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26 maggio 2013, ore 19:27, minuto 71: Senad Lulic segna per sempre la storia del derby di Roma

jacoposimonelli@yahoo.it'

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Il passaggio filtrante di Mauri per Candreva. Il cross al centro del numero 87 con respinta di Lobont. La palla resta lì, rimbalza per alcuni millesimi di secondo, pronta ad essere spedita in rete per fare la storia. Ci pensa l’umile gregario Senad Lulic a farlo, decidendo di diventare immortale. Così da 4 anni il marchio Lulic ‘71 è meravigliosamente radicato nella storia di Roma, è quello che ha deciso il padre di tutti i derby, il derby dei derby, l’unico ad aver in palio un trofeo e non semplici punti. Perché una sconfitta in campionato non la ricordi a distanza di 10 anni, la puoi riscattare qualche mese dopo, anche qualche campionato se ti dice male: una con un trofeo in palio è molto difficile. Sono passati 4 anni, sembra ieri. Il bosniaco fa sempre parte del presente biancoceleste, ogni volta che affronta i giallorossi si trasforma. E’ ormai il loro incubo, perché “c’è ricrescita ma non rivincita”, sua citazione speciale. Perché si può diventare padroni di una città, di una squadra, anche segnando meno di 300 gol e restando per più di venti anni nello stesso posto. Basta solo saper sfruttare l’attimo, cogliere l’occasione. Senad lo ha fatto alle 19:27 del 26 maggio di quattro anni fa, da quel giorno è diventato il primo Imperatore bosniaco della storia della Capitale. E il suo regno non avrà fine, durerà per tutta l’eternità.

 


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TMW | Lazio, Immobile oggi ci prova. Senza di lui in campionato solo 6 vittorie su 20 gare

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Ieri sera, dopo l’impegno con l’Adidas e la presentazione al Vaticano della Partita della pace, Immobile si è sottoposto alla risonanza decisiva al bicipite femorale della coscia destra, dove prima di Italia-Inghilterra si era formato un edema. L’esito è stato confortevole, le speranze sono aumentate tanto che oggi è atteso addirittura in campo: forzerà, ma non troppo.

Inutile dire quanto Sarri speri nel recupero del proprio capitano, i numeri testimoniano il motivo. Senza Ciro, i numeri della Lazio registrano una flessione. Considerando tutte le competizioni, il centravanti azzurro ha saltato 33 partite dal 2016: 13 sconfitte, 10 pareggi, 10 vittorie il bilancio, che diventa più negativo se si tiene conto solo della Serie A (20 assenze, solo 6 vittorie).

Ma a Formello vogliono andarci con i piedi di piombo. L’idea è non rischiare Immobile nella prima gara di un lungo tour de force che porterà al mondiale (12 partite in poco più di un mese). Se non dovesse farcela, ecco Pedro o Felipe Anderson come finti centravanti, con Cancellieri pronto a subentrare. Ciro però non molla, come ha sempre fatto.

Tuttomercatoweb.com.

 


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