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Berrettoni: “Fantastico campionato della Lazio, l’accesso in Europa League è sicuro. Immobile? Vede la porta come pochi”

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Emanuele Berrettoni è intervenuto sugli 88.100 di Elle Radio nella trasmissione Laziali On Air per fare il punto sulla squadra di Simone Inzaghi dopo l’esaltante doppio derby di Coppa Italia e la dura sconfitta in campionato contro il Napoli:

Su Lazio-Napoli:Non c’è un divario di tre gol, la Lazio sta facendo un campionato stratosferico, molto al di sopra delle aspettative iniziali. Sappiamo quante energie mentali porta via una partita con il derby, subito dopo si è ritrovata di fronte i partenopei che al momento giocano il miglior calcio in Italia, ma la Lazio ha dimostrato quest’anno di potersela davvero giocare con tutti.
L’accesso in Europa League è ancora alla portata per i biancazzurri?Visto il campionato che sta facendo la Lazio non credo ci siano problemi per l’accesso in Europa league. Per la Champions le prime tre della classe hanno dimostrato di avere qualcosa di più rispetto alle altre, ma la Lazio ha intrapreso un percorso che credo possa farla crescere esponenzialmente, partendo proprio dall’accesso in Europa in questa stagione.

Su Immobile:Mi aspettavo che potesse tornare subito a fare grandi cose, ci ho giocato contro quando militava nel Pescara ed era un giocatore già importantissimo. Il campionato italiano è la sua dimensione ideale, ha gli atteggiamenti giusti che oltre ai tifosi trascinano i compagni di squadra. I risultati poi sono questi, essendo un attaccante che vede la porta come pochi.

Alla Lazio molti giovani del vivaio quest’anno sono riusciti a mettersi in luce:I ragazzi cresciuti nel club devono essere la base per costruire il futuro. Tutte le volte che sono stati chiamati in causa hanno sempre fatto bene e hanno saputo dare il loro contributo. C’è un valore aggiunto da parte dell’allenatore, che li conosceva da quando facevano parte del settore giovanile e questo li ha aiutati ad inserirsi al meglio nel contesto della prima squadra.

Su Genoa-Lazio:E’ la squadra peggiore da affrontare in questo momento per i biancazzurri: bisogna sempre mettere in preventivo che la Lazio è più forte, ma il ritorno di Juric in panchina riporterà motivazioni in un gruppo che deve dare una scossa dopo tanti risultati negativi. Storicamente la Marassi rossoblu è ostile alla Lazio, ma in generale anche per i tifosi il Genoa dovrà dare a tutti i costi una risposta e dimostrare di poter chiudere dignitosamente il campionato.

Keita merita una chance dall’inizio?Io farei giocare sempre i calciatori della qualità di Keita, ma bisogna considerare l’equilibrio di squadra e il fatto che il senegalese può essere l’unico giocatore nella Lazio che partendo dalla panchina può cambiare il volto di una partita.

In caso di sconfitta nel prossimo derby milanese, l’Inter rischia di restare fuori dall’Europa?L’Inter può fare tutto, è una squadra che poteva vincere il campionato o restare fuori dalle competizioni europee, a causa del suo comportamento imprevedibile. La sconfitta di Crotone ne è la prova, a livello di organico è una squadra eccezionale ma non è riuscita a trovare una compattezza. Non mi meraviglierei se a restare fuori dall’Europa League fosse proprio l’Inter.

Per l’Atalanta invece la qualificazione continentale avrebbe il valore di uno Scudetto?Secondo me l’Atalanta il suo Scudetto l’ha già vinto con un grandissimo campionato, la qualificazione in Europa varrebbe come una Champions League. E’ una squadra che ha messo in luce tanti giovani di grande valore, un lavoro che sottolinea i meriti del tecnico Gasperini.

Stasera Juventus-Barcellona: i bianconeri possono farcela?Secondo me sì, può farcela perché la Juventus è una grande squadra ed è ormai abituata al palcoscenico continentale. Chiaramente non ci si può fidare del Barcellona, sono campioni stellari e sarà un grande spettacolo.” 


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Il Messaggero | Com’è cambiata la Lazio di Sarri

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Ricordate il primo Maurizio Sarri show? Tornate indietro di 13 mesi, proprio a Lazio-Spezia, prima panchina del nuovo tecnico biancoceleste all’Olimpico. Fiera del gol, il 28 agosto 2021, finì con un rocambolesco 6-1. Spregiudicata, la creatura originaria di Maurizio sembrava talmente sicura di sé da concedere all’avversario persino il lusso di una rete di vantaggio. Come la settimana prima a Empoli, all’esordio. L’approccio era quasi Zemaniano, la fase difensiva ancorata al vecchio 3-5-2 di Simone Inzaghi, l’equilibrio fra i reparti un miraggio. I tifosi però non chiedevano altro che gioco, erano abbagliati dalla bellezza di quella Lazio. Pagata però troppe volte (vedi Bologna, Verona e non solo) a caro prezzo, nel girone d’andata del campionato passato. Il baricentro così alto e gli attacchi con la difesa oltre il centrocampo non reggevano. Sarri pian piano è tornato indietro, così è ricominciata la scalata sino al quinto posto. Dalla fine del girone di Europa League, in 21 giornate, la Lazio è riuscita a tenere un ritmo da Champions, con una media punti di 1,86, 2,05 gol fatti e 1,24 subiti a incontro.

Fraioli

LA METAMORFOSI – Nel mezzo del cammino, è iniziato un nuovo percorso. Un giocattolo perfezionato poi con il mercato estivo. Adesso Sarri considera molto di più il turnover, ha utilizzato 20 giocatori in questo primo scorcio. Così in sette giornate di Serie A, la media punti (2 esatti) e quella dei gol subiti (0,71) fanno capire davvero il cambiamento e il salto. Sarri in un anno ha trasformato la Lazio, ha plasmato il materiale in suo possesso: «Non posso ricreare il Napoli con una squadra che ha altre caratteristiche e non ha quel palleggio». Allora si riparte da dietro: l’attuale seconda miglior difesa della serie A ha subito sette gol in meno (5) con un baricentro nettamente più basso e guardingo; nei primi 30’ la porta di Provedel è rimasta inviolata perché c’è solidità in mezzo e maggiore concentrazione dal fischio d’inizio. Il possesso palla ha una media di 27’14’’ a incontro: in quel Lazio-Spezia del 28 agosto era schizzato addirittura al 55’8’’, il doppio. Se il tiki-taka diventa sterile però non ha alcun senso. Ecco altre vie per arrivare al risultato, senza cadere negli sbagli del passato: il 4-0 dello Zini è un esempio, nonostante i 18 tiri subiti, 10 nello specchio. I biancocelesti ora sanno soffrire e versare lo champagne a piccole dosi, al momento giusto: hanno realizzato sì due gol in meno (13 a 15) e, più in generale, vantanouna media di 1,86 reti, più bassa rispetto all’anno scorso. Ma la potenza dell’attacco è nulla senza il controllo. Felipe Anderson e Zaccagni segnano meno (3 reti in due), ma si sacrificano molto di più, fanno avanti e indietro.

LE ARMI – E pensare che, dopo la batosta di Herning, in tanti avevano già rinviato Sarri a processo. C’è ancora chi lo accusa di non aver mai più rivisto il suo calcio. Forse c’è un errore di fondo, forse Maurizio non è poi così integralista come le leggende tramandano. Al Chelsea e alla Juve ha vinto con un calcio più concreto. Alla Lazio sta facendo lo stesso, esaltando anche la sua coppia d’oro: il lancio di Provedel (40 passaggi a partita) è quasi dovuto, quando hai Milinkovic padrone in terra e in cielo e, in profondità, il cecchino Ciro. I numeri del tandem dallo sbarco di Sarri fanno spavento: 50 gol e 25 assist insieme (13 e 17 il serbo, 37 e 8 il bomberazzurro) in poco più di un anno. Solo il 28 agosto una tripletta contro lo Spezia per Immobile, stavolta in dubbio. Sergej – insieme a Marusic squalificato col Montenegro – è invece tornato in anticipo ieri a Formello. Meno male perché il serbo è sì l’assistman indiscusso del campionato, ma anche quello che ha già percorso 11,691 chilometri, più di chiunque altro alla Lazio. La scorsa settimana, Sarri ha rimesso a lucido Pedro, che ha giocato una sola gara ancora dal 1’, ma ha trovato 4 gol da subentrato. Anche Luis Alberto dalla panchina (3 degli ultimi 5 timbri) sta diventando un valore aggiunto. In realtà, quando i ritmi siabbassano e c’è spazio, il Mago è sempre un autentico fenomeno. La novità di Sarri in quest’avvio è aver fatto digerire allo spagnolo questo ruolo precario, al momento senza nuovi litigi nello spogliatoio. Luis Alberto parte titolare solo se l’avversario lo consente, altrimenti tocca a Vecino. L’uruguagio stavolta potrebbe patire le fatiche nazionali e il lungo viaggio. Il Mago è rientrato, fiuta una maglia con lo Spezia contro cui realizzò tre assist (angolo compreso) e un centro in versione grande Torero. Domenica la corrida si sposta da Siviglia all’Olimpico a pranzo. Erano in 20mila alla prima di Sarri il 28 agosto 2021, stavolta – complici i 26193 abbonati più 5600 biglietti già venduti – saranno quasi il doppio. Ironia del destino, il tecnico è squalificato, ci sarà il vice Martuscello in panchina al suo posto. Anche questo è cambiato: Maurizio farà parte del pubblico nello show. Il Messaggero\Albero Abbate

 


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