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Zauri: “Sacrificherei De Vrij. Peruzzi? Una leggenda. Inzaghi non accetterà un mercato passivo”

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Luciano Zauri è intervenuto sugli 88.100 di Elle Radio nella trasmissione Laziali On Air:

Per quanto riguarda i singoli, la squadra ha messo in evidenza un bel gioco corale che ci ha esaltato. Secondo te chi sono i tre calciatori che sono emersi di più? “De Vrij è un giocatore che fa la differenza se sta bene e non a caso è richiesto da tanti top club; Biglia per il modo magistrale con cui conduce il gioco; Immobile per i gol e per l’enorme apporto che ha dato; aggiungo Keita la cui esplosione ha consentito alla Lazio di compiere un importante salto di qualità”.

Dei giocatori che hai citato, tre (Keita, Biglia e De Vrij) vengono dati sul piede di partenza. Se la Lazio non riuscisse a trattenerli, sarebbe un ridimensionamento delle ambizioni oppure potrebbe essere l’occasione per dare il via a un nuovo ciclo? “De Vrij per assurdo lo sacrificherei visto che putroppo non dà grandi garanzie a causa della sua fragilità fisica, difficile che possa disputare un intero campionato. Mi auguro comunque che almeno uno di loro rimanga, sarebbe una grossa perdita per la squadra se partissero tutti e tre, costringerebbe la società a ripartire da zero”.

Tu hai giocato con due figure fondamentali per il successo di quest’anno: Simone Inzaghi e Angelo Peruzzi. Ti aspettavi un impatto di questo tipo, a livello umano e professionale, da parte loro? Cosa ti fa ben sperare per il loro futuro? “Simone Inzaghi, oltre a essere stato un grandissimo giocatore, è un profondo conoscitore di calcio, molto attento ai particolari e sin dalle giovanili aveva dimostrato di poter fare molta squadra come allenatore, quindi sotto questo punto di vista la Lazio può stare tranquilla: lui non si accontenta e cerca sempre di fare meglio, non penso che accetterà un mercato passivo. Peruzzi è semplicemente una leggenda, prima di averlo come compagno l’ho ammirato come avversario, peccato non averlo avuto prima quand’era più giovane, posso confermarti che è una grandissima persona”.

Tu sei cresciuto nell’Atalanta, che assieme alla Lazio è la grande rivelazione di questo torneo, le due squadre non a caso si contendono il quarto posto. Mi dici un tuo parere su questa realtà, pensi che l’anno prossimo possa pagare lo scotto del doppio impegno come già accaduto al Sassuolo? “L’Atalanta ha un settore giovanile tra i migliori d’Italia, dal vivaio sono usciti giocatori che poi sono diventati grandi campioni. Io sono arrivato a Bergamo a 12 anni attraversando tutti gli step, e ti garantisco che ci sono persone davvero devote alla società che svolgono un lavoro immenso all’interno della struttura. Mi auguro che anche in Europa gli orobici possano contare (senza sborsare cifre faraoniche) su una rosa che consenta loro di tenere botta alle due competizioni, sarà comunque una sfida importante visto che i bergamaschi non giocano in Europa da quasi 30 anni”.

Da ex-terzino, mi dai un giudizio sui quattro esterni Basta, Lukaku, Radu e Patric? Possiamo puntare su di loro anche negli anni a venire? “È un quartetto che si completa a vicenda, a seconda delle partite Inzaghi ha scelto sempre gli interpreti che riteneva più congeniali: Radu è stato impiegato un po’ meno anche perché non è un vero terzino a differenza di Patric che non conoscevo e che invece si è rivelato un ottimo giocatore, bravo a sfruttare le occasioni; Basta l’ho sempre visto come esterno di centrocampo, invece ha saputo cavarsela bene anche come terzino; Lukaku ha grande forza fisica e sebbene all’inizio abbia faticato a imporsi è riuscito a dimostrare tutto il suo valore, e secondo me non lo abbiamo ancora ammirato al 100% delle sue potenzialità. In ogni caso l’anno prossimo ci sarà bisogno di tutti e quattro, sempre per il discorso del doppio impegno”.

Un’ultima domanda sul passato: hai vissuto il passaggio dall’era Cragnotti a quella di Lotito che dopo 13 anni ha fatto tante cose buone e altre sbagliate. Secondo te la Lazio riuscirà a compiere il definitivo salto di qualità per lottare per il titolo? Per poter arrivare a certi livelli c’è bisogno di un’inversione di tendenza, operata da questa proprietà aumentando gli ingaggi oppure con l’avvento di importanti capitali esteri, magari cinesi? “All’inizio con Lotito c’era bisogno di rifondare la squadra e al primo anno ci siamo salvati all’ultima giornata, col passare degli anni la società si è trasformata e abbiamo saputo costruire qualcosa di importante, vincendo per due volte la Coppa Italia. Chiaramente dopo un’annata come questa le aspettative crescono e il tifoso si aspetta ulteriori miglioramenti, cercando di alzare sempre l’asticella e puntare sempre più in alto. Nessuno chiede di vincere lo scudetto, ma già l’accesso diretto alla Champions League sarebbe decisamente alla portata con investimenti più importanti e una rosa decisamente rinforzata. Comunque a luglio potremo già farci un’idea sulla squadra che verrà vedendo qualche volto nuovo interessante in ritiro”.

 


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TMW | Lazio, Milinkovic e il “giorno più importante della carriera”. Ed è tornato prima a Formello

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C’era un tempo, non molto lontano, in cui Milinkovic era profeta a Roma ma non in patria. Titolare inamovibile con la Lazio, idolo dei tifosi, ma alternativa (di lusso) con la Serbia. Adesso invece anche in nazionale si sono accorti che un giocatore così non solo non può stare in panchina, ma deve avere un ruolo centrale nell’ossatura della squadra. Bella scoperta, verrebbe da aggiungere. Così, ormai da un anno abbondante, non esce dal campo quando gioca la sua Serbia e nella prima partita di questa sosta contro la Svezia ha indossato anche la fascia al braccio. Per un calciatore, avere i gradi da capitano in rappresentanza del proprio paese è forse il riconoscimento massimo. “Il giorno più importante della mia carriera”, il commento del centrocampista serbo.

foto Fraioli

Anche la Lazio l’ha elogiato sui propri canali social e l’aspetta nelle prossime ore a Formello. Milinkovic infatti tornerà prima degli altri nazionali (senza considerare Immobile, già a Roma) perché era diffidato e nell’ultima partita ha preso il cartellino giallo contro la Svezia e salterà la gara contro la Norvegia. Una buona notizia per Sarri, che ha bisogno di Milinkovic nel lungo tour de force che aspetta la Lazio prima dei Mondiali. Che il Sergente giocherà con la Serbia. TuttoMercatoWeb\Riccardo Caponetti

fraioli


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