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Il Messaggero | Le ali sono a rischio: Keita in uscita, ma anche Felipe è in bilico

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Vogliono tarparle le “ali”. La Lazio è appena tornata a volare e non ci sta. Non solo Keita, c’è anche Felipe in bilico, gli agenti recitano un ruolo cruciale. Sarà perché Lotito è il presidente della Serie A che nel 2016 ha versato meno nelle loro tasche (appena 723 mila euro, dati Figc), ma ora i manager forse vogliono fargliela pagare. Tutto sarà più chiaro nelle prossime ore, quando il club biancoceleste fisserà l’appuntamento con Calenda: la clamorosa novità è che Keita, prima d’andare in vacanza, ha mostrato un rimorso di coscienza. Anzi di riconoscenza alla Lazio: segnali d’apertura del senegalese nel faccia a faccia con Lotito al rinnovo a quasi 2 milioni a stagione (bonus compresi) per scongiurare la scadenza nel 2018. Nessun trabocchetto, persino una via d’uscita (clausola) a 30 milioni per fare un giorno il grande salto. Il problema ora è trovare il benestare del procuratore, che lo spinge a non accettare comunque, forte delle offerte di stipendio al rialzo di Milan e Juve, soprattutto a parametro zero. Il Balde giovane però non vuole fare uno sgarbo così a chi lo ha accolto, cresciuto e fatto esplodere. Lo ha giurato a Inzaghi, a chi lo ha difeso contro tutto e tutti. Calenda gli ricorda invece le promesse di prolungamento non mantenute già prima della scorsa estate. Così Keita, nel resort di Punta Cana (Repubblica Dominicana), riflette davvero su tutte le ipotesi contemplate.

SOGNO L’ultima pista ora porta addirittura a Conte, che deve sostituire l’infortunato Hazard (frattura alla caviglia col Belgio). La voce del Chelsea rimbalza persino dal ritiro del Senegal, mai raggiunto dal Balde giovane per un fastidio al ginocchio che si porta dietro dalla sfida con l’Inter. Keita ha già detto no a Everton e Liverpool, i campioni d’Inghilterra hanno però tutt’altro blasone. E una destinazione dove il manager Bertolucci vorrebbe da tempo spedire Felipe Anderson, dopo aver sistemato negli anni gli assistiti Pato, Ramires, Oscar e David Luiz. Con i Blues (osservatori anche all’Olimpico) i contatti proseguono da mesi, ma la Lazio pretende almeno 50 milioni per Anderson, dopo aver rispedito in Cina i sondaggi da 30. In pratica stavolta verrebbe accettata la cifra respinta due anni fa: «Mi sarebbe piaciuto andare allo United – ammette il brasiliano in patria – ma ho preferito concentrarmi solo sulla Lazio. Poi, negli ultimi due anni, ho lasciato che se ne occupassero mia sorella, la mia ragazza e i miei agenti di eventuali trattative». Felipe sta bene a Roma, ma sogna sempre il salto e l’entourage gli aveva promesso a fine stagione quello più in alto.

ADDIO Ora c’è Lotito nella regia delle uscite. Come l’anno scorso vuole solo gente convinta di restare «per lottare per questa maglia». E Biglia ha già scelto quella rossonera perché non convinto più dal progetto biancoceleste. Così il presidente vuole trarre il massimo profitto (21 milioni più 4 di bonus) dalla cessione al Milan, tra l’altro diretta concorrente: «I rossoneri e l’Inter si stanno rinforzando – ammette Inzaghi all’ennesimo premio “Allenatore dell’anno” a Napoli con la moglie Gaia – ma noi faremo altrettanto. La Lazio mi ha tranquillizzato, chi partirà verrà sostituito alla grande». Mica facile però trovare l’erede del capitano: anche per Tare stavolta dev’essere un playmaker esperto, forse anche di Serie A. Si vocifera di un olandese, avanza ancora De Roon (già rodato all’Atalanta e di proprietà della Seg), ma c’è pure il gradimento per Vilhena del Feyenoord davanti a Clasie, Ferri e Chalanoglu. Incedibile per il ‘Toro Baselli, occhio a’l’orreira, pure se la Samp chiede 15 milioni. Difficile spendere meno per portare a casa i campioni.

Il Messaggero – Alberto Abbate

 


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Il Messaggero| Vicina quota 40.000 contro lo Spezia. Lotito sarà a colloquio con Sarri e Tare per le prossime mosse del club

edo9923@hotmail.it'

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Undicimila i biglietti venduti per domenica, i tifosi biancocelesti ormai costituiscono il quarto bacino d’Italia. Si muovono in massa anche in trasferta: hanno rimosso la batosta in Danimarca, hanno prenotato in 1.000 un posto a Graz, in 2.500 si sono già rifatti gli occhi a Cremona. C’è la possibilità di centrare, almeno in campionato, la terza vittoria di fila. Non arriva da oltre un anno e mezzo, da aprile 2021, era stata conquistata proprio contro lo Spezia. Sarri non parla alla vigilia, un po’ perché squalificato (al suo posto Martusciello in panchina), un po’ per scaramanzia. Riecco anche il Capitano, Immobile voleva giocare con Inghilterra e Ungheria, figuriamoci se avrebbe davvero rinunciato allo Spezia sei giorni dopo. Ciro ieri era subito in campo. Vuole esserci a ogni costo per superare i 187 gol, contro lo Spezia l’anno scorso trovò una tripletta, contro i club liguri si è sempre scatenato. Sarri tiene sempre in considerazione i piani b Cancellieri e Pedro. Oltretutto per il futuro, a sorpresa, prende quota in quel ruolo anche l’idea Luka Romero.

 

Non vuole perdere questo talento a zero, Lotito, arrivato ieri alle 19.15 a Formello per un brindisi (con Rao, Fabiani, la comunicazione e il marketing) per la sua elezione al Senato. Il patron commosso, ha rinviato un altro cin cin e il discorso con Sarri, Tare e la squadra a domani pomeriggio nella pancia dell’Olimpico. Il tecnico vuole regalargli il successo, ma chiede sempre un terzino sinistro a gennaio: è in ballo Parisi dell’Empoli, c’è Valeri in risalita, anche se su quest’ultimo andrebbe fatto poi un intenso lavoro difensivo nel passaggio da esterno alla linea a quattro, stile Lazzari. Cataldi aveva preso una botta giovedì pomeriggio, ha già recuperato. Luis Alberto vuole riprendersi una maglia dal primo minuto. Sarri terrà conto anche del tour de force di 12 gare in 43 giorni, fra campionato e Coppa. La Lazio ne giocherà all’Olimpico sette, più della metà. E allora bisogna sfruttare il calore e la spinta fra le proprie mura, quest’anno, su 4 sfide casalinghe, i biancocelesti ne hanno vinte 3 e persa appena una contro il Napoli capolista. In generale, nell’anno solare 2022, a prescindere dall’affluenza sugli spalti, in 17 match sono arrivate appena 3 sconfitte di cui quelle con Milan e Napoli, praticamente a fine gara. Poi 9 successi e 5 pareggi, inserendo nel computo Europa League e Coppa Italia.

Il Messaggero

 


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