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Una storia ferma al palo

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A Formello c’è un giocatore con la valigia pronta da mesi. Con il passaporto e gli oggetti personali sul comodino. Il biglietto aereo? No, quello ancora non c’è. Perchè la data di partenza e sopratutto la destinazione di Filip Djordjevic è ignota. La cosa certa, invece, è che il 29enne serbo è sul mercato. Da possibile eroe di Coppa a esubero. Ormai non c’è più alcun dubbio, tanto che inizialmente non era stato neanche convocato dalla Lazio per il ritiro di Auronzo. I 7 gol realizzati nelle ultime 2 stagioni (su 49 presenze) sono un bottino troppo magro per convincere la società a coinvolgerlo nel progetto biancoceleste. Oltre ai tanti problemi fisici, quest’anno soffre l’ottimo rendimento di Immobile (26 centri) e l’ascesa del giovane Keita, utilizzato all’occorrenza anche da prima punta. “Penso che con l’arrivo di Immobile abbiamo due centravanti con caratteristiche diverse, ma che fanno al caso nostro – l’analisi di Inzaghi la scorsa estate – Filip è più fisico, mentre Immobile va più nello spazio”. L’ex Stella Rossa non rivela all’altezza. Tra infermeria e panchine spreca le occasioni concesse. Non risponde agli stimoli, costringendo così i dirigenti ha prendere una decisione. Definitiva.

DOPPIO PALO – E pensare la sua avventura nella Capitale inizia bene. “Ormai ho deciso di andare alla Lazio – diceva tre anni fa prima del suo arrivo – Ringrazio il Nantes ma è arrivato il momento di cambiare”. Con Pioli va forte e aiuta la squadra a raggiungere i preliminari di Champions League totalizzando 3 assist e 9 gol, di cui uno alla Roma: “È stato bellissimo”. Ma qualcosa si rompe, in tutti i sensi. Prima il brutto infortunio alla caviglia, una frattura spiroide scomposta del malleolo peroneale destro contro il Milan. Poi il feeling con la rete per colpa di un palo. Anzi, di un doppio palo, quello colpito durante la finale di Tim Cup contro la Juventus all’Olimpico. I biancocelesti, dopo esser passati in vantaggio con Radu, si fanno rimontare. Si va ai supplementari e durante la prima parte lascia partire un sinistro potente e preciso che supera Storari, ma non il palo. La palla magicamente viaggia sulla linea di porta fino a lambire quello opposto per poi tornare in campo. Mani nei capelli, sarebbe potuto cambiare tutto. Surreale. Un incantesimo che l’ha stregato. Da li in poi non sarà più lo stesso.

FUTURO – Frenato dai troppi infortuni e con la paura di farsi nuovamente male. Senza fiducia, con poca consapevolezza e costantemente bersagliato dalle critiche dei tifosi. Ecco un breve identikit di Djordjevic negli ultimi 24 mesi all’ombra del Colosseo. La storia tra lui e la Lazio è arrivata al capolinea. Deve scendere, non può più rimanere sul treno. L’ha perso, sia per sfortuna che per demeriti. Della società e suoi personali. Ha 29 anni e può ancora riscattarsi. In Grecia lo vuole l’Olympiakos, in Italia ci sono il Genoa, la Spal e il Bologna, mentre l’estate scorsa il Lione era molto interessato. Non mancano dunque le pretendenti, che però non vorrebbero spendere più di tanto. Mentre Lotito fa il suo gioco e vuole cercare di monetizzare il più possibile dalla sua cessione, anche se comunque vada ci ricaverà una plusvalenza: è stato acquistato a parametro zero dal Nantes. L’ingaggio di 1 milione di euro è un altro ostacolo. Da superare. Per il bene della Lazio e il suo. Le cose rotte difficilmente si aggiustano.

 


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MONDIALI 2022 | Portogallo-Svizzera, le formazioni ufficiali

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Questa sera si chiudono gli Ottavi di finale dei Mondiali di Qatar 2022. L’ultimo match è in programma alle ore 20:00, con la sfida tra Portogallo e Svizzera. La vincente affronterà ai Quarti il Marocco, che ha eliminato la Spagna ai calci di rigore. Queste le formazioni ufficiali di Portogallo-Svizzera:

PORTOGALLO (4-3-3): Diogo Costa; Dalot, Rúben Dias, Pepe, Guerreiro; Otávio, William Carvalho, Bruno Fernandes; Bernardo Silva, Gonçalo Ramos, João Félix.

SVIZZERA (4-2-3-1): Sommer; Fernandes, Schär, Akanji, Rodríguez; Freuler, Xhaka; Shaqiri, Sow, Vargas; Embolo.

 


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