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Il Messaggero | Keita a rapporto, l’attaccante è sempre più isolato

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Si è stretto la fascia di capitano intorno al braccio. Lulic si è preso subito le prime responsabilità: parlare con Keita. Senad lo ha fatto insieme ad un altro graduato, Immobile. Era da poco finito l’allenamento del mattino, quando i tre si sono seduti su una delle due panchine del campo Zandegiacomo. Hanno parlato per una mezzora. Difficile sapere cosa si siano detti, più facile ipotizzarlo. Il tweet di mercoledì non è piaciuto. Ciro ha preso subito la parola incalzando Balde, il bosniaco ha fatto da mediatore nella discussione. Né società, né tecnico, sono stati i compagni stessi a provare a risolvere la situazione. L’equilibrio all’interno dello spogliatoio è fondamentale. Inzaghi lo ha inculcato nella testa dei giocatori per tutta la passata stagione e ora è tornato a battere su questo tasto. In un’annata lunga e con tre competizioni da giocare, la tranquillità del gruppo è un alleato fondamentale per riuscire a buttare il cuore oltre l’ostacolo. Spesso è l’entusiasmo a colmare eventuali lacune. Keita si sente messo da parte. È successo nell’amichevole contro la Triestina: fuori dall’undici iniziale. Ufficialmente perché non è sereno. Giustificazione che il senegalese non ha accettato, ecco allora quel cinguettio: «Io ci sono! Ma la società ha deciso di non farmi giocare…».

VOGLIA DI PARTIRE Non è un mistero che Balde abbia espresso la sua volontà di partire. Offerte reali, stando a quando emerge dall’entourage del giocatore, non ci sono state. Solo semplici contatti. Nei giorni scorsi si è parlato di Milan, Inter e West Ham, ma di concreto c’è poco. Sullo sfondo resta la Juve. La Vecchia Signora rappresenta il sogno per Keita. È qui che si gioca su un filo molto sottile. Lotito aspetta che sia la Juventus a fare il primo passo soprattutto perché da mesi sente puzza di un pre-contratto già firmato dal senegalese. I rapporti poi con i bianconeri non sono ottimi e allora ecco spiegato il silenzio. Marotta e Paratici non vogliono investire grandi cifre, visto che il senegalese si libererà a zero nel 2018. La Lazio invece vuole 30 milioni. Non si scende di molto anche perché il presidente biancoceleste non ha nessun problema a lasciarlo in tribuna.

ENTUSIASMO CONTAGIOSO Entusiasmo alle stelle ieri sera al Palaroller per la presentazione della squadra. Cori e applausi da parte dei tanti tifosi accorsi. L’inno della Lazio come colonna sonora, l’ingresso trionfale di Olympia e poi i giocatori Lulic, Leiva, Guerrieri, Luis Alberto e Bastos con indosso la nuova maglia, la terza blu navy. Ovazione per il nuovo capitano Senad: «Toccherà a noi onorarla quando scendiamo in campo. Speriamo ci portino fortuna tutte e tre». Sul palco ad uno ad uno salgono tutti i componenti, un boato per Inzaghi: «L’entusiasmo che abbiamo ricreato è la vittoria migliore che potevamo ottenere. Il prossimo anno sarà più difficile ma cercheremo di farci trovare pronti, ci toglieremo le nostre soddisfazioni restando con le grandi». Mattatore della serata Radu che ha fatto ridere tutti con i suoi scherzi. A testimonianza che all’interno del gruppo c’è serenità. Per chiudere, il coro: «Chi non salta è della Roma…». Assente il presidente Lotito che, per impegni, non è riuscito ad arrivare in tempo. C’era invece il nuovo acquisto Di Gennaro arrivato in ritiro nel primo pomeriggio: «Penso sia il momento più importante della mia carriera. Sono felice ed orgoglioso di essere qui». Prenderà la maglia numero 88. Stasera il brindisi per i 10 anni ad Auronzo, domani l’amichevole con la Spal e in serata il rientro a Roma.

Il Messaggero – Emiliano Bernardini

 


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CdSera | Il Mago è sul mercato, ma al Siviglia continua a non piacere

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Luis Alberto è sul mercato. Lo spagnolo non è soddisfatto dello spazio datogli da Sarri in questa stagione e il suo sogno sarebbe quello di tornare a Siviglia, ma il club andaluso non vuole investire su di lui. La Lazio è pronta a cederlo, tanto che in estate c’è stato anche un contatto con Monchi, che però ha risposto picche davanti ad alcuni dati riguardanti il Mago, come le palle perse, la velocità e i palloni recuperati.

La Lazio, però, ha bisogno di vendere se vuole muoversi sul mercato in entrata ed è difficile farlo solo con i soldi che si potrebbero ricavare dalle cessioni di Fares e Kamenovic. L’offerta convincente per Luis Alberto, però, non c’è. Lotito non vuole scendere sotto i 15 milioni, che però per un giocatore di 30 anni che passa molto tempo in panchina non sono pochi. Allo stesso tempo, aspettare è rischioso perché potrebbe continuare a deprezzarsi.

Corriere della Sera 


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