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Il colpo Nedved, l’affare Salas, il giovane Di Canio. Keita e quell’asse Lazio-Juventus

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Dal Colosseo alla Mole, dalla Lazio alla Juventus. Un viaggio che potrebbe intraprendere Keita nei prossimi giorni, con il senegalese obiettivo di mercato dei bianconeri. Marotta è uscito allo scoperto durante la presentazione del calendario della Serie A 2017-2018: “Abbiamo fatto la nostra proposta che la Lazio valuterà (20 milioni). È un giocatore forte e ora starà a Lotito valutare le proposte che gli arrivano”. La Juve punta forte su Keita, l’offerta c’è ed è stata presentata. La Lazio continua a valutare l’attaccante 30 milioni, Lotito non molla e continua a tenere il punto con il giocatore e il suo vulcanico procuratore, e risponde così a Marotta: “Non è vero nulla, lo fanno apposta a far uscire queste notizie”. Situazione ancora in evoluzione, con Keita in ritiro con la Lazio in Austria e in attesa di sviluppi. Dalla Lazio alla Juventus? Una strada intrapresa da altri in passato, tra cessioni clamorose, rinascite e flop.

DA NEDVED A DI CANIO – Mister 70 miliardi di lire, protagonista della grande Lazio di Cragnotti che dettava legge in Italia e in Europa nella seconda metà degli anni 90′. Nel 2001 Pavel Nedved passa alla Juventus dopo 5 anni in biancoceleste, provocando l’ira del popolo laziale: “Ho scelto io la Juventus, perché so che in bianconero posso vincere tutto. E mi assumo in pieno la responsabilità di questa scelta“, le parole della ‘Furia ceca’. Con la Lazio diventa grande, con la Juventus grandissimo fino a conquistare nel 2003 il Pallone d’oro.

Il suo meglio l’ha dato con la maglia della Lazio, in bianconero non riesce a ripetersi tra infortuni e un rendimento al di sotto di quello offerto in biancoceleste. Marcelo Salas dopo tre stagioni con la Lazio (48 gol) si trasferisce a Torino per 25 miliardi più il cartellino di Kovacevic (flop assoluto nel suo unico anno nella Capitale con zero gol e poche presenze). Il Matador conquista si due scudetti, ma il cileno visto alla Lazio è un attaccante formidabile, con la Juve delude e non lascia un bel ricordo. Stesso percorso di Alen Boksic, che con la maglia della Lazio fa bene nei suoi primi tre anni, prima di andare alla Juve dove gioca ad intermittenza e non convince, nonostante uno scudetto e una finale di Champions persa contro il Borussia Dortmund. Ritorna alla Lazio e conquista tutto.

Laziale dentro, cresce nel settore giovanile biancoceleste fino ad esordire in A nel 1988. A 20 anni Paolo Di Canio diventa già idolo dei tifosi della Lazio, grazie al gol decisivo nel derby e l’esultanza sotto la Sud come il mito Chinaglia. Passa alla Juve nel 1990 ma con i bianconeri vive tre stagioni difficili trovando poco spazio. Negli anni Ottanta anche Lionello Manfredonia si trasferisce a Torino dalla Capitale: dopo 10 anni con la Lazio (1975-1985) in due stagioni con la Juventus vince scudetto e l’Intercontinentale.

La Lazio lo prende da semi-sconosciuto, ci punta e lo lancia nel grande calcio. Tre anni a Roma per Stephan Lichtsteiner, su e giù sulla fascia destra conquistando il popolo laziale. Poi diventa uno dei punti fermi della Juventus che domina in Italia prima con Conte e dopo con Allegri. Trasferimento meno clamoroso degli altri, Giuliano Gianichedda vive quattro stagioni senza entusiasmare con la Lazio, prima di vincere due scudetti (uno in B) con la Juve ma anche a Torino con ruolo di comprimario.

Keita-Juve si farà? Forse. Il senegalese vuole raggiungere Torino, sognando magari un percorso alla Nedved o alla Lichtsteiner. La Juve ha fatto la prima offerta, ma la Lazio attende un ulteriore rilancio, con l’Inter sempre forte su Keita. Una situazione da risolvere al più presto, come dichiarato da Inzaghi pochi giorni fa: “Dobbiamo risolvere la questione Keita, è un caso che va risolto al più presto per il bene di tutti. Dobbiamo capire se possiamo contare su di lui, è stato un elemento preziosissimo”. 

 

  


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Formello

FORMELLO – Fase tattica e lavoro atletico: oltre ai nazionali assenti Basic e Immobile

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Prosegue a Formello la preparazione della Lazio agli ordini di mister Sarri, con i biancocelesti che tra meno di un mese ripartiranno in campionato dalla trasferta di Lecce. Per la seduta odierna di nuovo in gruppo Gila e Zaccagni, che erano tra la lista degli assenti di ieri. Oltre a Milinkovic-Savic e Vecino oggi tra gli assenti c’è ancora Toma Basic, assieme stavolta a Ciro Immobile. Dopo una lunga sessione di torello, è stato il turno della fase tattica, seguita dalla consueta partitella finale, alla quale non ha preso parte Gila. Al termine della seduta il gruppo ha svolto lavoro atletico, al quale Patric, Romagnoli, Marcos Antonio e Gila hanno preso parte con intensità minore.

 


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