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Inzaghi: “Felice per la vittoria, siamo pronti per il derby. Keita? Spero che i migliori restino”

chiaraluce_paola@libero.it'

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Inzaghi commenta soddisfatto ai microfoni di Premium Sport l’esaltante vittoria contro il Palermo, arrivata col punteggio di 6-2: “Avevo avuto grandi segnali anche a Genova dove meritavamo di vincere. Oggi era importante stare con la testa sulla partita, ed i ragazzi ci sono riusciti alla grande. La Var aiuterebbe tantissimo, ma gli errori arbitrali possono capitare. Può capitare di venire penalizzati, ma spiace che nella stessa partita ci siano stati due-tre errori arbitrali a sfavore. L’Italia ha una classe arbitrale importante. Mancano ancora cinque partite con 15 punti e dobbiamo pensare a fare sempre il massimo. Un po’ di rilassamento capita, anche se dovevamo evitare di prendere quei due gol. Contento per il gol di Crecco, ci sta aiutando molto ed in allenamento dà sempre il 100%. Si merita questa soddisfazione. Una gioia poter gestire calciatori come Keita e Biglia: Keita è una risorsa, che ho sempre cercato di usare a mia disposizione. Ho preferito cambiare Parolo perchè il derby è una partita importantissima, e voglio avere tutti i ragazzi a disposizione. Non mi piace che si giochi alle 12.30: i due derby serali sono stati uno spettacolo, con due tifoserie esemplari. Ci adegueremo, ma il derby della Capitale dovrebbe essere di sera.

Queste, invece, le dichiarazioni dell’allenatore biancoceleste ai microfoni di Sky Sport “Probabilmente un pò di rilassamento c’è stato dopo il primo tempo, non fa piacere prendere quei due gol. Poi abbiamo ricominciato a giocare: bravi i ragazzi, era una partita troppo importante per noi. Abbiamo un calendario non semplice ma con questa voglia si può andare lontano. Keita? Per noi è un’arma importantissima, nella mia gestione ha sempre giocato lo scorso anno. E’ stato bravissimo anche quando l’ho chiamato in causa a gara in corsa. E’ normale che per esigenze tattiche parta dalla panchina. La mia fortuna è avere dei giocatori che mi seguono e che mi permettono di cambiare modulo, oggi era giusto interpretare la partita con un altro modulo: conta l’interpretazione“.

Poi ammette in conferenza stampa: “Abbiamo fatto un’ottima gara, avevo chiesto alla squadra di non sbagliare l’approccio. Sono soddisfatto della partenza, poi ci siamo rilassati prendendo due gol evitabili ma poi abbiamo fatto il 6°. Sono felice della prova. Modulo derby? Non lo so, ci dobbiamo pensare, vedremo. Con il mio staff abbiamo deciso di giocare con il 3-5-2 oggi. Domenica ci aspetta un altro derby, la settimana sarà lunga. Ci arriviamo bene, cercheremo di arrivarci al meglio. Keita? Questi ragazzi stanno facendo grandi cose, sono giocatori importanti che vorrei sempre avere. Vedrà la società. Ringrazio anche i tifosi, per noi sono importanti.

 


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Il Messaggero | Com’è cambiata la Lazio di Sarri

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Ricordate il primo Maurizio Sarri show? Tornate indietro di 13 mesi, proprio a Lazio-Spezia, prima panchina del nuovo tecnico biancoceleste all’Olimpico. Fiera del gol, il 28 agosto 2021, finì con un rocambolesco 6-1. Spregiudicata, la creatura originaria di Maurizio sembrava talmente sicura di sé da concedere all’avversario persino il lusso di una rete di vantaggio. Come la settimana prima a Empoli, all’esordio. L’approccio era quasi Zemaniano, la fase difensiva ancorata al vecchio 3-5-2 di Simone Inzaghi, l’equilibrio fra i reparti un miraggio. I tifosi però non chiedevano altro che gioco, erano abbagliati dalla bellezza di quella Lazio. Pagata però troppe volte (vedi Bologna, Verona e non solo) a caro prezzo, nel girone d’andata del campionato passato. Il baricentro così alto e gli attacchi con la difesa oltre il centrocampo non reggevano. Sarri pian piano è tornato indietro, così è ricominciata la scalata sino al quinto posto. Dalla fine del girone di Europa League, in 21 giornate, la Lazio è riuscita a tenere un ritmo da Champions, con una media punti di 1,86, 2,05 gol fatti e 1,24 subiti a incontro.

Fraioli

LA METAMORFOSI – Nel mezzo del cammino, è iniziato un nuovo percorso. Un giocattolo perfezionato poi con il mercato estivo. Adesso Sarri considera molto di più il turnover, ha utilizzato 20 giocatori in questo primo scorcio. Così in sette giornate di Serie A, la media punti (2 esatti) e quella dei gol subiti (0,71) fanno capire davvero il cambiamento e il salto. Sarri in un anno ha trasformato la Lazio, ha plasmato il materiale in suo possesso: «Non posso ricreare il Napoli con una squadra che ha altre caratteristiche e non ha quel palleggio». Allora si riparte da dietro: l’attuale seconda miglior difesa della serie A ha subito sette gol in meno (5) con un baricentro nettamente più basso e guardingo; nei primi 30’ la porta di Provedel è rimasta inviolata perché c’è solidità in mezzo e maggiore concentrazione dal fischio d’inizio. Il possesso palla ha una media di 27’14’’ a incontro: in quel Lazio-Spezia del 28 agosto era schizzato addirittura al 55’8’’, il doppio. Se il tiki-taka diventa sterile però non ha alcun senso. Ecco altre vie per arrivare al risultato, senza cadere negli sbagli del passato: il 4-0 dello Zini è un esempio, nonostante i 18 tiri subiti, 10 nello specchio. I biancocelesti ora sanno soffrire e versare lo champagne a piccole dosi, al momento giusto: hanno realizzato sì due gol in meno (13 a 15) e, più in generale, vantanouna media di 1,86 reti, più bassa rispetto all’anno scorso. Ma la potenza dell’attacco è nulla senza il controllo. Felipe Anderson e Zaccagni segnano meno (3 reti in due), ma si sacrificano molto di più, fanno avanti e indietro.

LE ARMI – E pensare che, dopo la batosta di Herning, in tanti avevano già rinviato Sarri a processo. C’è ancora chi lo accusa di non aver mai più rivisto il suo calcio. Forse c’è un errore di fondo, forse Maurizio non è poi così integralista come le leggende tramandano. Al Chelsea e alla Juve ha vinto con un calcio più concreto. Alla Lazio sta facendo lo stesso, esaltando anche la sua coppia d’oro: il lancio di Provedel (40 passaggi a partita) è quasi dovuto, quando hai Milinkovic padrone in terra e in cielo e, in profondità, il cecchino Ciro. I numeri del tandem dallo sbarco di Sarri fanno spavento: 50 gol e 25 assist insieme (13 e 17 il serbo, 37 e 8 il bomberazzurro) in poco più di un anno. Solo il 28 agosto una tripletta contro lo Spezia per Immobile, stavolta in dubbio. Sergej – insieme a Marusic squalificato col Montenegro – è invece tornato in anticipo ieri a Formello. Meno male perché il serbo è sì l’assistman indiscusso del campionato, ma anche quello che ha già percorso 11,691 chilometri, più di chiunque altro alla Lazio. La scorsa settimana, Sarri ha rimesso a lucido Pedro, che ha giocato una sola gara ancora dal 1’, ma ha trovato 4 gol da subentrato. Anche Luis Alberto dalla panchina (3 degli ultimi 5 timbri) sta diventando un valore aggiunto. In realtà, quando i ritmi siabbassano e c’è spazio, il Mago è sempre un autentico fenomeno. La novità di Sarri in quest’avvio è aver fatto digerire allo spagnolo questo ruolo precario, al momento senza nuovi litigi nello spogliatoio. Luis Alberto parte titolare solo se l’avversario lo consente, altrimenti tocca a Vecino. L’uruguagio stavolta potrebbe patire le fatiche nazionali e il lungo viaggio. Il Mago è rientrato, fiuta una maglia con lo Spezia contro cui realizzò tre assist (angolo compreso) e un centro in versione grande Torero. Domenica la corrida si sposta da Siviglia all’Olimpico a pranzo. Erano in 20mila alla prima di Sarri il 28 agosto 2021, stavolta – complici i 26193 abbonati più 5600 biglietti già venduti – saranno quasi il doppio. Ironia del destino, il tecnico è squalificato, ci sarà il vice Martuscello in panchina al suo posto. Anche questo è cambiato: Maurizio farà parte del pubblico nello show. Il Messaggero\Albero Abbate

 


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