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Per Lei Combattiamo

Versione 3.0

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Felipe Anderson è pronto ad iniziare una nuova stagione in un nuovo ruolo. La mossa di Inzaghi ripagherà?

Il ritiro ad Auronzo di Cadore, terminato ieri con l’amichevole vinta per 2 a 0 contro la Spal, ha lasciato spunti di riflessione interessanti. Dall’ottima presenza sulla fascia di Marusic, alle doti di regista di Luis Alberto. Ma la vera novità, se vogliamo, è la nuova collocazione tattica di Felipe Anderson. Se la questione Keita non dovesse essere risolta prima della gara inaugurale del campionato, il brasiliano sarebbe pronto a giocare alle spalle di Ciro Immobile, in un 3-5-1-1 che lo vedrebbe protagonista dell’ennesima trasformazione del suo stile di gioco.

Se lo scorso anno Anderson era “stato” la vittima sacrificale dello sperimentale 3-5-2 “anti big”, questa volta le sensazioni del diretto interessato sono positive: “Mi piace il ruolo dietro la punta. Posso segnare più gol”. I gol che nella mancata stagione sono venuti meno, anche a causa della dibattuta posizione in campo che lo costringeva ad agire lontano dallo specchio avversario. 4 nella stagione 2016/17, arrivati praticamente tutti quando il numero 10 biancoceleste agiva da esterno alto nel tridente offensivo. Poi la metamorfosi. Più copertura e meno lucidità in fase offensiva. Le continue discese sulla fascia lo rendevano quasi più “marcabile” dagli avversari.
La nuova collocazione alle spalle della punta sarà quindi la soluzione finale per il brasiliano o la sua metamorfosi tattica dovrà compiere ancora un ulteriore step?

Abbiamo analizzato 3 azioni di Felipe Anderson per spiegare meglio perché l’idea di Simone Inzaghi può funzionare:

Il gol contro il Genoa è uno dei più belli segnati dall’ex Santos la scorsa stagione. Coordinazione e precisione perfetta. È sicuramente il calciatore biancoceleste con il piede più educato di tutta la rosa, e forse anche il migliore nelle conclusioni da fuori. Con due piedi così il nuovo ruolo potrebbe esaltare in maniera ancora più netta le sue incredibili doti. Da migliorare la freddezza sottoporta. Il gioco bianoceleste, sempre a caccia della verticalizzazione, troverà in Anderson il riferimento principale per chiudere la manovra offensiva e servire Ciro Immobile. Rispetto ai 2 tiri di media per partita dello scorso campionato muovendosi tra le linee potrà sicuramente concludere di più in porta.

Nell’azione del gol contro il Cagliari, definito dal protagonista stesso: “Il più bello con la maglia della Lazio”, spicca sicuramente l’abilità principale di Felipe: il dribbling. È il giocatore del campionato con più dribbling completati, 117 – unico oltre quota 100. Se giocando largo sulla fascia la principale arma era la velocità esplosiva, giocando centrale sarà fondamentale il primo tocco. Importanti quindi gli isolamenti uno contro uno e il cambio di passo. Inarrestabile se decide di saltarti. Il crack offensivo.

Primo tra i suo compagni per assist (9), la nuova posizione potrebbe cambiare però il metodo di esecuzione. Se nella maggior parte dei casi il passaggio vincente (2.1) arrivava dal fondo, dopo una discesa fatta di dribbling ed accelerazioni, questa volta potrebbero essere più simili a quello fatto a Keita nell’azione del gol contro l’Udinese. Dolcezza e visione di gioco.
Avrà quindi il compito di mandare in porta Immobile, o di ricucire il gioco sulla trequarti avversaria. Una sorta di regista offensivo. l jolly che rompe gli schemi e gli equilibri della partita.

Se l’esperimento dovesse funzionare Inzaghi si troverebbe fra le mani un Anderson più concreto ed efficace. Le premesse per una grande annata per il brasiliano ci sono. Dovrà agire da vero numero 10. La preparazione ad Auronzo è stata buona, il pubblico lo ha acclamato. Le capacità tecniche sono indiscutibili, nelle amichevoli pre stagionali ha apprezzato la nuova collocazione tattica. La versione 3.0 sarà quella definitiva?

 


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Serie A, una panchina sempre più vicina al cambio allenatore: ecco di chi si tratta

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La sconfitta casalinga di oggi contro il Monza potrebbe esser stata fatale: Marco Giampaolo è sempre più a rischio esonero, la sua panchina sembra ora destinata a saltare dopo la quarta sconfitta consecutiva in campionato della Sampdoria, quinta nelle ultime sei. Come riporta Gianlucadimarzio.com, la decisione sembra essere praticamente presa e, in caso di addio di Giampaolo, sono due le possibilità che si aprono, entrambi eventuali ritorni: Claudio Ranieri e Roberto D’Aversa, predecessore proprio dell’attuale allenatore della Sampdoria, ancora sotto contratto fino al 2024.

 


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