratutto grazie al ritorno di alcuni giocatori che prima erano fuori, anche a livello fisico stanno bene. Tuttavia, la Lazio ha tutti i favori dei pronostici perché gioca in casa, il successo in Champions darà sicuramente fiducia, e poi c’è voglia di riscattarsi in campionato. Anche per il Cagliari dunque non sarà semplice, ma non dovrà difendersi troppo, deve affrontare la gara senza paura come ha fatto contro la Juventus. La squadra di Sarri invece dovrà fare affidamento sui suoi uomini migliori, facendo attenzione a non sottovalutare l’avversario come è accaduto contro la Salernitana. I giocatori sanno che il campionato è complicato e difficile, bisogna correre per la propria strada senza sottovalutare nessuno.”

Dopo la sconfitta contro la Salernitana si è parlato molto di Sarri. Come vedi il suo futuro sulla panchina della Lazio?

“Per me è un ottimo allenatore, lo ha dimostrato allenando diverse squadre ad alti livelli. In generale io sono del parere che bisogna sempre pretendere tanto da un allenatore nel momento in cui gli vengono forniti gli strumenti giusti. Prima di un esonero, va fatta una riflessione su tutta la stagione, pensando anche alle pedine che sono state garantite. Bisogna valutare la situazione e al di là di tutto Sarri sta facendo un buon lavoro alla Lazio. L’unica cosa da rimproverare dopo la sconfitta di Salerno, è che la squadra deve saper affrontare certi tipi di partite. Bisogna migliorare sul calo di concentrazione che si ha quando si incontrano le piccole, ma tutto sommato credo che il tecnico possa dare ancora tanto alla Lazio. Certo è che avrà bisogno di rinforzi, mi viene in mente la partenza di Milinkovic, che a mio avviso non è stata colmata adeguatamente. Non bisogna solo pretendere, ma dare la possibilità di dimostrare quanto si vale.”

 


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