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Le punizioni indimenticabili della storia biancoceleste | VIDEO

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“È un tiro deciso dall’arbitro a favore della squadra che ha subito un fallo”. Andando sul dizionario ‘Treccani’, sotto la voce ‘punizione’, si trova questa definizione. Non vi è però descritto un modo universale per calciarle, dato che non esiste. Di potenza, a giro sopra la barriera, sul secondo palo o anche di seconda: ognuno ha il suo stile, tutti le tirano in maniera diversa. Odiate dai portieri. Sono letali, spesso decisive. Sì, perchè se è vero che le partite non si vincono con i singoli, è altrettanto corretto sottolineare che i calci piazzati possono fare la differenza. E i tifosi laziali lo sanno, ne hanno ammirate tante durante questi 117 anni. Ora proviamo a fare un po’ di ordine, scegliendo le 5 punizioni più importanti, quelle indimenticabili e spettacolari della storia biancoceleste. Una precisazione: l’ordine non rispecchia alcuna classifica.

1 | JUAN SEBASTIAN VERON (Lazio-Roma, Serie A, 25 marzo 2000)

Siamo negli anni d’oro di Cragnotti. La Lazio è una delle migliori squadre al mondo e di lì a pochi mesi vincerà per la seconda volta nella sua storia la Serie A. All’Olimpico va in scena uno dei derby più importanti della Capitale. Vale uno Scudetto, con i biancocelesti che trionfando avrebbero la possibilità di riaprire la lotta al titolo, visto lo stop della Juventus contro il Milan. Pronti via Montella porta subito avanti la Roma. Nedved pareggia al 25′ e – pochi minuti più tardi – al 28′ Veron firma il gol da tre punti. Come? Con una punizione magistrale: destro potente a giro che supera la barriera e si insacca alle spalle dell’incolpevole Lupatelli, sotto la Sud rimasta a bocca aperta.

2 | SINISA MIHAJLOVIC (Chelsea-Lazio, Champions League, 22 marzo 2000)

Un’aquila vola in alto sui cieli inglesi. Sul tetto dello Stamford Bridge, a Londra, per la precisione. Siamo alla sesta giornata della seconda fase della Champions League (gruppo D), la Lazio di Eriksson deve vincere per qualificarsi senza poi dover tener conto degli altri risultati. Poyet porta in vantaggio i blues di Vialli, Inzaghi ristabilisce l’equilibrio al 54′: sì, proprio lui. Al 66′ c’è la svolta. L’arbitro fischia una punizione in favore dei biancocelesti, sul lato corto dell’area di rigore. Sulla destra. Sulla battuta si presenta lo specialista Mihajlovic, che calcia in maniera impeccabile. Risultato? Palla sotto l’incrocio del palo lontano e Lazio in vantaggio. Resisterà fino al triplice fischio, nonostante l’espulsione nelle ultime battute di gioco di Fernando Couto;

3 | GIORGIO CHINAGLIA (Lazio-Juventus 3-1, Serie A, 17 febbraio 1974)

Forza, potenza, precisione e tecnica. C’è tutto nel gol di Long John, che sfrutta al meglio un tocco di un compagno per scaricare in porta un destro micidiale. La sua rete, aggiunta a quella iniziale di Garlaschelli, permette alla banda di Maestrelli di condurre sulla Juventus con il doppio vantaggio;

 

4 | GIUSEPPE SIGNORI  e PAUL GASCOIGNE (Lazio-Cagliari 4-0, Serie A, 13 febbraio 1994)

Due gioielli in una sola partita. Due punizioni indimenticabili, rimaste negli occhi di tutti gli appassionati di calcio. Prima Re Beppe (che realizzerà una tripletta nel match) di sinistro, poi Gazza di destro chiude i conti. Diverse per posizione. Simili per traiettoria. Entrambe finiscono sotto il sette, sul palo lungo, quello del portiere;

 

5 | Antonio Candreva (Lazio-Roma, Serie A, 11 novembre 2012)

A livello di spettacolarità non è paragonabile a quelle precedenti. Ma per significato e importanza assolutamente sì. A Roma è in programma il derby, è l’11 novembre: la ricorrenza della morte di Gabriele Sandri. È un giorno speciale, atteso da tempo. La Curva Nord si presenta rendendogli omaggio con una scenografia da brividi. Semplice ma toccante: la sua foto con intorno le sciarpe, i colori del cielo. Ci sono le nuvole, fa freddo, piove. E come se non bastasse la Lazio è sotto per 1-0 (gol di Lamela). Il campo si bagna, le pozzanghere aumentano e rendono difficile la trasmissione della palla. “Ma oggi con noi gioca anche Gabbo”. Il pensiero di tutti i tifosi va verso il cielo. Sanno in cuor loro che la Lazio non può perdere questa domenica. No, oggi proprio no. E così il tabellone cambia. L’undici di Petkovic pareggia con una punizione di Candreva. Un tiro secco, dritto e potente, scagliato da una posizione centrale e apparentemente innocua (circa 30 metri). Goicoechea, il portiere giallorosso, si oppone con i pugni. Ma la palla prende velocità e gonfia la rete, facendo esplodere l’Olimpico biancoceleste. Candreva corre verso la sua Curva, per esultare scivola con le ginocchia sull’erba. Sembra volare.

 


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Serie A, una panchina sempre più vicina al cambio allenatore: ecco di chi si tratta

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La sconfitta casalinga di oggi contro il Monza potrebbe esser stata fatale: Marco Giampaolo è sempre più a rischio esonero, la sua panchina sembra ora destinata a saltare dopo la quarta sconfitta consecutiva in campionato della Sampdoria, quinta nelle ultime sei. Come riporta Gianlucadimarzio.com, la decisione sembra essere praticamente presa e, in caso di addio di Giampaolo, sono due le possibilità che si aprono, entrambi eventuali ritorni: Claudio Ranieri e Roberto D’Aversa, predecessore proprio dell’attuale allenatore della Sampdoria, ancora sotto contratto fino al 2024.

 


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