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STORIE – “Quer pasticciaccio brutto del Prater Stadion”. Signori: la fine della storia ma non dell’amore

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Nella sua lunga storia la Lazio ha avuto molti attaccanti di fama internazionale. Alcuni hanno rappresentato la vera lazialità, uno fra tutti Giorgio Chinaglia. Altri hanno incarnato e dimostrato al mondo l’essenza vera dell’attaccante, vedi Silvio Piola e Bruno Giordano.

Infine, c’è chi è stato l’idolo e la massima espressione per un intero popolo. Un nome che evoca nella mente delle generazioni passate un fermo immagine. Un uomo che grida e gioisce sotto la curva gremita di laziali. Un numero, l’undici. Un coro: ‘E segna sempre lui‘. Un nome, Beppe Signori. Un capitano, un condottiero. Un amore che, nosostante tutti i nonostante, viene alimentato nel tempo. Un legame viscerale che scappa via ad ogni logica.

Lui davanti ad un dischetto che calcia sicuro, lucido, senza pensarci troppo. Così certo che quella palla centrerà lo specchio. Senza rincorsa. Perché lui, della rincorsa, ne faceva uso solo per far impazzire di gioia il proprio popolo. Quel popolo, che senza appunto pensarci troppo, si oppose alla sua cessione. Come quando, per difendere il tuo amico del cuore ti opponi al bullo del quartiere senza paura. E i laziali quel giorno scesero in piazza per difendere un amico, un compagno di banco, un fratello, un amore.

Poi, però, se non è il prepotente della scuola a ferire il tuo amico e a farti allontanare da lui, sopraggiungono altre cause, di forza maggiore in questo caso. Il trasferimento in un’altra città, la ragazza che gli ruba il cuore, oppure il professore che lo emargina e lo costringe a cambiare scuola. In questo caso, il professore ha il nome di Sven Goran Eriksson e l’alunno a cui non rimane che cambiare scuola è Signori, nonostante fino a quel momento i suoi voti fossero stati i più alti della classe.

È l’estate dell’ormai lontano 1997 ed Eriksson, dopo diverse buone stagioni con la Sampdoria, approda a Roma nella corte di Cragnotti. Prende in mano un’ottima squadra, le intenzioni del patron biancoceleste sono chiare: costruire una squadra per vincere e imporsi in Europa. Il rapporto con Beppe Signori, però, stenta a decollare. Anzi.  Il bomber biancoceleste, che fino a quel momento era stato il protagonista e l’anima di quella compagine, si vede messo in disparte. Viene impiegato sempre meno dal tecnico svedese che gli riserva un ruolo marginale, complice l’affermazione del modulo 4-4-2.

Il bomber laziale fatica ad accettare le decisioni di Eriksson. La scintilla scocca a Vienna, in occasione della gara valida per gli ottavi di finale di Coppa UEFA contro il Rapid Vienna, quando dopo essersi scaldato a lungo Signori non viene fatto entrare. Fu proprio a seguito di quell’episodio che prese vita la cessione di Beppe Signori alla Sampdoria.

Nessun tifoso avrebbe mai inmaginato un finale così deludente per il film che li ha tenuti incollati allo schermo per ben cinque splendidi e irripetibili anni. Tuttavia, è proprio il mancato happy end a tenere vivo il ricordo di Signori con la maglia biancoceleste. Il popolo laziale, forse,  spera ancora in un finale a sorpresa.

  


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MONDIALI 2022 | Portogallo senza problemi contro la Svizzera: 6-1 e quarti di finale

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Termina l’ultima sfida di questi ottavi di finale dei Mondiali in Qatar. Tra Portogallo e Svizzera finisce 6-1, un risultato schiacciante raggiunto grazie ai gol di Ramos G. (tripletta), Pepe e Guerreiro e Leao. Portogallo che passa dunque ai quarti dove incontrerà il Marocco. 


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