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Da “box-to-box midfielder” a “squad player”: l’evoluzione calcistica di Lucas Pezzini Leiva

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A vederlo giocare, non sembra poi così brasiliano. E la ragione, oltre alle chiare origini italiane da parte di mamma Tania, sono forse geografiche. Dourados, il paese natale di Lucas Pezzini Leiva è a poco più di 100 km dal Paraguay, nel sud-ovest del Brasile. Qui le due culture si intersecano, tant’è che il 30% degli abitanti della città ha legami di parentela con i vicini paraguaiani. Lontano dalle allegre atmosfere carioca di Rio de Janeiro, e del samba bailado, Lucas probabilmente non subisce l’influenza del futebol spensierato, tipico delle favelas, dove i bambini sostituiscono la “bola” con qualsiasi cosa gli capiti a tiro, e dove il dribbling e la giocata spettacolare diventano legge impossibile da infrangere. Lucas Pezzini Leiva è decisamente più concreto. Doti di leadership indiscusse, a 20 anni lascia il Gremio alla volta della città dei Beatles, Liverpool. E dopo 10 anni sulle sponde del River Mersey, tutti o quasi, lo ricordano con un sorriso. Lo dimostrano i messaggi d’affetto ricevuti su Instagram alla notizia della partenza direzione destino, Italia, Lazio.

Milan, Inter, Napoli: nel corso degli anni le pretendenti non sono mancate. Ma lui è rimasto lì, dove il calcio si fa romantico, Anfield Road. Prima di capire che da quelle parti lo spazio per lui stava finendo.

DA BOX-TO-BOX A SQUAD PLAYER – “Prendetemi Lucas Leiva“, agli ordini señor Rafa Benitez. E’ l’allenatore spagnolo a volere fortemente il giocatore, di soli 20 anni, ma con una discreta esperienza internazionale con la maglia dell’Under 20 brasiliana. Arrivato per 5 milioni di sterline, Lucas veniva considerato un box-to-box midfielder, quel tipo di centrocampista che recupera la palla nella propria area di rigore, fa partire il contropiede, e conclude l’azione 70 metri dopo nell’area avversaria con il gol. Dalle parti di Anfield in effetti, a quel tipo di giocatore erano abituati piuttosto bene. Do you know Steven Gerrard? Leiva venne soprannominato infatti “The new Stevie G“, paragone mai del tutto azzeccato, per usare un eufemismo. Lucas possiede il primo step, quello del tackling, del recupero palla, ma non chiedetegli di apparire magicamente nell’area avversaria per concludere. I numeri parlano chiaro: 346 presenze, 7 gol, distribuiti nelle varie competizioni inglesi. Decisamente da non prendere al fantacalcio. La metamorfosi arriva già nella prima stagione, quando i tifosi del Liverpool criticano ferocemente il giocatore. Gradualmente viene arretrato in una posizione prettamente difensiva, ed è lì che Lucas mette in mostra quelle doti che nel corso degli anni hanno poi fatto innamorare i supporters dei Reds. Sacrificio, carisma, consapevolezza. Diventa uno dei centrocampisti difensivi più forti della Premier League, assumendo il ruolo di “squad player“, quel giocatore che ha il compito di recuperare il pallone, correre come e più degli altri, e servire chi è stato dotato di mezzi tecnici superiori alla norma dalle divinità del calcio. Due esempi su tutti, il già citato Gerrard, e Xabi Alonso. Grinta si, ma anche correttezza: sono solo 2 i cartellini rossi rimediati durante la sua decade in Inghilterra, di cui uno per doppia ammonizione. Dieci anni, durante i quali Lucas non ha mai camminato da solo, come recita l’inno più romantico mai udito su un campo da calcio: “You’ll never walk alone“. Dieci anni, che hanno permesso a Leiva di ritagliarsi un posto nel cuore dei tifosi e della gente di Liverpool, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “adopted scouser“, utilizzato proprio per identificare gli abitanti della città. Dieci anni in Reds, che proprio il giocatore al termine della sua ultima apparizione ha così definito:”Incredibili. Sappiamo tutti che è stato come trovarsi sulle montagne russe. Tanti alti e bassi, ma sono orgoglioso di indossare questa maglia tutti i giorni della mia vita“. Adesso, direzione Lazio. Brasiliano si, ma con l’Italia nel cognome, e nel destino.

 


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MONDIALI 2022 | Giappone-Costa Rica, le formazioni ufficiali

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Tra pochi minuti andrà in scena la sfida tra Giappone e Costa Rica valida per i Mondiali in Qatar. Di seguito le formazioni ufficiali delle due squadre:

GIAPPONE, 4-2-3-1: Gonda; Yamane, Yoshida, Itakura, Nagatomo; Morita, Endo; Doan, Kamada, Soma; Ueda. Ct. Moriyasu

COSTA RICA, 4-4-2): Navas; Manley, Calvo, Duarte, Oviedo; Fuller, Tejeda, Borges, Torres; Campbell, Contreras. Ct. Suarez 


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