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ESCLUSIVA | Verso la Supercoppa, Birindelli: “Lazio, puoi tenere testa alla Juventus. Inzaghi e Allegri molto simili”

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Ci siamo, l’attesa ha le ore contate, il primo appuntamento ufficiale della stagione è alle porte: domani sera lo stadio Olimpico farà da cornice alla finale di Supercoppa tra Juventus e Lazio. Quella che sta per iniziare è una stagione dal sapore agrodolce per la compagine di Inzaghi. Il mercato non è ancora chiuso e i casi Keita e DeVrij tengono banco nei salotti di mercato. In questo fine settimana, tuttavia, il futuro del talento senegalese e del centrale orange verranno archiviati, c’è un trofeo da vincere e una super Juventus da battere. Sono tanti, troppi anni che la Vecchia Signora non lascia scampo ai capitolini. “I pochi proclami e la poca attenzione sulla squadra hanno permesso alla Lazio di preparare bene la finale”- afferma l’ex bianconero Alessandro Birindelli intervenuto in esclusiva ai microfoni di LazioPress.it. Centonovantasei presenze con la maglia della Juventus, tre Supercoppe e altrettanti campionati vinti con la stessa, l’ex difensore è attualmente allenatore della formazione Under 17 del settore giovanile dell’Empoli.

Che Lazio ti aspetti ti vedere in campo?

“Vedo la Lazio come una squadra che è partita in silenzio, con pochi proclami: credo che farà una grande partita, ci sono tutte le condizioni affinché avvenga questo. So per certo che l’hanno preparata bene perché la Supercoppa è un trofeo importante per la Lazio. Gli stessi silenzi di Inzaghi e la poca attenzione sulla squadra credo che abbiano permesso alla stessa di preparare intensamente la sfida: questo può essere un vantaggio per la Lazio”.

inzaghi allegri

<<Allegri e Inzaghi hanno in comune la facoltà di saper gestire sia l’aspetto emotivo che quello tattico della squadra.  Reggono perfettamente gli equilibri>>

E’ ancora sfida tra il tecnico livornese e Simone Inzaghi. Cosa rappresentano nel panorama calcistico italiano?

“Il primo rappresenta la calma e la serenità nella gestione di un gruppo di giocatori importanti. Si assomigliano molto i due tecnici, al di là della diversa esperienza. Simone riesce a trasmettere tranquillità, serenità e concetti giusti alla squadra. Credo che abbia fatto un ottimo lavoro quest’anno, ha ereditato una squadra uguale a quella dell’anno precedente, forse anche con qualcosa in meno. C’è molto di questi due allenatori nei successi conseguiti dalla Lazio e dalla Juventus. Sono in grado di gestire bene sia  l’aspetto emotivo che quello tattico di una squadra e reggerne perfettamente gli equilibri”.

Il punto di forza dei bianconeri è stato da sempre la BBC. Con la partenza di Bonucci credi che il gioco della Juventus abbia subìto un’involuzione?

La Juventus ha una rosa importante a livello di centrali. Ciò che mi preoccupa sinceramente sono gli esterni perché  Lichtsteiner non sembra essere quel tipo di giocatore che ad Allegri piace, fatto sta che hanno preso De Sciglio. La partenza di Dani Alves lascia un vuoto perché hai perso un giocatore con quelle caratteristiche di iniziazione e decisivo in fase propositiva. Alex Sandro l’ho visto un po’ spento ma può starci, in fase difensiva anche lui ha tanto da migliorare. La Juventus deve trovare un equilibrio in difesa ma non perché è partito Bonucci, perché comunque ha dei giovani di prospettiva ottimi. Il problema sta nell’equilibrio nella zona centrale esterna perché anche De Sciglio ha fatto fatica negli ultimi due anni a trovare continuità. La linea difensiva va lavorata nel quotidiano, è necessario stabilire delle gerarchie”.

<<Conosco bene Simone e il suo amore per il calcio sia da calciatore che da allenatore. Credo che la Lazio abbia le capacità per tenere testa alla Juventus>>

Rispetto alla finale di Coppa Italia i capitolini hanno maggiori possibilità di portare a casa la vittoria?

“So quanto Simone viva per il calcio. Ho giocato con Pippo, conosco bene lui e so bene la loro passione per il calcio sia da giocatori che ora da allenatori. Come tutti noi, chi ha giocato per tanti anni e ora si ritrova ad essere allenatore, che sia nei giovanissimi, negli allievi o in prima squadra, continua ad avere questo amore che parte da dentro. Questo fa la differenza in una partita secca. Se fosse stato un doppio confronto avrei detto che la Juventus ha maggiori possibilità, ma in una gara secca vince chi ci arriva meglio e chi riesce ad essere più fortunato negli episodi. Credo che la Lazio abbia molte possibilità di tenere testa alla Juventus”. 

Balde Diao Keita of Lazio celebrates scoring first goal with a penalty kick during the Serie A match between Lazio v Internazionale on May 21, 2017 in Rome, Italy.  (Photo by Giuseppe Maffia/NurPhoto via Getty Images)

Balde Diao Keita of Lazio celebrates scoring first goal with a penalty kick during the Serie A match between Lazio v Internazionale on May 21, 2017 in Rome, Italy. (Photo by Giuseppe Maffia/NurPhoto via Getty Images)

La volontà di Keita è quella di andare a Torino, ormai è ben noto. Credi che il senegalese possa dire la sua nella Juventus?

“Se il ragazzo pensa solo ed esclusivamente a fare il proprio mestiere, ha dimostrato di saperlo fare e anche molto bene. Può essere davvero determinante. Nel calcio, però, non bastano le qualità fisiche e tecniche, deve imparare a lavorare anche con la squadra, a sacrificarsi quando non si è in possesso di palla e, ahimè, ogni tanto se ne dimentica. Se vuole essere un leader o un campione affermato in un club di livello come la Juventus deve anche sapere essere utile alla squadra”.

<<Leiva? Credo che la bravura della società e di Inzaghi stia proprio nel realizzare una giusta miscela tra giocatori d’esperienza e giovani di prospettiva>> 

La Lazio ha perso Biglia e lo ha sostituito con Lucas Leiva. Come giudichi questo cambiamento in cabina di regia.

“Ti può garantire delle soluzioni diverse per quanto riguarda l’assetto tecnico tattico. Avendo un centrocampo un pochino più solido ti permette di giocare con tre attaccanti puri, poi dipende dal tipo di avversario che incontri. Secondo me la bravura della società e di Inzaghi sta proprio in questa giusta miscela tra giocatori d’esperienza e giovani di prospettiva”.

 


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ESCLUSIVA | Lucas Leiva: “Il derby di Roma è speciale, spero vinca la Lazio. Immobile? Difficile trovargli un vice”

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Il giorno tanto atteso è arrivato. Oggi è il giorno del Derby. Alle 18:00, nella 13° giornata di Serie A, si affronteranno Roma e Lazio. Una partita che non ha bisogno di presentazioni, che va oltre la classifica ed il percorso fin qui svolto. La redazione di LazioPress.it, in vista della stracittadina, ha intervistato, in esclusiva, l’ex centrocampista della Lazio Lucas Leiva. Queste le sue parole sul derby, sulla squadra di Sarri e su uno dei grandi assenti di quest’oggi: Ciro Immobile.

Sei rimasti nei cuori di tutti i tifosi della Lazio. Cosa ti manca di più della Capitale e della Lazio?

“Io e la mia famiglia abbiamo passato cinque anni fenomenale a Roma. Abbiamo lasciato tanti amici. Mi manca la città ed i miei compagni, però sono contento di esser tornato nella mia squadra del cuore”.

Hai visto una crescita della Lazio in questo avvio di stagione? A quale obiettivo possono ambire i biancocelesti?

“La Lazio è cambiata tanto, con tanti giocatori nuovi, quindi hanno bisogno di tempo. La Lazio è una società che aspetta, quindi devono anche adattarsi all’ambiente. Speriamo che possano fare bene in campionato”.

Quale è il derby che hai nel cuore?

“I derby che ho vinto rimangono sempre nel cuore. Il derby di Roma sicuramente è speciale e spero tanto che la Lazio vinca un’altra volta”.

Nel tuo ruolo, Sarri ha scelto Cataldi.

“Cataldi sta crescendo tanto e sono contento perché è un ragazzo d’oro che lavora tanto e vive per la Lazio. Sarri ha voluto cambiare tanti giocatori, non vedo nessun problema.

Penso che potevo aiutare tanto ancora, però come ho detto, tornare in Brasile per aiutare la mia squadra del cuore, è stata la scelta giusta”.

Si ferma Immobile e la Lazio fa fatica a vincere. È fondamentale avere un suo vice?

“Immobile è un giocatore importante per come gioca la Lazio. E’ normale che fanno fatica a vincere senza di lui. Trovare un vice non è facile, anche perché deve accettare la panchina e sappiamo che Immobile vuole giocare tutte le partite”.

 


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