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Nesta: “Alla Lazio ho realizzato il mio sogno e quello di mio padre. Chamot? Un idolo, un guerriero”

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Alessandro Nesta è intervenuto ai microfoni del portale Miamiherald.com per raccontare tutta la sua storia in biancoceleste, dai primi passi fino al doloroso addio. “Quando arrivammo lì abbiamo visto tantissimi bambini. Abbiamo pensato: ‘Sarà impossibile’, ma dopo il provino, un allenatore venne da me e mi offrì un posto. Per mio padre era un sogno che si realizzava. Non ha mai potuto giocare a calcio, ha sempre dovuto lavorare intensamente per sostenere mia madre, me e i miei due fratelli”.

Il debutto tra i grandi al fianco di Chamot: “Ero un diciottenne, mentre lui era già un uomo. Per me era un idolo. In ogni sfida era un guerriero, sempre con la stessa intensità. Ho sempre provato a essere come lui”.

La scelta di porre fine al calcio giocato:Il Milan mi aveva offerto ancora un anno di contratto, ma le mie gambe non avrebbero potuto correre come facevano prima. Sono competitivo e non volevo sedermi in panchina. Avevo subito 11 interventi. Così ho deciso di avere un’esperienza in un altro paese e finire la mia carriera con Marco Materazzi”.

La decisione di trasferirsi a Miami: “Dissi a mia moglie: ‘Trascorriamo lì sei o sette mesi e vediamo se possiamo viverci’. Quei mesi sono diventati un anno, poi due. Ancora siamo qui. E ci piace. Forse la mia esperienza nello spogliatoio da calciatore aiuta, ma è completamente diverso essere un allenatore o un giocatore. Per me, giocare era naturale, è stato facile. Come allenatore bisogna studiare ogni giorno, ogni gioco, ideare strategie, mantenere i giocatori rilassati. Devi dimenticare il passato. Se confronti i giocatori qui con quelli del tuo passato, avrai sempre problemi. E se la scorsa stagione fu complicata, quella che adesso sta affrontando il Miami è completamente diversa”.

 


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Il Messaggero| Immobile ci prova ancora

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foto Fraioli

Immobile sta bene, ha voglia di giocare, ma il mondo Lazio è in ansia. Si aspettano solo gli esami che possono evidenziare la presenza o meno di una lesione. Lui avrebbe giocato anche contro l’Inghilterra, ma non si possono prendere dei rischi prima di un tour de force come quello che aspetterà le squadre di Serie A e non solo fino alla lunga sosta dei Mondiali.

 

foto Fraioli

Casale rischia, inoltre, 20 giorni di stop a causa dell’infortunio che lo ha costretto a uscire al 57esimo contro la Cremonese. Il difensore, che era stato motivo di lite tra Tare e Sarri a gennaio, è arrivato per 7 milioni più bonus a luglio rimanendo però uno degli acquisti meno utilizzati. Insieme a lui anche Maximiano: l’estremo difensore pagato più di 10 milioni si è bruciato dopo soli 6 minuti alla prima giornata contro il Bologna. Lui si allena a Formello in questi giorni, ce la sta mettendo tutta per riscattarsi ma si vocifera di un suo trasferimento in prestito già da gennaio.

Il Messaggero

  


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