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CONFERENZA INZAGHI – “Testa alla Fiorentina ma non parliamo di turn over. Spero di vincere lo scudetto come Maestrelli”

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Tre giornate al termine del campionato con la Lazio impegnata sul campo della Fiorentina. Inzaghi ha optato per un turn over massiccio per preservare le energie in vista della finale di Coppa Italia contro la Juventus di mercoledì prossimo.

Hai sempre detto che la partita più importante è la prossima, vale anche per domani?

“Domani abbiamo una gara importante che per noi significa consolidare il quarto posto. Faremo di tutto per affrontare la Fiorentina nel migliore dei modi”.

Le scelte sul campo saranno condizionate da mercoledì?

“Qualcuno potrà rifiatare ma non voglio parlare di turn over, non mi piace parlare di giocatori di prima o seconda fascia. Per me sono tutti importanti e sono stati protagonisti di un’ottima stagione raggiungendo la finale di Coppa Italia e l’Europa League. Ci saranno dei cambi”.

Chi lascerai a Roma?

“Marchetti, de Vrij e Milinkovic non saranno convocati, questi ultimi due hanno avuto dei problemi dopo la Samp e non voglio rischiarli“.

Sente di aver ottenuto il massimo da questa squadra?

“Io ero fiducioso e vedendo anche le altre squadre siamo andati oltre le mie aspettative. Nessuno ci ha regalato nulla e probabilmente avremo meritato qualche punto in più vedendo certi episodi. Abbiamo raccolto tante soddisfazioni tra il record di punti e il record di vittorie esterne. Sono felice perchè volevano tornare in Europa evitando i preliminari e ci siamo meritati di entrare dalla porta principale”.

Come si prepara una partita simile con la finale dopo tre giorni?

“Abbiamo l’obbligo di fare la partita nel migliore dei modi e da domenica poi penseremo alla Juventus. Ricordo qualche scetticismo deopo il Chievo ma io ero sempre fiducioso”.

Potrebbe toccare a Djordjevic a domani?

Filip l’ho voluto trattenere perchè gode della mia stima, ha pagato la stagione strepitosa di Immobile. Ero convinto che Ciro avrebbe fatto bene e mi sorprende sentir parlare dei 100 milioni di Belotti che ha fatto 25 gol e non di Immobile che ne ha fatti 22 in campionato e 3 in coppa. Djordjevic è un componente della rosa che è sempre stato positivo e disponibile, domani giocherà e avrà l’occasione di mettersi in mostra”.

In porta?

“Domani giocherà Strakosha”.

Avresti immaginato questo finale a luglio?

“Ci speravo e avevo questo come obiettivo. Siamo stati bravissimi e lo abbiamo meritato sul campo. Inoltre abbiamo fatto felici i tifosi anche con le vittorie nei derby”.

Ti senti la rivelazione dell’anno?

“Secondo me bisogna avere la fortuna di trovare un gruppo come questo, in più ho uno staff che lavoro ogni giorno. Credo che il merito più grande sia dei calciatori che hanno cercato di interpretare le partite come glielo abbiamo chiesto, noi li abbiamo convinti che con certi atteggiamenti avremmo raccolto i benefici”.

Stai studiando qualche tecnico come Sarri o Allegri per raggiungere i massimi livelli?

“Io cerco sempre di migliorare e imparare sia guardando in Italia che all’estero. Ho cercato di apprendere da tutti gli allenatori che ho avuto: da Materazzi che mi ha lanciato in Serie A fino a Rossi e Reja. Ognuno ha le proprie convinzioni, secondo me un allenatore deve saper variare e noi lo abbiamo dimostrato quest’anno cambiando spesso modulo. Fondamentale però è avere un gruppo che ti segue, all’inizio qualcuno storceva il naso ma adesso nessuno dice più nulla”.

Che effetto le fa essere paragonato a Maestrelli?

“Fa piacere e mi sono informato sulla sua storia. So che uomo era e quanto teneva alla sua famiglia, inoltre sento il figlio e spero un giorno di ottenere i risultati che ha ottenuto Tommaso”.

Quanto ci tenete a i primati che state raggiungendo?

“Vogliamo consolidare il quarto posto gestendo i cinque punti di vantaggio sull’Atalanta. SIamo orgogliosi dei nostri record e vogliamo provare a migliorarli già da domani. La Fiorentina ha un buon allenatore ma ci siamo meritati i quattordici punti di vantaggio”.

Luis Alberto può essere un acquisto per il prossimo anno?

“Io penso che Luis ha grande qualità a cui riesce ad unire anche quantità. Ha impiegato un pò di tempo ad inserirsi e da gennaio ha cambiato ritmo. Mi mette sempre in dubbio allenandosi nel migliore dei modi, sa che ha delle caratteristiche da mettere al servizio della squadra. Domani partirà dall’inizio e non deve dimostrare nulla, ha capito il nostro calcio e ha imparato la lingua”.

Nell’anno dei record si riuscirà a sfatare il tabù Juventus?

“Ci pensiamo domenica, adesso esigo solo fare risultato a Firenze”.

 


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Il Messaggero | Com’è cambiata la Lazio di Sarri

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Ricordate il primo Maurizio Sarri show? Tornate indietro di 13 mesi, proprio a Lazio-Spezia, prima panchina del nuovo tecnico biancoceleste all’Olimpico. Fiera del gol, il 28 agosto 2021, finì con un rocambolesco 6-1. Spregiudicata, la creatura originaria di Maurizio sembrava talmente sicura di sé da concedere all’avversario persino il lusso di una rete di vantaggio. Come la settimana prima a Empoli, all’esordio. L’approccio era quasi Zemaniano, la fase difensiva ancorata al vecchio 3-5-2 di Simone Inzaghi, l’equilibrio fra i reparti un miraggio. I tifosi però non chiedevano altro che gioco, erano abbagliati dalla bellezza di quella Lazio. Pagata però troppe volte (vedi Bologna, Verona e non solo) a caro prezzo, nel girone d’andata del campionato passato. Il baricentro così alto e gli attacchi con la difesa oltre il centrocampo non reggevano. Sarri pian piano è tornato indietro, così è ricominciata la scalata sino al quinto posto. Dalla fine del girone di Europa League, in 21 giornate, la Lazio è riuscita a tenere un ritmo da Champions, con una media punti di 1,86, 2,05 gol fatti e 1,24 subiti a incontro.

Fraioli

LA METAMORFOSI – Nel mezzo del cammino, è iniziato un nuovo percorso. Un giocattolo perfezionato poi con il mercato estivo. Adesso Sarri considera molto di più il turnover, ha utilizzato 20 giocatori in questo primo scorcio. Così in sette giornate di Serie A, la media punti (2 esatti) e quella dei gol subiti (0,71) fanno capire davvero il cambiamento e il salto. Sarri in un anno ha trasformato la Lazio, ha plasmato il materiale in suo possesso: «Non posso ricreare il Napoli con una squadra che ha altre caratteristiche e non ha quel palleggio». Allora si riparte da dietro: l’attuale seconda miglior difesa della serie A ha subito sette gol in meno (5) con un baricentro nettamente più basso e guardingo; nei primi 30’ la porta di Provedel è rimasta inviolata perché c’è solidità in mezzo e maggiore concentrazione dal fischio d’inizio. Il possesso palla ha una media di 27’14’’ a incontro: in quel Lazio-Spezia del 28 agosto era schizzato addirittura al 55’8’’, il doppio. Se il tiki-taka diventa sterile però non ha alcun senso. Ecco altre vie per arrivare al risultato, senza cadere negli sbagli del passato: il 4-0 dello Zini è un esempio, nonostante i 18 tiri subiti, 10 nello specchio. I biancocelesti ora sanno soffrire e versare lo champagne a piccole dosi, al momento giusto: hanno realizzato sì due gol in meno (13 a 15) e, più in generale, vantanouna media di 1,86 reti, più bassa rispetto all’anno scorso. Ma la potenza dell’attacco è nulla senza il controllo. Felipe Anderson e Zaccagni segnano meno (3 reti in due), ma si sacrificano molto di più, fanno avanti e indietro.

LE ARMI – E pensare che, dopo la batosta di Herning, in tanti avevano già rinviato Sarri a processo. C’è ancora chi lo accusa di non aver mai più rivisto il suo calcio. Forse c’è un errore di fondo, forse Maurizio non è poi così integralista come le leggende tramandano. Al Chelsea e alla Juve ha vinto con un calcio più concreto. Alla Lazio sta facendo lo stesso, esaltando anche la sua coppia d’oro: il lancio di Provedel (40 passaggi a partita) è quasi dovuto, quando hai Milinkovic padrone in terra e in cielo e, in profondità, il cecchino Ciro. I numeri del tandem dallo sbarco di Sarri fanno spavento: 50 gol e 25 assist insieme (13 e 17 il serbo, 37 e 8 il bomberazzurro) in poco più di un anno. Solo il 28 agosto una tripletta contro lo Spezia per Immobile, stavolta in dubbio. Sergej – insieme a Marusic squalificato col Montenegro – è invece tornato in anticipo ieri a Formello. Meno male perché il serbo è sì l’assistman indiscusso del campionato, ma anche quello che ha già percorso 11,691 chilometri, più di chiunque altro alla Lazio. La scorsa settimana, Sarri ha rimesso a lucido Pedro, che ha giocato una sola gara ancora dal 1’, ma ha trovato 4 gol da subentrato. Anche Luis Alberto dalla panchina (3 degli ultimi 5 timbri) sta diventando un valore aggiunto. In realtà, quando i ritmi siabbassano e c’è spazio, il Mago è sempre un autentico fenomeno. La novità di Sarri in quest’avvio è aver fatto digerire allo spagnolo questo ruolo precario, al momento senza nuovi litigi nello spogliatoio. Luis Alberto parte titolare solo se l’avversario lo consente, altrimenti tocca a Vecino. L’uruguagio stavolta potrebbe patire le fatiche nazionali e il lungo viaggio. Il Mago è rientrato, fiuta una maglia con lo Spezia contro cui realizzò tre assist (angolo compreso) e un centro in versione grande Torero. Domenica la corrida si sposta da Siviglia all’Olimpico a pranzo. Erano in 20mila alla prima di Sarri il 28 agosto 2021, stavolta – complici i 26193 abbonati più 5600 biglietti già venduti – saranno quasi il doppio. Ironia del destino, il tecnico è squalificato, ci sarà il vice Martuscello in panchina al suo posto. Anche questo è cambiato: Maurizio farà parte del pubblico nello show. Il Messaggero\Albero Abbate

 


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