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ACCADDE OGGI – Signori al Parma, ma la rivolta fermò l’affare

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Era l’11 giugno 1995 e il presidente Sergio Cragnotti annuncia la cessione di Beppe Signori al Parma per 25 miliardi. Purtroppo non è uno scherzo: l’accordo tra il patron biancoceleste e Tanzi c’è già e Roma si paralizza per qualche minuto.

Il giorno dopo scendono in piazza 4000 persone. Signori è Beppe-gol, “E segna sempre lui”, il capitano, l’attaccante simbolo della squadra all’apice della sua carriera, l’uomo da 76 reti in 105 partite disputate nelle tre stagioni in maglia biancoceleste, due chiuse da capocannoniere della Serie A. Parte del corteo va verso Piazza Barberini, dove c’è la sede della Cragnotti&Partners. Iniziano a lanciare pomodori e monetine.

Sulla via del ritorno verso la sede, si aggiungono al corteo i ritardatari e così quando si ripresentano tutti davanti al citofono di casa Lazio sono quasi quattromila, sotto un unico striscione che raffigura Beppe Signori incoronato. Il loro re.

A questo punto la voce ha raggiunto anche il Brasile, dove Signori dichiara: “Non voglio casini. A Roma sto bene, ho una bambina piccola, non me ne voglio andare. Sono deluso: pensavo di essere in sintonia con questa società, invece hanno fatto tutto loro. E’ assurdo che io sia l’ultimo a sapere le cose. Comunque deciderò io”. A decidere, in realtà, è la volontà dei tifosi, quella mezza rivoluzione popolare capace di far saltare un affare per la prima volta nella storia del calcio italiano.

Sono quasi le 18.30 quando Zoff, reduce da un summit di due ore con Cragnotti e Geronzi, annuncia che Signori è stato tolto dal mercato:Posso comunicarvi che Signori viene tolto dal mercato e rimarrà qui almeno fino al giugno ’98, secondo scadenza contrattuale. Cragnotti è rimasto deluso dall’atteggiamento dei sostenitori, che non riescono a capire i suoi sforzi. La rinuncia a Signori gli sembrava utile al futuro rafforzamento della squadra. Amarezza comprensibile e il patron sta addirittura pensando di lasciare il pacchetto azionario”.

Decisione confermata più tardi dallo stesso Cragnotti, che nel mezzo del vertice con la dirigenza del club sbotta: “Tenetevi Signori, me ne vado io!”.

Fonte SkySport

 


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Il Messaggero| Immobile ci prova ancora

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foto Fraioli

Immobile sta bene, ha voglia di giocare, ma il mondo Lazio è in ansia. Si aspettano solo gli esami che possono evidenziare la presenza o meno di una lesione. Lui avrebbe giocato anche contro l’Inghilterra, ma non si possono prendere dei rischi prima di un tour de force come quello che aspetterà le squadre di Serie A e non solo fino alla lunga sosta dei Mondiali.

 

foto Fraioli

Casale rischia, inoltre, 20 giorni di stop a causa dell’infortunio che lo ha costretto a uscire al 57esimo contro la Cremonese. Il difensore, che era stato motivo di lite tra Tare e Sarri a gennaio, è arrivato per 7 milioni più bonus a luglio rimanendo però uno degli acquisti meno utilizzati. Insieme a lui anche Maximiano: l’estremo difensore pagato più di 10 milioni si è bruciato dopo soli 6 minuti alla prima giornata contro il Bologna. Lui si allena a Formello in questi giorni, ce la sta mettendo tutta per riscattarsi ma si vocifera di un suo trasferimento in prestito già da gennaio.

Il Messaggero

  


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