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Ledesma: “Il 26 maggio abbiamo fatto la Storia della Lazio. Il mio sogno? Allenare i giovani biancocelesti”

chiaraluce_paola@libero.it'

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Il 26 maggio 2013 lo ricorda bene Cristian Ledesma: l’ex capitano biancoceleste lo ha celebrato con un post su Facebook. E siccome “26 maggio è per sempre”, lo ha voluto celebrare anche durante l’ultima puntata di 1900 Tv. Queste le dichiarazioni più importanti del centrocampista della Lazio in collegamento telefonico durante la trasmissione:

Torniamo indietro di quattro anni: com è il momento post di quella partita?
“Il momento post è quello di una situazione che non la sai descrivere ma che la capisci col passare del tempo: ti rendi conto subito cosa conta vincere un derby, ma c’è voluto tempo per capire cosa avevamo fatto con quella coppa. Siamo entrati nella storia di questa maglia, abbiamo vinto una coppa in un derby e non era mai successo. Siamo nella storia di una società così gloriosa”.

Petkovic: quanto è stato importante?
“Sicuramente è stato un tecnico importante che ha portato una diversa voglia di lavorare: sempre allenamenti diversi, dove ha portato positività e ottimismo. E’ stato bravo, un ottimo allenatore: non è riuscito a confermarsi e magari è stato messo da parte per come ha chiuso la presenza alla Lazio. Mi dispiace e non capisco perchè non è spesso affiancato a questa coppa. Nel secondo anno la colpa è stata di tutti, come di tutti è stato il merito di essere riusciti nell’impresa del primo anno”.

Hai deciso di andare via perchè non avevi entusiasmo sapendo di non poter giocare: quant è stata importante tua moglie nel tuo percorso alla Lazio?
“La famiglia per me viene prima di tutto. Ho una donna meravigliosa accanto, che mi è sempre stata vicina anche nei momenti difficili. Ho fatto questa scelta anche per lei e per i miei figli. Potevo rimanere a Roma per loro perchè loro amano la Lazio e si trovano bene in questa città, ma non meritavano un padre e un uomo infelice accanto. Ho scelto di andare via anche per loro”.

Hai scelto di giocare in serie B con una Ternana che ha rischiato la retrocessione: l’esperienza con Liverani com è stata? Un giudizio su Germoni e Palombi?
“E’ stata un’annata di lotta vera e propria, una situazione non facile complicatasi col passare delle partite. La mia storia dice che non ho mai avuto niente di semplice ma sono riuscito anche lì a calarmi nella situazione e a dare il meglio di me. Simone Palombi lo conoscevo meglio perchè si allenava spesso con noi alla Lazio: è un ragazzo con la testa, che ha giudizio e non ha grilli per la testa. Sono entrambi giocatori dalle qualità importanti che Liverani ha saputo valorizzare. Germoni deve migliorare sul carattere: si scalda un po’ troppo. Ottimo Liverani: ha portato tranquillità e normalità in un ambiente non tranquillo e rimanere sempre se stesso al di là degli obiettivi raggiunti”.

Liverani tu l’hai sostituito nella Lazio e te lo sei ritrovato nel miracolo sportivo firmato Ternana: avete mai parlato di questo?
“No, ma il calcio ti porta a vivere anche queste situazioni. C’è stima reciproca, e rispetto: sono state componenti fondamentali anche per la salvezza. Non si smette mai di migliorare e di crescere e questa stagione è servita a tutti noi”

Un giocatore del 26 maggio che porteresti con te?
“Me li riporterei tutti a Norcia, a Formello e vorrei rigiocare la stessa partita con tutti. Il ricordo più bello è guardare tutti negli occhi senza paura nè pessimismo, sicuri che non l’avremmo persa”

L’avversario più forte incontrato?
“Penso ai giocatori del Milan che hanno fatto la storia: non è facile nominarne uno, erano un gruppo che nei miei anni di Lazio sono stati i più difficili da affrontare”

Biglia, de Vrij, Keita: di chi si potrebbe fare a meno e chi non dovrebbe essere ceduto?
“Vorrei che rimanessero tutti: sono la base di questi ultimi anni, al di là di Keita che si è dimostrato molto in quest’ultima stagione. Se dovessi fare un discorso più ampio, penso all’età e alla prospettiva: se Keita continua con questo rendimento e penso al futuro, dico lui. Ma serve la volontà, di tutti”.

Hai ancora un altro anno con la Ternana: e poi?
“Sto valutando. Dipende da quello che vorranno fare la società e la proprietà, che sembra voglia lasciare. Ne parlerò anche con la mia famiglia: se vorranno continuare quest’avventura mi siederò a parlare; anche se tornare a casa a prendermi cura della mia famiglia non lo cambierei con nessuna condizione contrattuale possibile”

Possibilità di vederti ancora alla Lazio?
“La Lazio mi manca sempre di più. Il mio sogno era, è e rimarrà di portare il mio contributo al settore giovanile. Non so quando accadrà, ma è il mio sogno e nessuno deve togliermelo dalla testa”

La tua fotografia del 26 maggio?
“L’abbraccio con le nostre famiglie i giorni antecedenti la partita: un momento che i tifosi non hanno visto, ma è stata una giornata di unione. E da lì si è cominciato a capire guardandoci negli occhi che quella Coppa sarebbe stata nostra”

 


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Partita della Pace, le parole di Lotito e Immobile alla conferenza di presentazione

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Quest’oggi si è tenuta la conferenza di presentazione della Partita della Pace, iniziativa alla quale prenderà parte la Lazio con il suo bomber Ciro Immobile. L’attaccante sarà infatti capitano, insieme a Ronaldinho, di una della sue squadre che si affronteranno il 14 novembre. Alla conferenza, sono intervenuti sia Immobile che il Presidente della Lazio Claudio Lotito.

Queste le loro parole, raccolte da a Radiosei:

Lotito: “Ho accolto con favore questa iniziativa. Quando sono entrato nel mondo del calcio anche perché questo sport, con questo forte impatto mediatico, può educare e moralizzare. Viviamo un momento difficile, l’appello di pace del papa deve essere recepito da chi vive con i valori dello sport. Questa è una guerra nata per interessi geopolitici quindi queste iniziative servono peer sensibilizzare in tal senso. I valori che cerco di trasmettere al mio club e che cerco di tramandare nell’istruzione sportiva, perché al di la dei risultati del campo, dove siamo avversari e non dividere, sono trasportabili con questo sport perché insieme possiamo unire, esaltare il valore, il merito. Maradona anni fa mi ha chiesto di entrare a Formello proprio perché la Lazio incarna questi valori. Ed è stato contento di vedere l’accoglienza che gli abbiamo riservato. Il calcio non rappresenta i valori economici, ma i valori umani. lo dico sempre ai miei calciatori che devono scendere in campo con il rispetto degli avversari. Il valore di questo evento è proprio questo. Trasmettere tale messaggio ai giovani. Viva la pace”.

Ciro Immobile: “Sono felice che papa Francesco abbia scelto il calcio per mandare un messaggio così importante e sono orgoglioso di essere il capitano di una squadra. Sono contento perché giocheremo nel ricordo di Maradona che è stato capitano e rappresentante di questo evento in passato. Diego ha ispirato tanti di noi e continuerà a farlo”. 


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