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CorSera | Felipe al posto di Keita: la scelta forzata che fa risparmiare Lotito

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Lotito e Tare hanno un problema enorme: come fare mercato senza sapere se, quando e a quanto saranno ceduti Biglia, Keita e De Vrij? Ma il dilemma con cui si confronta Inzaghi è perfino più grande: come fare una squadra senza avere idea di quale sia il destino di tre giocatori determinanti? Premesso che l’ argentino potrebbe andarsene nel giro di poche ore, il rischio è che il senegalese o l’olandese, oppure entrambi, svaniscano nel nulla da un giorno all’altro e non vengano sostituti in modo adeguato. Inzaghi è allenatore pragmatico: guarda il gruppo che gli mettono a disposizione, lo pesa, lo gestisce in modo da ottenere il massimo. Non ha la pretesa di stupire e sa quanto sia pericoloso, nel calcio, fidarsi delle promesse. Non si sorprenderebbe, dunque, se i giocatori che il presidente gli ha garantito (un sostituto di alto livello al posto di ogni elemento ceduto più altri 3-4 rinforzi per ampliare la rosa) non dovessero arrivare. E prepara il piano alternativo. Con estrema concretezza, appunto. Nella scorsa stagione la Lazio è stata sempre in bilico tra due moduli: il 4-3-3, utilizzato nella maggior parte delle occasioni, e il 3-5-2, al quale si è comunque fatto ricorso spesso, schieramento preferito negli ultimi due mesi di campionato e Coppa Italia.

L’idea di Inzaghi è di lavorare pure adesso su un gruppo duttile, capace di cambiare schema da una partita all’altra e all’interno della stessa gara, in modo da poter scegliere anche in base all’avversario. Stavolta, però, c’ è una predilezione spiccata per il 3-5-2. Il motivo? Il modo in cui è stato costruito, anzi non è stato costruito, l’ organico, arricchito finora da un unico e misterioso acquisto (Marusic). Con la difesa a tre la Lazio è più coperta inoltre, De Vrij o meno, i centrali non mancano: oltre al giovane leader ci sono Hoedt, Bastos, Wallace, Radu. Lo stesso per i centrocampisti di fascia: Basta e Marusic, Lulic e Lukaku. Là in mezzo, in pratica, mancherebbe solo un sostituto di Biglia, più qualche rincalzo (possibile l’ingaggio di Di Gennaro, svincolato dal Cagliari, mentre Cataldi è vicino al Benevento). Ma la vera chiave di tutto è l’ attacco. Temendo che Keita se ne vada e non venga sostituto in modo adeguato, Inzaghi ha pronta la soluzione: Felipe Anderson seconda punta, nel ruolo in cui ha già giocato qualche volta nella scorsa stagione. L’idea, a pensarci bene, è quasi geniale, perché previene perfino le eventuali mancanze della società sul mercato. Se ne va Keita? Ecco il sostituto: Felipe Anderson. Lo stesso che, un anno fa, era diventato il nuovo Candreva, venduto e mai realmente rimpiazzato. Una soluzione che costa poco, anzi nulla, e fa tutti contenti: Lotito che non spende e il brasiliano che vuole giocare vicino alla porta. Sorriderà un po’ meno Inzaghi, che si aspettava rinforzi importanti. Ma lui, ormai lo sappiamo, nell’emergenza ci sguazza.

Corriere della Sera – Stefano Agresti

 


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CdSera | Il Mago è sul mercato, ma al Siviglia continua a non piacere

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Luis Alberto è sul mercato. Lo spagnolo non è soddisfatto dello spazio datogli da Sarri in questa stagione e il suo sogno sarebbe quello di tornare a Siviglia, ma il club andaluso non vuole investire su di lui. La Lazio è pronta a cederlo, tanto che in estate c’è stato anche un contatto con Monchi, che però ha risposto picche davanti ad alcuni dati riguardanti il Mago, come le palle perse, la velocità e i palloni recuperati.

La Lazio, però, ha bisogno di vendere se vuole muoversi sul mercato in entrata ed è difficile farlo solo con i soldi che si potrebbero ricavare dalle cessioni di Fares e Kamenovic. L’offerta convincente per Luis Alberto, però, non c’è. Lotito non vuole scendere sotto i 15 milioni, che però per un giocatore di 30 anni che passa molto tempo in panchina non sono pochi. Allo stesso tempo, aspettare è rischioso perché potrebbe continuare a deprezzarsi.

Corriere della Sera 


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