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“Io, l’anti-idolo che non molla mai”. Una carriera in Premier, la Roma e Del Piero: Borini, il pupillo di Tare

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Finalmente ci siamo, o quasi. La voglia di tornare in Italia è sempre più grande, ma il progetto è quello che conta: “Cerco un club con un progetto competitivo, stimolante e stabile”. Chiaro Fabio Borini, obiettivo numero uno per l’attacco della Lazio. Una sorta di tormentone quello tra Borini e i biancocelesti, con il ds Tare grande estimatore del classe 91′ fin dai tempi del Chelsea.

Una carriera in Premier League (Chelsea, Swansea, Liverpool e Sunderland), intervallata dall’avventura alla Roma durata appena un anno: 10 reti in 26 partite tra campionato e Coppa Italia, diventato titolare con Luis Enrique grazie alla sua grande duttilità e alla sua ferocia in campo. Attaccante e terzino, tanta corsa e sacrificio oltre ad essere decisivo sotto porta. E un gol nel derby, ma inutile: 4 marzo 2012, la Lazio vince il derby 2-1 con le reti di Hernanes e Mauri, di Borini il gol del momentaneo pareggio. Ora al Sunderland, ma pronto a salutare l’Inghilterra per tornare in Italia e (ancora) nella capitale. Dopo la positiva esperienza con la Roma nella stagione 2011-2012, Borini è sempre più vicino alla Lazio: un milione di euro per il prestito, con riscatto obbligatorio fissato a 4.5 milioni. Questa l’offerta del club biancoceleste, pronto ad approfittare della retrocessione del Sunderland che darebbe il via libera alla cessione senza troppi problemi. Una stagione non esaltante per l’ex Roma, con appena 2 gol e 20 presenze.

 “Io un idolo? Macchè, sono altri gli idoli. Del Piero è il mio idolo e non lo dico perché domenica sera affronteremo la Juve. Di Del Piero non ricordo mai una parola fuori posto, il massimo. E, poi, c’è Baggio, Roby Baggio”. Idoli per un anti-idolo. Ragazzo serio, mai una parola fuori posto. E un’esultanza che racchiude il Borini pensiero: coltello tra i denti, un modo di vivere. “È un simbolo che mi rappresenta totalmente e che faccio per far capire che sono uno che non molla facilmente“.

Difficile arrivare al Papu Gomez e a Muriel, ecco che il nome di Borini è (ri)tornato in cima alla lista di Tare. Un tormentone estivo degli ultimi anni, con l’attaccante italiano accostato in ogni sessione di mercato alla Lazio. A volte ritornano potremo dire, ma questa volta è (forse) quella buona. Jolly offensivo, perfetto per completare il reparto offensivo biancoceleste: vice Immobile con la partenza di Djordjevic, alternativa di Felipe Anderson e Keita (mercato permettendo) sugli esterni, seconda punta dietro a Ciro: sono proprie queste qualità ad aver convinto Inzaghi a dare il benestare all’arrivo di Borini, con la soddisfazione di Tare.

La voglia di dimostrare il suo valore in patria è un pensiero forte nella testa di Borini, e la Lazio rappresenterebbe un’ipotesi più che stimolante, anche in vista del Mondiale. Tanti gli esempi di calciatori che hanno vestito le maglie di Lazio e Roma: da Ziroli a Cordova, capitano giallorosso e poi con la maglia biancoceleste, dal caso più eclatante di Manfredonia a Peruzzi, bandiera e ora team manager laziale, fino a Muzzi, Mihajlovic e Candreva. E’ Fabio Borini l’attaccante scelto dalla Lazio, spetterà a lui mettere a tacere ogni tipo di polemica legata al suo passato con la Roma. Sempre se sarà questa la volta buona…

 


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Serie A, una panchina sempre più vicina al cambio allenatore: ecco di chi si tratta

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La sconfitta casalinga di oggi contro il Monza potrebbe esser stata fatale: Marco Giampaolo è sempre più a rischio esonero, la sua panchina sembra ora destinata a saltare dopo la quarta sconfitta consecutiva in campionato della Sampdoria, quinta nelle ultime sei. Come riporta Gianlucadimarzio.com, la decisione sembra essere praticamente presa e, in caso di addio di Giampaolo, sono due le possibilità che si aprono, entrambi eventuali ritorni: Claudio Ranieri e Roberto D’Aversa, predecessore proprio dell’attuale allenatore della Sampdoria, ancora sotto contratto fino al 2024.

 


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