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ESCLUSIVA | Oikonomidis: “Lavoro per riprendermi la Lazio, quanti consigli da Biglia e Klose! Inzaghi? Gli devo tutto”

enrico.delellis@libero.it'

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Faccia pulita da bravo ragazzo, piede educato e la Lazio nel cuore: “Ho passato momenti indimenticabili”. 2.052, 3 chilometri è la distanza tra l’Italia e la Danimarca, dove Chris Oikonomodis sta disputando una buona stagione con l’Aarhus 16 presenze e un gol: “Ho iniziato bene la nuova avventura, peccato per un infortunio alla spalla che mi ha tenuto bloccato per più di un mese”. Così in esclusiva ai microfoni di LazioPress.it, l’ex centrocampista della Primavera biancoceleste ha iniziato il proprio racconto. La distanza è molta, Roma manca tanto: “E’ la mia città. Poi qui c’è la neve, mentre giù è già estate”. Inzaghi, Strakosha, anedettoti e racconti. Da Saint’Etienne a Klose, passando per Lucas Biglia e la voglia di ripercorrere la strada intrapresa dai suoi amici ed ex compagni nelle giovanili.

LA STAGIONE –Sono molto contento del percorso di cresceti che sto facendo. Ad inizio stagione mi sono confrontato molto con mister Inzaghi. Gli devo tanto mi ha insegnato parecchie cose. Le sue parole mi sono servite a capire che non ero ancora pronto per far parte della rosa di una squadra importante come la Lazio. Mi ha spinto a fare un’esperienza all’estero in una squadra di livello, che mi permettesse di giocare con continuità e così insieme al mio procuratore abbiamo deciso di accettare l’offerta dell’Aarhus (Serie A). Mi sento molto maturato, adesso penso a finire la stagione qui, per poi tornare carico e pronto a Roma”.

TROFEI E MISTER INZAGHI – “Il mio rapporto con Inzaghi è sotto gli occhi di tutti. Il sottoscritto come tanti altri devono tanto, non solo al professionista, ma soprattutto all’uomo. Fuori dal campo è come un papà e il gruppo arriva prima dei singolo, dentro al rettangolo di gioco e maniacale nella cura dei dettagli e nello studiare gli avversari. Ho sempre scommesso sulle sue capacità e per me non è una sorpresa. Sapevo che prima o poi si sarebbe seduto sulla panchina della prima squadra, era solo questione di tempo. Lui e il suo staff, molto competente faranno parlare di sé per parecchio tempo. A Roma ho vinto tanto, nessuno potrà mai cancellare l’emozione che ho provato nel segnare una doppietta ai giallorossi nella finale di Coppa Italia Primavera, vinta davanti ad una Curva Nord strepitosa allo stadio Olimpico”.

LAZIO E ATALANTA GENERAZIONI DI FENOMENI – “Anche in questo caso devo dire che i biancocelesti e i bergamaschi per me non sono una sorpresa. Ho giocato in entrambe le squadre e so perfettamente come lavorano. Ho giocato con Caldara e Conti. Già all’epoca si vedeva chiaramente che avrebbero fatto carriera, due ragazzi esemplari e molto umile. Sono contento della loro esplosione e della loro stagione a livello personale strepitosa. Anche alla Lazio ho avuto compagni molto forti. Facile indicare Keita un predestinato, ma anche Strakosha è un grandissimo giocatore. Siamo stati insieme a Salerno e ho visto come si allenava. Non si è mai lasciato intimorire dalle prime difficoltà. Rubava tanto con gli occhi e in palestra e sul campo dava sempre il massimo. Non mi sorprende adesso di vederlo titolare. Posso dire che Salerno gli ha fatto molto bene. Anch’io sono stato molto bene giù, ricordo con piacere i tifosi e posso dire di essere orgoglioso di aver vestito una maglia così ricca di storia”.

L’EUROPA LEAGUE, I CONSIGLI DI KLOSE –L’esordio da titolare contro il Saint’Etienne, nella competizione europea è un altro momento che resterà indelebile nella mia mente. Pioli mi aveva già anticipato i giorni precedenti alla sfida del mio possibile debutto dal primo minuto. Ero nervoso e preso dall’ansia, per fortuna che potevo contare sull’apporto morale di un extraterrestre come Miroslav Klose. In vita mia non ho mai visto un giocatore così, con la sua mentalità. Per noi giovani è stato fonte di grande ispirazione, sentivamo le sue parole in rigoroso silenzio. Oltre Miro posso indicare un altro grandissimo giocatore con una mentalità vincente: Lucas Biglia, un capitano esemplare pronto a mettere davanti a tutto i suoi compagni”.

FUTURO – “Il mio sogno è quello di tornare. Adesso devo pensare a finire la stagione, per poi tornare a Roma e mettermi a disposizione del mister. Poi sempre con il mio procuratore parlerò con la società per vedere il da farsi. In questa stagione non ho mai smesso di seguire i biancocelesti, molte volte anche quando ero in campo mi rivolgevo alla mia panchina chiedendo il risultato della Lazio”.

 


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Simone Inzaghi torna a parlare della Lazio: “Dove alleno io arrivano i trofei”

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Simone Inzaghi oggi durante la conferenza stampa alla vigilia di Inter-Roma è tornato a parlare della sua ex squadra. Queste sono state le sue parole: “Con il Milan e Lazio dovevamo fare meglio, lo sappiamo. Ora abbiamo un altro scontro diretto, da vincere. Dove alleno io aumentano i ricavi, dimezzano le perdite e arrivano trofei. È stato così alla Lazio.”

Foto Fraioli

  


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