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Per Lei Combattiamo

FOCUS – Dall’universo parallelo alla doppietta nel derby: Keita, il red carpet è tutto tuo

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C’è un confine, a volte netto, a volte flebile, tra l’essere e il poter essere, tra il “chissà se…” e l’assenza di rimpianto. Tante, forse troppe volte, in un mondo come quello del calcio più che mai fatto di episodi, colpi di fortuna, istanti e coincidenze. C’è chi sfiora la vetta, chi la intravede e chi la raggiunge. Poi c’è chi la può solo immaginare. E chi potrebbe conquistarla come il più abile scalatore, ma quasi arrivato in cima precipita nel vuoto: qualcuno per scelta, altri per uno scherzo del destino, altri ancora per una questione di testa.

La testa già. Nel tridente (già che siamo in tema…) “testa, cuore, gambe”, non a caso il fattore mentale è al primo posto. “Se ti applicassi di più…”: quante volte ognuno di noi ha solo sentito (e non ascoltato…) queste parole. Da un insegnante, da un genitore, da un allenatore. E proprio quest’ultima figura è uno dei protagonisti della storia. Nemmeno doveva esserci domenica allo Stadio Olimpico, Simone Inzaghi. Probabilmente in un universo parallelo, si trova dalle parti di Salerno, oppure non più. Magari è in vacanza, come quando la scorsa estate è squillato il telefono e una voce ha detto: “Torna Simone”. Restiamoci nell’universo parallelo, ancora per un po’. E andiamo a scovare l’altro protagonista della storia, la star del nostro personalissimo red carpet. E’ un ragazzo, ha 22 anni, vorrebbe spaccare il mondo come chiunque alla sua età, ma si trova in tribuna. Guarda i suoi compagni giocare, con la testa potrebbe essere altrove. E anche con il corpo chissà. Forse è partito, è stato svenduto al miglior offerente. Un gran peccato però. Soprattutto per chi, nell’universo parallelo, non ha assistito a ciò che è accaduto al di qua del buco nero. E allora torniamo sulla Terra. Sul prato dell’Olimpico magari. Al 12’ del derby di Roma. Finta di corpo, palla sul sinistro e tiro sul primo palo. Debole si, ma inaspettato quanto basta per entrare in porta, quel tiro. E poi dito sul petto, a dire: “Si, proprio io”. Proprio lui, che come l’altro protagonista, avrebbe potuto non esserci. E invece c’è, eccome se c’è. Ed è pronto anche al 40’ del secondo tempo, quando riceve una palla che va solo spinta in porta, per cambiare e fare la storia. 13 in campionato, da non crederci, se riavvolgessimo il nastro e tornassimo a quel maledetto luglio, e ad Auronzo. E poco importa se toglie la maglia. Ci può stare, è ancora un “pischello”. Ma non più un diamante grezzo, o un frutto acerbo, di quelli che devi aspettare l’estate per gustare appieno. Keita, ancora Keita, sempre Keita. Talento consacrato, fenomeno assoluto. Esploso, come si dice in gergo calcistico. Ha tolto la maschera di “enfant prodige” e ha indossato quella del protagonista, scaltro, sicuro di sé. A bordo campo, il signore che doveva andare a Salerno, corre con lui, lo sospinge. Ci ha sempre creduto, da principio. Quella scena da premio Oscar l’ha immaginata, sognata. E’ un visionario. Ha strigliato il ragazzo, l’ha rimproverato, l’ha coccolato, e ha lavorato sulla sua testa. Si la testa, ancora quella dannata testa. Che adesso sembra finalmente andare di pari passo con le gambe. E il cuore? Odi et amo. Con la speranza (sempre più certezza…), per chi vive in questo universo, di non veder scritto Keita Balde Diao nella lunga lista dei “chissà se…”.

 


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Europa League

Sturm Graz-Lazio, i convocati di Sarri per la gara di Europa League

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Sul proprio sito web ufficiale, la Lazio ha comunicato la lista di convocati scelti da Sarri per la sfida delle 18:45 di Europa League:

Portieri: Magro, Maximiano, Provedel;

Difensori: Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Patric, Radu, Romagnoli;

Centrocampisti: Basic, Cataldi, Luis Alberto, Marcos Antonio, Milinkovic, Vecino;

Attaccanti: Cancellieri, Felipe Anderson, Immobile, Pedro, Romero, Zaccagni

  


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