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Il Messaggero | Mercato in uscita, gli epurati bloccano 8 milioni

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Milioni di euro buttati. Una squadra intera che blocca tutto. Dieci giocatori, chi più chi meno, perché in mezzo ci sono diversi giovani, che sono fermi ad allenarsi a Formello senza un’identità e una destinazione ben precisa. Una sacca malgestita che non dà segnali confortanti, considerato che a ventiquattro giorni dalla fine del mercato, la maggior parte di loro sono ancora tutti lì, immobili, nel quartier generale. In totale rappresentano circa 8 milioni di euro di stipendi, quasi 16 milioni di euro lordi che, allo stato attuale, sospendono qualche possibile sogno di gloria. Sono talmente tanti, troppi soldi per una squadra come la Lazio che guarda con occhio attento il proprio bilancio. Soldi che potrebbero essere risparmiati per alzare un po’ gli ingaggi, ma anche per permettersi qualche altro acquisto in modo tale da poter assicurare ad Inzaghi uno o due giocatori in più per una stagione che si annuncia più dura di quella appena passata, visto che, rispetto all’anno scorso, c’è anche l’Europa League da disputare. La forte sensazione è che l’arrivo di almeno uno o due giocatori possa essere bloccato perché tutti questi che ancora sono in organico rientrano negli stipendi complessivi e uno come Lotito, prima di aggiungerne altri, vuole avere la garanzia che tutti o quasi vadano da altre parti.

GLI ERRORI Il riferimento non è certo a ragazzi della Primavera che ancora devono trovare una squadra, ma a calciatori come Mauricio, Kisnha, Marchetti, Djordjevic e Morrison. Solo questi cinque costano alla Lazio quasi 7 milioni di euro di ingaggi netti, il doppio per le casse della società. Il mistero più evidente e a tratti inspiegabile, soprattutto perché non c’è stato alcun comunicato al riguardo, è legato a Marchetti, fino a febbraio di quest’anno il titolare indiscusso, adesso si allena tutte le mattine da solo a Formello, ma con un contratto da 1,5 milioni di euro fino a giugno del 2018. Per non parlare di Mauricio che non si vede da tempo e che ha uno stipendio superiore al milione di euro che tratta con chiunque, ma fino ad ora non si è spostato. Djordjevic e Kisnha stanno riflettendo sul da farsi, con alcune società di A che pressano, vedi il Benvento, ma loro ancora non hanno dato una risposta. In settimana sono previste novità. Completano il gruppo degli epurati d’oro Morrison e Perea. La società ha le sue colpe perché se sono in queste condizioni, vuol dire che Lotito non è stato in grado di anticipare determinate mosse. In più, in tutto questo scenario, c’è anche Keita che non è un epurato, ma poco ci manca. Lui aspetta sempre e solo la Juve, i bianconeri, prima o dopo la Supercoppa faranno la loro ulteriore proposta.

Il Messaggero – Daniele Magliocchetti

 


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Fabrizio Corsi, il patron dell’Empoli: “Parisi alla Lazio?  A gennaio non se ne parla. Su Vicario…”

edo9923@hotmail.it'

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Il presidente dell’Empoli, Fabrizio Corsi, è intervenuto a Radio Incontro Olympia. Tema centrale è stato l’asse Empoli-Lazio in ambito calciomercato. Queste le sue parole:

“Ascolto domande di mercato intorno ai giocatori dell’Empoli che, oltre a farmi arrabbiare ed a rompermi le scatole, non voglio nemmeno prendere in considerazione perché il mio compito da presidente è proteggere i miei ragazzi ed in generale tutto l’ambiente Empoli che per me è un patrimonio da salvaguardare. Parisi alla Lazio? È una di queste… A gennaio non se ne parla, proprio per il motivo appena spiegato. Vicario? È meritatamente il terzo portiere della nazionale, per noi e per lui la convocazione rappresenta il riconoscimento e l’apprezzamento migliore. Con la Lazio c’era stato un contatto, una telefonata, dopo la quale mi aspettavo un affondo successivo che però non è mai avvenuto perché hanno virato su Maximiano e Provedel che noi conosciamo bene, veramente un ottimo portiere anche lui giustamente chiamato da Mancini.

 

Sarri? Un’icona del calcio italiano. Continua ad essere quel maestro di campo transitato qui in Toscana, Lotito ha scelto il meglio, mentre altri hanno optato per tecnici che anziché il campo stesso preferiscono allenare stampa e tifosi…”.

 

  


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