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ESCLUSIVA | Dott. Burioni: “Questa squadra ha lo stesso carattere di quella del ’74. Il sogno? I giocatori biancocelesti come testimonial dei vaccini”

enrico.delellis@libero.it'

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Di Lazio ci si innamora, non scegli di essere laziale, è lei che scegli te”. Poche frasi, nitide e chiare: la voce rotta dall’emozione nel poter raccontare la “sua” amata squadra. Quella conosciuta da studente, che da Pesaro si trasferisce nella Capitale, per affrontare l’Università di medicina: “Erano tempi duri in Italia, parliamo degli anni ’80, per fortuna a farmi compagnia tra un esame e  l’altro c’erano Bruno Giordano e Vincenzo D’Amico“. Così esordisce ai microfoni di LazioPress.it, il Dott. Roberto Burioni, ricercatore e professore Ordinario di Microbiologia e Virologia presso l’ Università Vita-Salute San Raffaelle di Milano, autore del libro in vetta alle classifiche europee: “Il vaccino non è un’opione“.

LA LAZIO DI CHINAGLIA –Ero un ragazzino all’epoca del primo scudetto biancoceleste, nel ’74. Tutta Italia era stregata dalla potenza di Giorgio Chinaglia, dal dinamismo e la classe di Luciano Re Cecconi e dal temperamento di Felice Pulici e Pino Wilson. Questi personaggi, miti assoluti, mi hanno fatto innamorare della Lazio e del pallone in generale. Poi una volta arrivato a Roma, per studiare ho iniziato ad attaccarmi ancora di più a questa maglia, frequentando anche lo stadio”. Molti i periodi difficili, che hanno accompagnato la storia della Prima Squadra della Capitale, ma proprio in quei momenti ti accorgi di essere più tifoso e alcuni volti e numeri di maglia difficilmente potrai scordarli per il resto della vita: “Gli eroi del meno nove, avranno sempre un posto speciale nel mio cuore. Con quel gol di Giuliano Fiorini, che ancora oggi rivivo con delle istantanee. Ricordo, anche con molto piacere sempre in quel periodo storico, la sconfitta della Roma nella finale di Champions League contro il Liverpool. In Europa ci danno sempre grandi soddisfazioni (ride, ndr). La gioia più grande è stato lo scudetto del 2000, il pomeriggio più lungo della mia vita, mentre la delusione è stato il campionato precedente, quando abbiamo perso il titolo all’ultima giornata“.

TRA PASSATO E FUTURO – In molti rivedono nella Lazio attuale capitanata dal mister Simone Inzaghi, la stessa determinazione e lo stesso carattere della banda del ’74, anche Burioni è d’accordo con questa analisi: “Quando si parla della “mia” squadra, non sono mai molto obiettivo. A me la squadra piace sempre ogni anno. Siamo sempre i più forti e poi, in ogni giocatore soprattutto in quelli di quest’anno ci vedo un pò di Chinaglia, per quella voglia di non mollare mai. Come ad esempio nell’ultima gara, stravinta contro la Roma. Devo ammettere che dopo lo scandalo del rigore assegnato ai dirimpettai ho spento la tv, dal nervoso stavo rischiando l’infarto (ride, ndr), ma la reazione avuta dai giocatori nella seconda frazione di gioco e qualcosa di indescrivibile, come a dire: “Questo derby ce lo prendiamo contro tutti e tutto” e così poi alla fine è stato”.

INZAGHI, KEITA E IL CICLO VINCENTE –  “Il mister è stato molto bravo a ricompattare l’ambiente, dopo un’estate travagliata per le note vicende che tutti noi conosciamo. Ha messo al centro del progetto giocatori fondamentali come Biglia, responsabilizzato Keita, e dato spazio al talento cristallino di Milinkovic. E’ riuscito a riportare la gente allo stadio. Mi auguro che la società confermi tutti i giocatori più forti in modo da costruire un ciclo vincente. Già la finale di Coppa Italia, potrebbe essere il giorno giusto per mettere in bacheca un trofeo  che varrebbe tantissimo, visto che di fronte ci sarà la squadra più forte d’Europa”.

LAVORO E UN SOGNO…Durante la giornata mi arrivano parecchie email di persone che mi scrivono scherzando ovviamente: “Ho due nipotini, uno di cinque e l’altro di  nove anni. Vorrei sapere se li devo vaccinare contro la meningite. Quello più grande è della Roma, possiamo lasciar perdere? Per un attimo ho sorriso e poi risposto che entrambi andavano vaccinati, questo è anche il bello di una città come Roma, dove lo sfottò è in continuo movimento tutti i giorni e in ogni campo professionale. Recentemente sono stato invitato ad un congresso molto importante ed interessante di medici sportivi specializzati nel mondo del pallone. Ho parlato delle vaccinazioni che i giocatori devono fare, anche loro vanno protetti dalle malattie sono essere umani come tutti. Alla fine del mio intervento e della relazioni ho chiuso con un’immagine che ritraeva Chinaglia con il dito alzato ed è partito un grosso applauso dalla folla”. Il tempo sembra non passare mai, gli aneddoti e i racconti di vita che di pari passo vanno con le Lazio vissute negli anni, sembrano la descrizione di un libro perfetto, dove il bene alla fine vince sul male. Un sogno, una speranza conclude la telefonata: “La società si è sempre mostrata disponibile e sensibile ai temi del sociale negli ultimi anni. Questa cosa mi inorgoglisce parecchio, la mia felicità sarebbe avere come testimonial della campagna a favore dei vaccini qualche giocatore della rosa, per sensibilizzare l’ambiente contro queste bugie pericolose, contrarie alla vaccinoterapia e dare l’esempio a ragazzi e bambini che li vedono come modelli”.

 


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ESCLUSIVA | Lazio-Verona, l’ex Teodorani: “Divario evidente tra le squadre. Biancocelesti favoriti”

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Domenica sarà LazioHellas Verona. Mentre l’Olimpico si prepara ad attendere la sfida, Carlo Teodorani è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress per parlare del match che vedrà impegnati in casa i biancocelesti. Queste le parole dell’ex giocatore dell’Hellas Verona, che ha ricoperto il ruolo di difensore nelle stagioni 2001-2005 e 2005-2007.

Come arrivano Lazio e Verona alla sfida di domenica?
Il Verona scenderà in campo con un atteggiamento positivo, ma il divario tra le due squadre è evidente. Sicuramente, tra le due, vedo la Lazio favorita”.

Su cosa dovranno puntare gli uomini di Cioffi per mettere in difficoltà la Lazio?
Il Verona ha una buona fase difensiva, per mettere in difficoltà la Lazio dovrà cercare di puntare sui soliti 3-4 giocatori determinanti, capaci nelle ripartenze”.

Quest’anno l’Hellas ha puntato molto sui giovani. Finora chi ti ha colpito di più della rosa?
È ancora molto presto per dirlo. Il rendimento è stato sempre molto altalenante in queste partite e penso che i giovani abbiano ancora bisogno di tempo. Aver deciso di puntare sui millennials è sicuramente una scelta ponderata, frutto di un progetto a lungo termine”.

Dalla polemica sulla classe arbitrale alle ultime vicende che hanno visto protagonista Ciro Immobile. Un tuo commento.
Purtroppo queste vicende fanno parte del calcio. Immobile è una persona intelligente e in grado di affrontare questi episodi”.

Pronostico Lazio-Hellas Verona?
Penso che sarà una partita con molti gol, visto il calibro degli attaccanti. Azzardo un 3-1”. 

 


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