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Donnarumma, Raiola in conferenza: “C’hanno minacciato di stroncargli la carriera”. L’ad Fassone risponde all’agente

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Marco Fassone, ad del Milan, ha risposto all’agente del calciatore con queste dichiarazioni interessanti al Corriere della Sera.

“Sicuramente potrebbe perdere serenità e, stando a quello che afferma Raiola, adesso Gigio è molto inquieto. Nessuno però ha mai messo in discussione la legittimità della sua scelta. La nostra amarezza deriva dal fatto che, andandosene così, ha fatto un danno da 100 milioni al Milan, il club che lo ha cresciuto. Se a 18 anni vali così tanto, il merito è anche di questa società. Sarebbe bastato che dicesse di volersene andare e avremmo rinnovato con clausola rescissoria”.

Non è assolutamente vero. Donnarumma ci ha sempre confermato di voler rimanere, fino a due giorni prima dell’ultimo incontro con Raiola, che invece ha sempre dichiarato di non essere disponibile a trattare con i nostri tempi.    

“Siamo addolorati per le minacce di morte che la famiglia di Donnarumma ha dovuto subire. Noi, come società, abbiamo fatto tutto il possibile affinché Gigio restasse in rossonero. Se lui alla fine ci ripenserà, sarebbe accolto a braccia aperte. Così come farebbero anche i tifosi del Milan. Nel calcio gli umori cambiano velocemente”.  

Non è detto quindi che passerà un anno in tribuna: “La nostra posizione è chiara: Donnarumma è incedibile e resterà nel Milan. Sarà Montella a decidere se schierarlo o no. Dalla società non ci sarà nessuna imposizione”.  


 

L’agente del portiere rossonero rivela tutte le sue verità sul mancato rinnovo di contratto con il Milan: “Inizialmente Gigio voleva rinnovare, ma poi ci siamo sentiti minacciati e poco difesi dal club: lo hanno perso loro. In ogni caso mi prendo tutte le responsabilità”.

E dopo tre giorni Mino Raiola parlò. L’argomento, ovviamente, il più chiacchierato del calcio mercato, ovvero il no del suo assisitito Donnarumma alla proposta di rinnovo di contratto fatta arrivare sul tavolo dell’agente nella sua casa di Montecarlo. Quello che avrebbe dovuto legare Gigio alla squadra del suo cuore, che però, alla fine, il portierone rossonero ha deciso di rifiutare. E allora, dopo tre giorni di congetture, insulti dei tifosi, ipotesi di mercato e ragionamenti sulle motivazioni di Donnarumma ecco che il procuratore più famoso del mondo ha voluto raccontare in una mini conferenza stampa le ragioni del rifiuto rossonero.

“Inizialmente Gigio era disposto a rinnovare con il Milan, la sua idea era quella. E anche per questo motivo io ho sempre detto che non sarebbe mai andato via a parametro zero. Poi, però, sono cambiate alcune cose. Prima delle quali il mancato appoggio della società nei suoi confronti in alcune situazioni spiacevoli, come in occasione dello striscione esposto dai tifosi contro di lui sotto la sede del Milan e che nessuno ha fatto rimuovere. Poi l’atteggiamento dei dirigenti rossoneri durante le trattative sul rinnovo, nelle quali ci hanno minacciato di non farlo giocare e di stroncargli la carriera in caso di mancato rinnovo: non credo che questa sia la politica migliore da intraprendere se una società vuole rinnovare il contratto a un proprio giocatore. In ogni caso io mi assumo al 100 per cento le responsabilità di questa mancata firma, ma oggi anche lui si è convinto che questa fosse la cosa migliore per lui, soprattutto per l’atteggimaneto dei dirigenti rossoneri nei suoi confronti, ripeto” Skysport.it 


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Il Messaggero| Vicina quota 40.000 contro lo Spezia. Lotito sarà a colloquio con Sarri e Tare per le prossime mosse del club

edo9923@hotmail.it'

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Undicimila i biglietti venduti per domenica, i tifosi biancocelesti ormai costituiscono il quarto bacino d’Italia. Si muovono in massa anche in trasferta: hanno rimosso la batosta in Danimarca, hanno prenotato in 1.000 un posto a Graz, in 2.500 si sono già rifatti gli occhi a Cremona. C’è la possibilità di centrare, almeno in campionato, la terza vittoria di fila. Non arriva da oltre un anno e mezzo, da aprile 2021, era stata conquistata proprio contro lo Spezia. Sarri non parla alla vigilia, un po’ perché squalificato (al suo posto Martusciello in panchina), un po’ per scaramanzia. Riecco anche il Capitano, Immobile voleva giocare con Inghilterra e Ungheria, figuriamoci se avrebbe davvero rinunciato allo Spezia sei giorni dopo. Ciro ieri era subito in campo. Vuole esserci a ogni costo per superare i 187 gol, contro lo Spezia l’anno scorso trovò una tripletta, contro i club liguri si è sempre scatenato. Sarri tiene sempre in considerazione i piani b Cancellieri e Pedro. Oltretutto per il futuro, a sorpresa, prende quota in quel ruolo anche l’idea Luka Romero.

 

Non vuole perdere questo talento a zero, Lotito, arrivato ieri alle 19.15 a Formello per un brindisi (con Rao, Fabiani, la comunicazione e il marketing) per la sua elezione al Senato. Il patron commosso, ha rinviato un altro cin cin e il discorso con Sarri, Tare e la squadra a domani pomeriggio nella pancia dell’Olimpico. Il tecnico vuole regalargli il successo, ma chiede sempre un terzino sinistro a gennaio: è in ballo Parisi dell’Empoli, c’è Valeri in risalita, anche se su quest’ultimo andrebbe fatto poi un intenso lavoro difensivo nel passaggio da esterno alla linea a quattro, stile Lazzari. Cataldi aveva preso una botta giovedì pomeriggio, ha già recuperato. Luis Alberto vuole riprendersi una maglia dal primo minuto. Sarri terrà conto anche del tour de force di 12 gare in 43 giorni, fra campionato e Coppa. La Lazio ne giocherà all’Olimpico sette, più della metà. E allora bisogna sfruttare il calore e la spinta fra le proprie mura, quest’anno, su 4 sfide casalinghe, i biancocelesti ne hanno vinte 3 e persa appena una contro il Napoli capolista. In generale, nell’anno solare 2022, a prescindere dall’affluenza sugli spalti, in 17 match sono arrivate appena 3 sconfitte di cui quelle con Milan e Napoli, praticamente a fine gara. Poi 9 successi e 5 pareggi, inserendo nel computo Europa League e Coppa Italia.

Il Messaggero

 


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