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Tornare Pavoloso per il Mondiale: il sogno di Pavoletti, con la Lazio nel destino grazie a uno…zio

jacoposimonelli@yahoo.it'

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AAA Cercasi vice Immobile. La Lazio è a caccia di un attaccante che faccia respirare Ciro, sogna di affiancargli un bomber da doppia cifra. Nel mirino ha messo vari numeri 9, tra questi Leonardo Pavoletti, classe ’88.

CHI E’ – La storia dell’attuale attaccante del Napoli è una di quelle belle, con il lieto fine. Esploso tardi, è arrivato in Serie A solo nel 2014, con una breve tappa al Sassuolo. Poi la svolta al Genoa, nonostante gli infortuni. Nel biennio è stato uno di quelli con la media gol più alta, mentre nel campionato 2016/2017 ha addirittura segnato più di ogni altro giocatore italiano. Così da Pavoletti è diventato Pavoloso. Centravanti vecchia scuola, che fa della potenza il suo marchio di fabbrica, è anche bravo nel dialogare con il resto della squadra. Ma è quando fa reparto da solo che offre il meglio di sé. E anche anti mondano. Leonardo non ama i riflettori. A Napoli lui e la fidanzata Elisa escono poco, al massimo si concedono una serata con qualche suo compagno (a Genova la tappa fissa era con Perin e fidanzata). In campo non teme nessuno, fuori invece gli fanno effetto i tatuaggi “perché temo di entrare in un circolo vizioso”, ha ammesso più volte.

TENNIS E MILAN ALLE ORIGINI – Cresciuto a pane e tennis, grazie all’influenza del padre Paolo (istruttore a Livorno), presto capisce che la via giusta da seguire è quella del calcio. Nasce con il mito del Milan, vedendo le cassette con i gol di Van Basten e Papin (sempre ‘colpa’ di Pavoletti senior). Eppure inizialmente ci ripensa sulla carriera da calciatore, troppo grandi i compagni. Poi per fortuna non si arrende e riparte. Vitulano lo fa iniziare a giocare nel Cantiere Orlando, Stefano Brondi lo porta all’Armando Picchi. Nel frattempo, Leo continua a segnare. Eccome. Così dalla sua Livorno inizia un lungo viaggio che lo porta fino alla A: Viareggio, Pavia, Juve Stabia, Casale, Lanciano, Sassuolo, Varese, ancora Sassuolo e Genoa. In mezzo anche tanta sfortuna, come quando nel 2013 viene fermato 40 giorni per doping: risulta positivo al tuaminoeptano per l’assunzione di Rinoflumicil, un decongestionante nasale. Ah, tanto per rendere il tutto più particolare: Pavoletti ha un insolito animale domestico, del quale se ne occupano i genitori. Cane, gatto, pappagallo? Ovviamente no. Un maialino, ora più maialone, di nome Mou, avuto come regalo dall’ex fidanzata del fratello, che dalla stagione con il Lanciano ha iniziato a portargli fortuna.

RISCATTO MONDIALE – E’ quella che cerca dopo l’ultima stagione tra Genova e Napoli, la peggiore di sempre. Prima gli infortuni liguri, poi la concorrenza campana. Da agosto a gennaio ha segnato solo 3 volte, era più sul lettino medico che in campo. A gennaio ecco allora il passaggio da Sarri, alla ricerca del vice Milik. Il problema però diventa Mertens, che a suon di gol si prende la scena e il posto da titolare. Pavoletti scivola in panchina, diventando addirittura la terza scelta quando Milik recupera dall’infortunio. E così perde anche la Nazionale, ottenuta lo scorso anno con lo stage pre-Europeo di Conte. Ma ora non si scherza più: il prossimo giugno ci sono i Mondiali in Russia e Leonardo sogna di centrarli con i gol. Gli stessi che sogna anche la Lazio, impegnata da settembre anche sul campo europeo. Chissà che un’eventuale coppia biancoceleste Immobile-Pavoletti non si ritrovi anche in maglia azzurra. E la cosa non dispiacerebbe neanche a Leonardo: in fondo nella sua famiglia si tifano da sempre Milan, Livorno e…Lazio. Merito di un cugino della madre, zio del Pavo, che ha trasmesso a tutti la simpatia per i biancocelesti. Dunque i presupposti per un matrimonio ci sono, tutti chiedono il lieto epilogo. Ora tocca a Lotito organizzarlo…

 


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Partita della Pace, le parole di Lotito e Immobile alla conferenza di presentazione

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Quest’oggi si è tenuta la conferenza di presentazione della Partita della Pace, iniziativa alla quale prenderà parte la Lazio con il suo bomber Ciro Immobile. L’attaccante sarà infatti capitano, insieme a Ronaldinho, di una della sue squadre che si affronteranno il 14 novembre. Alla conferenza, sono intervenuti sia Immobile che il Presidente della Lazio Claudio Lotito.

Queste le loro parole, raccolte da a Radiosei:

Lotito: “Ho accolto con favore questa iniziativa. Quando sono entrato nel mondo del calcio anche perché questo sport, con questo forte impatto mediatico, può educare e moralizzare. Viviamo un momento difficile, l’appello di pace del papa deve essere recepito da chi vive con i valori dello sport. Questa è una guerra nata per interessi geopolitici quindi queste iniziative servono peer sensibilizzare in tal senso. I valori che cerco di trasmettere al mio club e che cerco di tramandare nell’istruzione sportiva, perché al di la dei risultati del campo, dove siamo avversari e non dividere, sono trasportabili con questo sport perché insieme possiamo unire, esaltare il valore, il merito. Maradona anni fa mi ha chiesto di entrare a Formello proprio perché la Lazio incarna questi valori. Ed è stato contento di vedere l’accoglienza che gli abbiamo riservato. Il calcio non rappresenta i valori economici, ma i valori umani. lo dico sempre ai miei calciatori che devono scendere in campo con il rispetto degli avversari. Il valore di questo evento è proprio questo. Trasmettere tale messaggio ai giovani. Viva la pace”.

Ciro Immobile: “Sono felice che papa Francesco abbia scelto il calcio per mandare un messaggio così importante e sono orgoglioso di essere il capitano di una squadra. Sono contento perché giocheremo nel ricordo di Maradona che è stato capitano e rappresentante di questo evento in passato. Diego ha ispirato tanti di noi e continuerà a farlo”. 


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