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Il Messaggero | Lazio, punta e a capo: ultimo assalto ad Azmoun

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Ok, il prezzo è giusto, ma per chi? Azmoun o Caicedo, il passaporto extracomunitario di uno esclude l’altro, c’è una sola casella ancora da sgombrare. E dentro Lotito ci balla con entrambe le punte: «Lo scoprirete presto chi vincerà». Se la ride, il presidente, approfittando dei misteri di Formello e del caos mediatico internazionale: «Azmoun è della Lazio per 18 milioni», annunciava ieri niente di meno che la Federazione iraniana sul suo profilo ufficiale Instagram, suscitando un delirio d’euforia a Roma. Ma dal club biancoceleste spegnevano l’entusiasmo per evitare nuove cocenti delusioni di mercato e anche perché nel pomeriggio trattavano per chiudere in Spagna Caicedo, non certo il profilo più amato dai tifosi: «Nelle prossime ore potrebbe essere ceduto», ammetteva per la prima volta ieri l’Espanyol. E ora anche in Catalogna si son convinti che sia la Lazio – tramite l’intermediario Castagna in missione – in vantaggio sul Lille di Bielsa per il 28enne ecuadoregno. As e Mundo Deportivo si chiedono ancora perché a Roma dovrebbero accoglierlo come straniero, dal momento che Felipao gioca da settembre 2015 con passaporto europeo: ebbene, il matrimonio con la bella valenciana Marìa Garcia (da cui è nata la figlia Noa a Barcellona) non sarebbe valido ai fini della documentazione italiana, secondo quanto sostengono alla Lazio. Pronta comunque a prelevarlo per 5-6 milioni (commissioni comprese), dopo aver ricevuto l’ok dall’attaccante a decurtarsi lo stipendio a quasi 2 milioni più bonus, pur di sbarcare in Serie A. Il tesseramento verrebbe ad ogni modo rimandato dopo la cessione di uno fra Perea e Mauricio. A meno che a sbloccare l’acquisto non fosse proprio Djordjevic, di cui Caicedo rappresenta il sostituto.

TUTTO PER TUTTO Eppure la Lazio sogna ancora di piazzare prima il colpo ad effetto per il dopo Keita. Per questo – prima di chiudersi definitivamente il posto extra con Caicedo- vuole provarci sino all’ultimo per il Messi iraniano per il dopo Keita. L’ultima offerta da 15 milioni per Azmoun aveva trovato la solita resistenza a Kazan, fermi a 22 per rimettersi a trattare. Ma Lotito in persona nella notte si è spinto addirittura a 18 e i russi potrebbero cedere: «Il Rubin vuole tenerlo spiega l’agente Mehdi Hagitali – ma non è detta ancora l’ultima parola». In Iran non solo tifano per l’affare, ma lo danno per fatto: «Mancano soltanto le firme su un accordo che sarebbe stato trovato per una cifra mai sborsata prima d’ora per un calciatore iraniano». In realtà, Zarate a parte, nemmeno per uno biancoceleste nell’era Lotito. C’ è una svolta nelle intenzioni, ma anche il rischio di aprire gli occhi e ritrovarsi poi Caicedo, che aspetta e gufa Azmoun. Guai però poi a parlare eventualmente di rimpiazzo, ma di occasione stile Immobile, secondo Tare: l’attaccante aveva addirittura una clausola da 35 milioni, l’Espanyol deve svenderlo per colpa dell’allenatore Flores, che ormai non lo vede da più di un anno. Con Azmoun c’è l’accordo economico a 2,5 milioni più bonus, la Lazio con l’ecuadoregno risparmierebbe sullo stipendio e su altri tredici milioni da impiegare più in là per altre opportunità.

KEITA Solo per talenti alla Azmoun tuttavia, la Lazio si spingerà a certe cifre: per esempio per il sogno Viera de Las Palmas. Non farà simili sforzi per i piani B italiani (Falcinelli). Eder si tira fuori («Voglio restare all’Inter»), ma Spalletti lo ha già scaricato, figuriamoci se dovesse arrivare pure Keita. In realtà dai piani alti nerazzurri smentiscono prossime offerte per il senegalese da 22 milioni più 3 di bonus e c’è chi dice che l’agente Calenda abbia chiesto aiuto all’amico Sabatini per fare uscire allo scoperto la Juve. Oggi ci sarebbe pure l’ occasione con Lotito a Milano (sorteggio calendari) per farlo. Sotto i 25 milioni il prezzo non è giusto.

Il Messaggero – Alberto Abbate

 


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Il Messaggero| Vicina quota 40.000 contro lo Spezia. Lotito sarà a colloquio con Sarri e Tare per le prossime mosse del club

edo9923@hotmail.it'

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Undicimila i biglietti venduti per domenica, i tifosi biancocelesti ormai costituiscono il quarto bacino d’Italia. Si muovono in massa anche in trasferta: hanno rimosso la batosta in Danimarca, hanno prenotato in 1.000 un posto a Graz, in 2.500 si sono già rifatti gli occhi a Cremona. C’è la possibilità di centrare, almeno in campionato, la terza vittoria di fila. Non arriva da oltre un anno e mezzo, da aprile 2021, era stata conquistata proprio contro lo Spezia. Sarri non parla alla vigilia, un po’ perché squalificato (al suo posto Martusciello in panchina), un po’ per scaramanzia. Riecco anche il Capitano, Immobile voleva giocare con Inghilterra e Ungheria, figuriamoci se avrebbe davvero rinunciato allo Spezia sei giorni dopo. Ciro ieri era subito in campo. Vuole esserci a ogni costo per superare i 187 gol, contro lo Spezia l’anno scorso trovò una tripletta, contro i club liguri si è sempre scatenato. Sarri tiene sempre in considerazione i piani b Cancellieri e Pedro. Oltretutto per il futuro, a sorpresa, prende quota in quel ruolo anche l’idea Luka Romero.

 

Non vuole perdere questo talento a zero, Lotito, arrivato ieri alle 19.15 a Formello per un brindisi (con Rao, Fabiani, la comunicazione e il marketing) per la sua elezione al Senato. Il patron commosso, ha rinviato un altro cin cin e il discorso con Sarri, Tare e la squadra a domani pomeriggio nella pancia dell’Olimpico. Il tecnico vuole regalargli il successo, ma chiede sempre un terzino sinistro a gennaio: è in ballo Parisi dell’Empoli, c’è Valeri in risalita, anche se su quest’ultimo andrebbe fatto poi un intenso lavoro difensivo nel passaggio da esterno alla linea a quattro, stile Lazzari. Cataldi aveva preso una botta giovedì pomeriggio, ha già recuperato. Luis Alberto vuole riprendersi una maglia dal primo minuto. Sarri terrà conto anche del tour de force di 12 gare in 43 giorni, fra campionato e Coppa. La Lazio ne giocherà all’Olimpico sette, più della metà. E allora bisogna sfruttare il calore e la spinta fra le proprie mura, quest’anno, su 4 sfide casalinghe, i biancocelesti ne hanno vinte 3 e persa appena una contro il Napoli capolista. In generale, nell’anno solare 2022, a prescindere dall’affluenza sugli spalti, in 17 match sono arrivate appena 3 sconfitte di cui quelle con Milan e Napoli, praticamente a fine gara. Poi 9 successi e 5 pareggi, inserendo nel computo Europa League e Coppa Italia.

Il Messaggero

 


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