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Fascetti: “Il prossimo anno sarà più difficile. Gomez? Non credo che l’Atalanta lo regali”

enrico.delellis@libero.it'

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Eugenio Fascetti è intervenuto nella trasmissione radiofonica Laziali On Air, sugli 88.100 di Elle Radio:

Come valuta il lavoro del mister Simone Inzaghi quest’anno? “Inzaghi è andato sicuramente oltre le previsioni quest’anno, è andato benissimo. Bisognerà vedere che squadra avrà a disposizione per l’anno prossimo. Io temo che sarà peggiore ma il mister ha le spalle larghe per affrontare una stagione complicata, in cui torneranno a galla squadre importanti come Milan e Inter. Al momento la Lazio è immobile sul mercato, è difficile dare un giudizio.”

Cosa manca alla Lazio come gruppo per aumentare la propria competitività? “Bisogna essere abituati a giocare due volte la settimana. Fare bene in tutte le competizioni non sarà facile, soprattutto a fronte di quelle che saranno le partenze di Biglia e Keita. Tenendo i giocatori più importanti e inserendo due-tre tasselli le ambizioni potrebbero essere importanti. Dopo la prima stagione con Pioli in panchina sono stati commessi degli errori che spero non si ripetano.”

La Lazio l’anno prossimo potrebbe cambiare veste a livello tattico? “Non vedo Inzaghi come un manicheo, sa adattare la formazione a seconda delle esigenze. Difficile sarà trovare un elemento che offra le stesse garanzie tattiche di Biglia. Anche Keita nel girone di ritorno ha fatto sfracelli, ma la sua volontà è quella di andare via e andrà assecondata, ma le società devono mettere un freno ai capricci dei giocatori, non possono minacciare di andarsene tradendo anche economicamente le società che li hanno cresciuti. Con Donnarumma sta succedendo la stessa cosa, in maniera ancor più clamorosa visto che il Milan non gli ha offerto certo noccioline. Eì un caso limite, ma è davvero ora di dire basta.”

Il Papu Gomez può essere invece il giusto sostituto per Keita? “Non credo che l’Atalanta lo regali. Sicuramente sarebbe un investimento importante ma vedo difficoltosa l’operazione di strapparlo all’Atalanta. Il giocatore sta bene a Bergamo, per convincerlo serve una proposta seria sotto tutti i punti di vista, pur considerando che l’ambiente romano è più prestigioso di quello di Bergamo.”

Quali talenti la stanno colpendo all’Europeo Under 21? “L’Italia ha talenti molto importanti: Federico Chiesa, i due centrali di difesa Rugani e Caldara, Pellegrini e Donnarumma… talenti che possono rappresentare l’avvenire del calcio azzurro. Ventura però oltre che al futuro dovrà pensare al presente, col probabile spareggio con le altre seconde da affrontare per approdare a Russia 2018.”

L’arrivo di Spalletti può essere la svolta per l’Inter? “Non credo che l’Inter di partenza abbia tanta qualità quanto si dice in giro: credo che Spalletti parta col vantaggio che sarà difficile fare peggio di quest’anno. Servirà però un piano molto chiaro su chi deve arrivare e chi deve partire, e non sarà facile. Sembrano tutti fenomeni, poi ognuno gioca per i fatti propri. Il centrocampo dell’Inter quest’anno era di una lentezza esasperante.”

Il Napoli può arrivare al salto di qualità? “A patto che inizi a vincere, perché d’accordo giocar bene ma bisogna portare anche a casa i risultati. Ma l’anno prossimo giocare bene non basterà più, bisognerà portare a casa i risultati. Lo stesso vale per la Roma che si è fatta risucchiare dalla vicenda Totti, troppe polemiche attorno alla squadra.”

Domani saranno trent’anni da quel Lazio-Vicenza che per i biancazzurri ha significato la sopravvivenza: “Ricorderò per sempre Dal Bianco, il loro portiere che parò l’impossibile. Per fortuna poi il bomber Fiorini ci mise una pezza. Poi ricordo gli spareggi, il gol in fuorigioco del Taranto ma anche i fantastici tifosi laziali, il loro entusiasmo e l’esplosione di gioia finale. Il pubblico è ciò che conta nel calcio, vedere lo stadio vuoto fa tristezza.” 


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TMW | Lazio, Milinkovic e il “giorno più importante della carriera”. Ed è tornato prima a Formello

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C’era un tempo, non molto lontano, in cui Milinkovic era profeta a Roma ma non in patria. Titolare inamovibile con la Lazio, idolo dei tifosi, ma alternativa (di lusso) con la Serbia. Adesso invece anche in nazionale si sono accorti che un giocatore così non solo non può stare in panchina, ma deve avere un ruolo centrale nell’ossatura della squadra. Bella scoperta, verrebbe da aggiungere. Così, ormai da un anno abbondante, non esce dal campo quando gioca la sua Serbia e nella prima partita di questa sosta contro la Svezia ha indossato anche la fascia al braccio. Per un calciatore, avere i gradi da capitano in rappresentanza del proprio paese è forse il riconoscimento massimo. “Il giorno più importante della mia carriera”, il commento del centrocampista serbo.

foto Fraioli

Anche la Lazio l’ha elogiato sui propri canali social e l’aspetta nelle prossime ore a Formello. Milinkovic infatti tornerà prima degli altri nazionali (senza considerare Immobile, già a Roma) perché era diffidato e nell’ultima partita ha preso il cartellino giallo contro la Svezia e salterà la gara contro la Norvegia. Una buona notizia per Sarri, che ha bisogno di Milinkovic nel lungo tour de force che aspetta la Lazio prima dei Mondiali. Che il Sergente giocherà con la Serbia. TuttoMercatoWeb\Riccardo Caponetti

fraioli


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