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STORIE – Gattuso racconta Gascoigne: “Fece la cacca in un mio calzino… Ma aveva un grande cuore, ricordo quando mi pagò i vestiti”

jacoposimonelli@yahoo.it'

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Un calabrese e uno scozzese a Glasgow. No, non è una barzelletta. Parliamo di Gennaro Gattuso e Paul Gascoigne. Cosa c’entra l’attuale allenatore della Primavera del Milan con l’ex folle talento della Lazio? Facciamo un passo indietro. Estate 1997: i Rangers decidono di ringiovanire il centrocampo e fanno spesa in Italia, più precisamente a Perugia. Scelgono quindi Gattuso, alla prima esperienza lontano dall’Italia. L’impatto con la nuova realtà è terribile, come ammette il mediano campione del Mondo nel 2006 nella sua autobiografia (‘Se uno nasce quadrato non muore tondo’). “I primi mesi li passai segregato in hotel – ammette Ringhio – l’unica cosa che mi ricordava l’Italia era Rai Uno. Ricordo che passavo intere nottate a guardare ‘Sottovoce’, il programma di Marzullo. Se ci ripenso, capisco che le cose non andavano proprio bene…”. Poi la svolta, o forse no. In quel Rangers giocava Gascoigne, che avevo imparato a conoscere per i suoi trascorsi alla Lazio. Era più grande di me e mi prese in simpatia, facendomi da guida. In pratica, i miei riferimenti erano Marzullo la notte e Gazza come Virgilio…”

SCHERZO – Gascoigne in giro, aria di scherzo. E’ un classico, una sentenza. Ed è toccata anche a Gattuso. “Non parlava italiano, al massimo sapeva dire solo ‘ciao’ e ‘birra’ ma con gli scherzi era imbattibile. Era il mio primo allenamento con i RangersAppena tornato in cabina dopo la doccia ho sentito uno sgradevole odore. Ho preso i miei boxer e notato che dentro c’era qualcosa di pesante. In poche parole Gascoigne aveva fatto il bisogno dentro il calzino, aveva fatto la cacca dentro il calzino. Per fortuna me ne accorsi ma ormai il danno era fatto. Era un pazzo al quale piaceva fare scherzi del genereQuesto è il suo modo di essere. Tornai a casa senza mutande”.

SEASON 1997/1998 RANGERS TRAINING Rino Gattuso (left) leaves the training field with Paul Gascoigne and manager Walter Smith.

SEASON 1997/1998
RANGERS TRAINING
Rino Gattuso (left) leaves the training field with Paul Gascoigne and manager Walter Smith.

CUORE GRANDE – Insomma, il solito vecchio Gazza che conosciamo tutti. Quello che appena ti distrai un attimo, ti rifila il più perfido degli scherzi. E invece no, Paul oltre a una grande ironia aveva anche un grande cuore, una cosa che in pochi sanno. Ci pensa a svelarla nuovamente Gattuso, all’epoca 19enne. Con i Rangers avevamo un preciso dress code. Dovevamo avere tutti gli stessi capi eleganti fuori dal campo. Così in un grande magazzino Gascoigne mi comprò quattro-cinque vestiti. Era stato il club a dirgli di farlo. Il denaro mi sarebbe poi stato detratto dal mio stipendio. Più tardi chiesi alla squadra quando saldare quel debito. La loro risposta fu: ‘Ci ha già pensato Gascoigne’. Era uno di personalità con un cuore grande”. Un gesto che la dice lunga sull’animo di Gazza, uno che sapeva entrarti nel cuore anche in poco tempo. Così fu per Gattuso, che nel 1998 lasciò la Scozia per la Salernitana, prima di diventare grande al Milan. Sempre con gli scherzi e la bontà di Gazza dentro.

 


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Serie A, una panchina sempre più vicina al cambio allenatore: ecco di chi si tratta

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La sconfitta casalinga di oggi contro il Monza potrebbe esser stata fatale: Marco Giampaolo è sempre più a rischio esonero, la sua panchina sembra ora destinata a saltare dopo la quarta sconfitta consecutiva in campionato della Sampdoria, quinta nelle ultime sei. Come riporta Gianlucadimarzio.com, la decisione sembra essere praticamente presa e, in caso di addio di Giampaolo, sono due le possibilità che si aprono, entrambi eventuali ritorni: Claudio Ranieri e Roberto D’Aversa, predecessore proprio dell’attuale allenatore della Sampdoria, ancora sotto contratto fino al 2024.

 


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