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PRIMAVERA | Bonatti: “Vincere a Verona per inserire l’ultimo tassello”

chiaraluce_paola@libero.it'

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Il tecnico della Primavera Andrea Bonatti, al termine dell’allenamento, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, 89.3 FM.

“In riferimento all’ultimo periodo, nel quale siamo stati penalizzati da fattori relativi all’interpretazione del regolamento, che potevano essere valutati differentemente, mi auguro che la direzione arbitrale della sfida di sabato contro l’Hellas Verona sia consona a una gara affascinante ma anche maschia; scenderanno in campo due squadre che fanno dell’intensità una loro peculiarità.

Gli scaligeri sono la squadra che segna di più da palla inattiva. In settimana abbiamo curato molto questo aspetto e continueremo a farlo anche domattina. Oltre a un pressing alto che prevede grande intensità di tutto l’organico, i gialloblù attaccano subito forte la porta. Spesso le avversarie si aprono e loro sono micidiali anche grazie agli inserimenti delle mezzali e del trequartista, nonché sfruttando la velocità dei due attaccanti, che hanno segnato molti gol. Noi dovremo essere bravi nel marcamento preventivo. Dovremo proporre il nostro gioco, anche se in casa hanno perso una sola gara, contro la Spal per 1-2 con due gol 30 metri e sbagliando un calcio di rigore.

Con 14 massime punizioni a favore, il Verona è la squadra che maggiormente ha beneficiato delle massime punizioni in questo campionato. Ci auguriamo che questo non si verifichi anche sabato.

Dal canto nostro, non dovremo perdere equilibrio e valutare bene i momenti della partita. Se affronti una squadra rapida nelle ripartenze, devi attaccare, altrimenti vieni pressato, ma, allo stesso tempo, palleggiando, si riesce meglio a difendere recuperando anche energie. Inoltre giocando molto in verticale, l’Hellas spinge molto con i terzini e quindi possono concedere spazi. Abbiamo lavorato sotto questo aspetto e sono fiducioso che i ragazzi riescano a mettere il tutto in campo.

Mi aspetto tanto da questa partita perché credo che, valutando tutto il nostro percorso abbiamo bisogno di fare un’ottima prestazione. Potrebbe essere il giusto tassello da aggiungere al nostro cammino, che fin qui è straordinario.

 Questi ragazzi faticano dal 27 luglio, hanno ricevuto tanti complimenti ma anche diverse critiche dopo la sconfitta contro la Fiorentina. Giocare 70 minuti in 10 a Firenze e fare due gol, non è una brutta battuta d’arresto e definirla tale non mi è piaciuto tanto. Una vittoria sabato aiuterebbe il nostro processo di autostima. Il giusto equilibrio è sempre la cosa migliore.

Il lavoro è sempre di squadra, sono coinvolti la sfera sanitaria, tecnica e organizzativa. Nessuno, da solo, riesce a trasformare un gruppo. Serve un lavoro d’insieme, che sta dando i suoi frutti. Lavoriamo tutti sempre con impegno e massima dedizione, senza farci mai mancare l’entusiasmo, con la voglia di stupire prima di tutto noi stessi.

Nella prima parte dell’anno pagavamo qualcosa sotto l’approccio alla gara perché dovevamo capire il nostro reale valore. Ora siamo migliorati, come dimostrano le marcature messe a segno nei primi 45 minuti. Ciò perché c’è una maggiore sicurezza in tutto il collettivo.

C’è sempre una spiegazione; nelle le vittorie, nei pareggi o nelle sconfitte. Nulla viene per caso, bisogna sempre trovare uno spunto positivo. Scontato ammettere che vorrei rigiocare tutte le partite che non abbiamo vinto ma dalle difficoltà possono nascere delle possibilità.

L’Hellas è una squadra molto organizzata e faccio i miei sinceri complimenti al mio collega. Ha peculiarità specifiche, un autentico marchio di fabbrica, nonché uno sviluppo di gioco ben delineato. Sono curioso di vedere se la nostra strategia riuscirà a portare alla vittoria.

I 27 gol subiti sono troppi ma gli attacchi fanno vincere le partite, le difese i campionati. Dobbiamo migliorare come reparto, sappiamo che molti gol sono stati causati da nostri errori di movimento. Che siamo il primo, il secondo o il terzo miglior attacco poco mi interessa; anche sotto questo aspetto possiamo migliorare.

Nelle prossime tre giornate, vorrei vincere mettendo in campo una padronanza del campo ancora superiore”.

 


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TMW | Lazio, Milinkovic e il “giorno più importante della carriera”. Ed è tornato prima a Formello

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C’era un tempo, non molto lontano, in cui Milinkovic era profeta a Roma ma non in patria. Titolare inamovibile con la Lazio, idolo dei tifosi, ma alternativa (di lusso) con la Serbia. Adesso invece anche in nazionale si sono accorti che un giocatore così non solo non può stare in panchina, ma deve avere un ruolo centrale nell’ossatura della squadra. Bella scoperta, verrebbe da aggiungere. Così, ormai da un anno abbondante, non esce dal campo quando gioca la sua Serbia e nella prima partita di questa sosta contro la Svezia ha indossato anche la fascia al braccio. Per un calciatore, avere i gradi da capitano in rappresentanza del proprio paese è forse il riconoscimento massimo. “Il giorno più importante della mia carriera”, il commento del centrocampista serbo.

foto Fraioli

Anche la Lazio l’ha elogiato sui propri canali social e l’aspetta nelle prossime ore a Formello. Milinkovic infatti tornerà prima degli altri nazionali (senza considerare Immobile, già a Roma) perché era diffidato e nell’ultima partita ha preso il cartellino giallo contro la Svezia e salterà la gara contro la Norvegia. Una buona notizia per Sarri, che ha bisogno di Milinkovic nel lungo tour de force che aspetta la Lazio prima dei Mondiali. Che il Sergente giocherà con la Serbia. TuttoMercatoWeb\Riccardo Caponetti

fraioli


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