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Regalia: “Per fare il salto di qualità alla Lazio servono due pedine importanti. Le cessioni? Un giocatore si può anche perdere”

enrico.delellis@libero.it'

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Carlo Regalia, decano dei direttori sportivi, è intervenuto sugli 88.100 di Elle Radio nella trasmissione Laziali On Air,

Qualcuno sta iniziando a storcere il naso sulla stagione della Lazio… “Quello che ha fatto la Lazio non può essere cancellato da niente a nessuno. Un pizzico di rilassamento in questo finale c’è stato, ma il calo di tensione non ridimensiona il valore della squadra, giovanissima, e i risultati che ha ottenuto. Perdere una finale contro la Juventus attuale è tutt’altro che un dramma.”

Su Simone Inzaghi: “E’ l’artefice di questa magnifica stagione. Ha trasmesso qualcosa di eccezionale, conoscendo gli umori del pubblico, dell’ambiente e della squadra, riuscendo a far dare a tutti il meglio. Inzaghi conosceva già il carattere di molti giocatori, a partire da Keita che già in autunno avevo sottolineato come potesse fare la differenza. Keita è un giocatore che dipende soltanto da se stesso, gli mancava la continuità che invece ha trovato in questo finale di stagione.”

Il lavoro del DS Igli Tare è stato molto rivalutato: “In pochi credevano nel suo lavoro, il suo maggiore merito è stato quello di aver apportato un importante ringiovanimento della rosa. Ha svolto un grande lavoro che ora va completato, c’è da colmare il gap con le squadre migliori del campionato che è la cosa molto più difficile da fare. E’ più complicato passare dal quinto al terzo posto, o dal quarto al secondo, piuttosto che dal quindicesimo al quinto, perché le squadre che ti sono davanti sono di qualità assoluta nel primo caso. Alla Lazio mancano quei due/tre giocatori che fanno fare il salto di qualità, sono loro che vanno individuati sul mercato.”

Sulle possibili cessioni di Biglia, Keita e De Vrij: “Al limite si può perdere uno di questi giocatori, di certo non si può tirare troppo la corda: se saranno ceduti tutti e tre toccherebbe praticamente ricominciare da capo e trovare tre sostituti per ruoli chiave. Incrementare la qualità attuale invece rappresenterebbe il salto di qualità. Un giocatore si può anche perdere, tutte le società a volte devono attuare delle cessioni.”

Strakosha potrà essere il titolare tra i pali nella prossima stagione? “Stando a quello che si è visto sì, le qualità le ha sicuramente dimostrate anche se ora la sfida più difficile sarà dimostrare continuità l’anno prossimo. E’ un giovane di talento che ha dimostrato di avere tutto per affermarsi.”

Gascoigne il prossimo 27 maggio compirà 50 anni. Un ricordo… “Io sono legato a due giocatori nella mia carriera. Uno è Re Cecconi, che ho lanciato nella Pro Patria e ho creduto fortemente in lui quando non lo voleva nessuno. Dicevano che non era un nuovo Gianni Rivera, ma io affermai che doveva fare il Trapattoni accanto a Rivera, e sarebbe diventato un grandissimo. L’altro era Gascoigne: in molti mi avevano messo in guardia dal suo carattere, ma avevo affermato che doveva essere bravo a calcio, non dovevamo andarci a cena con i giocatori. Quando andai per prenderlo avevano chiesto una cifra sbalorditiva: dicemmo che non era per noi, ma il giorno dopo vedemmo sui giornali che c’erano foto con la sede del Tottenham sbarrata. Erano praticamente in fallimento: da lì ci confrontammo con nuovi dirigenti e arrivammo ad un accordo.”

Poi arrivò l’infortunio… “Ci rivolgemmo a Thomas Doll, ma Calleri chiese a Cragnotti la certezza di rilevare la Lazio, altrimenti non avrebbe avuto la forza di comprare anche Gascoigne dopo l’infortunio. Così fu ed i giocatori arrivarono entrambi, giocando insieme nella stagione successiva.”

 


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Lazio, finalmente le rotazioni: ecco quanto hanno giocato i nuovi arrivati

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Lotito nella finestra di mercato estiva ha speso come mai prima d’ora, regalando a mister Sarri non solo 8 nuovi acquisti, ma anche la possibilità di far ruotare i giocatori tra le varie competizioni. A differenza degli altri anni, infatti, tutti i nuovi innesti sono stati già scesi in campo per diversi minuti, permettendo i titolari di riprendere fiato.

Il meno utilizzato, per ora, è Luis Maximiano. Il portiere era titolare nella partita di esordio di questa stagione contro il Bologna, ma dopo 6 minuti ha rimediato un cartellino rosso, costringendo Provedel a prendere il suo posto.

Dal 14 agosto Provedel è titolare fisso, sia in campionato che in Europa League. In questo modo, tra i nuovi acquisti è quello che ha giocato per più minuti, in tutto 802. In campionato ne ha giocati 622’ (gli 82 di Lazio Bologna e le restanti partite 90’) e in Europa League 180’ (i 90 di Lazio-Feyenoord e di Midtjylland-Lazio).

In ordine, subito dopo troviamo Romagnoli con 638 minuti, di cui 475 in Serie A e 163 in Europa League. In campionato ha giocato tutti e 90 i minuti contro Bologna, Torino, Inter e Napoli, rimanendo in panchina contro il Verona e scendendo in campo per 81 minuti contro la Samp e 34 con la Cremonese. In Europa, invece, ha giocato 73 minuti contro il Feyenoord e tutta la partita con il Midtjylland.

fraioli

Al terzo posto c’è Vecino, il pupillo di Sarri. Il centrocampista è stato l’ultimo ad arrivare saltando tutta la preparazione ad Auronzo di Cadore, ma, nonostante ciò, è uno dei più utilizzati. Sono 378 i minuti in cui è sceso in campo, di cui 255 in Serie A e 123 in Europa. Non ha mai giocato una partita intera, però piano piano si è riconquistato la fiducia del suo ex mister che lo ha mandato in campo inizialmente 7 minuti contro il Bologna nella prima partita, poi man mano ha aumentato il minutaggio. Dopo il Bologna sono arrivati i 62’ contro il Torino, i 57’ contro l’Inter, i 37’ con il Napoli, 25’ contro il Verona e 67’ con la Cremonese. Solo con la Samp è rimasto in panchina. In EL, invece, ha giocato 70’ contro il Feyenoord, in cui ha segnato 2 gol e servito un assist, e 53’ contro il Midtjylland.

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Subito dopo troviamo Gila, che con i suoi 201 minuti totali si piazza al quarto posto. Solo 21 minuti per lui in campionato (9 con la Samp e 12 con la Cremonese), ma tutti i 180 in Europa League.

Terzultimo posto per Casale, con 146 minuti in campionato. Non ha ancora mai calcato i campi dell’Europa League, ma ha giocato 90 minuti contro il suo ex Verona e 56’ contro la Cremonese.

Infine, prima del meno utilizzato Luis Maximiano, troviamo Marcos Antonio con 138 minuti. In Serie A è sceso in campo 4 volte: contro il Torino (28’), l’Inter (6’), la Samp (18’) e il Verona (65’). In Europa League, invece, ha giocato solo 21 minuti contro il Midtjylland.

 


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