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Mancini: “Quandò andò via Vieri, dissi alla Lazio di prendere Inzaghi. Su Keita e Milinkovic…”

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Roberto Mancini, ex calciatore ed allenatore della Lazio, è intervenuto ai microfoni di Radio incontro Olympia, ricordando il successo in Coppa delle Coppe:

“Senza di me non sapevate neanche la strada per andare a Birmingham (ride ndr)! Fu bellissimo, quando si ricordano le vittorie sono ricordi molto belli. Era una squadra molto forte. In quegli anni lì noi, la Roma l’anno dopo, avevamo una rosa di giocatori straordinari”. Dopo i ricordi, si pensa al presente: “L’anno sabbatico finirà quando troverò una squadra. Le cose succedono da un momento all’altro, magari domani potrei trovare un accordo. Le cose possono accadere all’improvviso”.

“Vincere con squadre che non vincono da tanto tempo è speciale, nel cuore dei tifosi ci rimani per forza, è una cosa bella. Quando ero alla Samp ho avuto la possibilità di andare alla Juve, ma poi non se ne è fatto niente. Cragnotti fu veloce nel prendere le decisioni, così andai alla Lazio. Un futuro al Genoa? Ho battuti tanti record alla Samp, non scherziamo. Io alla Roma? Credo che prenderà un altro allenatore, ho avuto occasioni di andare alla Roma da calciatore. Non ho niente contro la Roma, io rispettavo loro e loro rispettavano me, anche da calciatore. Non ho mai incontrato nessun dirigente della Roma. Non posso sbilanciarmi adesso, Capello disse che non sarebbe mai andato alla Juve. Spero in un’altra opportunità all’estero, per vivere un’avventura diversa, scoprire una nuova cultura. Mi piacerebbe allenare in Bundesliga”.

“Mi piacciono Keita e Milinkovic. Anderson? Credo possa fare molto di più, due anni fa ha fatto un grande campionato. Mi piace anche Biglia. Ma quelli che mi piacciono di più sono Keita e Milinkovic. Inzaghi? E’ bravo, è all’inizio, ha un grande futuro davanti. Sono felice per lui, ha fatto un bel lavoro quest’anno. E’ un ragazzo che avevo spinto per avere alla Lazio, dopo che andò via Vieri. Sono le cose strane del calcio…”.

“In nerazzurro non c’erano più le basi per andare avanti. Io parlavo, loro non mi capivano. Io ho una mia dignità, non potevo accettare quello che stavano facendo. Poi, nella vita non si sa mai, può accadere qualsiasi cosa… I proprietari attuali mi avevano fatto un’offerta di tre anni per rimanere, ma c’era caos, non si sapeva con chi parlare, era difficile poter far la squadra. E mi dispiace, perché la squadra aveva fatto un lavoro ottimo, e quest’anno sarebbe arrivata almeno tra le prime tre. Chi prenderà i giocatori dell’Inter farà grandi affari”.

“Il campionato è finito, ha vinto al Juve. Il calo dei bianconeri è normale. La Roma se ci avesse creduto e se non avesse perso troppi punti, avrebbe potuto lottare per il primo posto, anche più del Napoli. La Juve è una società che programma, la chiave è questa. Fa le cose per bene, le altre dovrebbero imitarla, solo allora potrebbero tornare a competere. Il Napoli? Gioca bene, però nonostante i gol sono arrivati prima secondi, e quest’anno terzi. Punto debole della Juve? Ne ha, non è imbattibile. La finale di Champions? E’ una finale, sono due grandi squadre. La Juve difende bene, il Real è una macchina da gol con una difesa che qualcosa concede. E’ una partita aperta”.

 


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TMW | Lazio, Immobile oggi ci prova. Senza di lui in campionato solo 6 vittorie su 20 gare

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Ieri sera, dopo l’impegno con l’Adidas e la presentazione al Vaticano della Partita della pace, Immobile si è sottoposto alla risonanza decisiva al bicipite femorale della coscia destra, dove prima di Italia-Inghilterra si era formato un edema. L’esito è stato confortevole, le speranze sono aumentate tanto che oggi è atteso addirittura in campo: forzerà, ma non troppo.

Inutile dire quanto Sarri speri nel recupero del proprio capitano, i numeri testimoniano il motivo. Senza Ciro, i numeri della Lazio registrano una flessione. Considerando tutte le competizioni, il centravanti azzurro ha saltato 33 partite dal 2016: 13 sconfitte, 10 pareggi, 10 vittorie il bilancio, che diventa più negativo se si tiene conto solo della Serie A (20 assenze, solo 6 vittorie).

Ma a Formello vogliono andarci con i piedi di piombo. L’idea è non rischiare Immobile nella prima gara di un lungo tour de force che porterà al mondiale (12 partite in poco più di un mese). Se non dovesse farcela, ecco Pedro o Felipe Anderson come finti centravanti, con Cancellieri pronto a subentrare. Ciro però non molla, come ha sempre fatto.

Tuttomercatoweb.com.

 


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