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Il Messaggero | Un Lucas tira l’altro

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Comunque vada a guidare il centrocampo della Lazio ci sarà Lucas. Già, bisognerà capire se sarà Biglia o Leiva. È questo il grande interrogativo che ha tenuto banco per tutta la giornata di ieri. Andiamo con ordine. Quello che attualmente è ancora il capitano biancoceleste ha fatto le visite mediche in mattinata, un laconico «Sì, dovrei» a chi gli chiedeva se sarebbe salito in ritiro ad Auronzo di Cadore. L’aereo lo ha preso alle 17.55 direzione Venezia. C’è stato anche spazio per un piccolo incidente di percorso: a Fiumicino è stato lanciato un allarme per un bagaglio sospetto lasciato incustodito. Fortunatamente si è risolto tutto nel migliore dei modi ma le battute, comprensibile, si sono sprecate. Alla fine Lucas, nonostante le continue voci che lo volevano su una macchina direzione Milano, è arrivato ad Auronzo proprio mentre la squadra aveva finito di mangiare. Una mossa probabilmente studiata quella della società che vuole forzare la mano con il giocatore. Chissà se c’ entrano le ultime due mensilità e le commissioni del suo agente Montepaone. Volto un po’ tirato che si è sciolto solo quando, salutando i membri dello staff, si è imbattuto in Peruzzi che gli ha dato un’affettuosa pacca sulla spalla. E lo spogliatoio? Di sicuro due paroline in serata le hanno scambiate. Radu in conferenza è stato onesto: «E’ un giocatore importante per noi e speriamo resti anche perché vogliamo andare in Champions. Leiva? Beh se arriva anche lui siamo ancora più contenti». Parole di un capitano in pectore. Nessun tifoso ad aspettarlo davanti all’hotel dei biancocelesti. Ci sarà tempo per chiarire la sua posizione. Resterà? Difficile. L’unica certezza al momento è che domani mattina scenderà in campo per una sgambata. Inzaghi, che ieri ha cenato con il fratello Pippo e il padre, è ben felice di averlo in squadra e ci sta provando in tutti i modi.

VOLTO NUOVO La trattativa con il Milan è una partita a risiko. La Lazio non scende sotto i 20 milioni, la distanza con i rossoneri è di circa 3. Facile che venga colmata a breve anche perché per Montella non esiste altro regista. La tensione è tanta e si respira. I biancocelesti, però, per non trovarsi impreparati hanno già in mano la soluzione: Leiva. Brasiliano del Liverpool in scadenza nel 2018. Arriverebbe praticamente gratis. Il trentenne non è considerato da Klopp e vuole giocarsi le sue ultime chance, la Lazio sarebbe la soluzione ottimale. Le sue caratteristiche, poi, sono perfette per il 3-5-2 scelto da Inzaghi. È un playmaker che gioca molto basso sulla linea dei difensori ed è molto bravo nel recuperare palloni. In passato ha giocato anche come centrale di difesa e ha esperienza internazionale. Da capire se accetterebbe lo stesso contratto di Biglia: 2,5 milioni a stagione.

IL REPARTO AVANZATO I soldi che la Lazio risparmierebbe per il centrale di centrocampo verrebbero investiti nell’attaccante. Al momento è una corsa a due tra Azmoun e Falcinelli. Il primo deve risolvere prima il contenzioso tra Rostov e Rubin Kazan. Tare, che ha un accordo con il giocatore, segue tutto molto da vicino e nel momento in cui il nodo verrà sciolto è pronto ad investire. La valutazione si aggira intorno ai 12 milioni di euro. Falcinelli è italiano ed è molto apprezzato da Inzaghi. Strapparlo al Sassuolo non sarà facile visto che ci vogliono anche qui almeno 12 milioni. A proposito di punte: stamattina in Paideia sono previste le visite mediche per un attaccante. Pare si tratti di Perea. Lui non salirà in Cadore ma resterà a Roma con Marchetti, Tounkara, Djordjevic e gli altri in esubero.

Il Messaggero – Emiliano Bernardini

 


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Il Messaggero| Vicina quota 40.000 contro lo Spezia. Lotito sarà a colloquio con Sarri e Tare per le prossime mosse del club

edo9923@hotmail.it'

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Undicimila i biglietti venduti per domenica, i tifosi biancocelesti ormai costituiscono il quarto bacino d’Italia. Si muovono in massa anche in trasferta: hanno rimosso la batosta in Danimarca, hanno prenotato in 1.000 un posto a Graz, in 2.500 si sono già rifatti gli occhi a Cremona. C’è la possibilità di centrare, almeno in campionato, la terza vittoria di fila. Non arriva da oltre un anno e mezzo, da aprile 2021, era stata conquistata proprio contro lo Spezia. Sarri non parla alla vigilia, un po’ perché squalificato (al suo posto Martusciello in panchina), un po’ per scaramanzia. Riecco anche il Capitano, Immobile voleva giocare con Inghilterra e Ungheria, figuriamoci se avrebbe davvero rinunciato allo Spezia sei giorni dopo. Ciro ieri era subito in campo. Vuole esserci a ogni costo per superare i 187 gol, contro lo Spezia l’anno scorso trovò una tripletta, contro i club liguri si è sempre scatenato. Sarri tiene sempre in considerazione i piani b Cancellieri e Pedro. Oltretutto per il futuro, a sorpresa, prende quota in quel ruolo anche l’idea Luka Romero.

 

Non vuole perdere questo talento a zero, Lotito, arrivato ieri alle 19.15 a Formello per un brindisi (con Rao, Fabiani, la comunicazione e il marketing) per la sua elezione al Senato. Il patron commosso, ha rinviato un altro cin cin e il discorso con Sarri, Tare e la squadra a domani pomeriggio nella pancia dell’Olimpico. Il tecnico vuole regalargli il successo, ma chiede sempre un terzino sinistro a gennaio: è in ballo Parisi dell’Empoli, c’è Valeri in risalita, anche se su quest’ultimo andrebbe fatto poi un intenso lavoro difensivo nel passaggio da esterno alla linea a quattro, stile Lazzari. Cataldi aveva preso una botta giovedì pomeriggio, ha già recuperato. Luis Alberto vuole riprendersi una maglia dal primo minuto. Sarri terrà conto anche del tour de force di 12 gare in 43 giorni, fra campionato e Coppa. La Lazio ne giocherà all’Olimpico sette, più della metà. E allora bisogna sfruttare il calore e la spinta fra le proprie mura, quest’anno, su 4 sfide casalinghe, i biancocelesti ne hanno vinte 3 e persa appena una contro il Napoli capolista. In generale, nell’anno solare 2022, a prescindere dall’affluenza sugli spalti, in 17 match sono arrivate appena 3 sconfitte di cui quelle con Milan e Napoli, praticamente a fine gara. Poi 9 successi e 5 pareggi, inserendo nel computo Europa League e Coppa Italia.

Il Messaggero

 


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