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Per Lei Combattiamo

Soffre, corre col ‘core’ in mano. Vince la Lazio, vince l’umiltà

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La Lazio vince. E lo fa da Lazio. “Cor core”, come invoca la Curva Nord. Trionfa tra le polemiche. Alza la Supercoppa dopo tanta sofferenza. Perchè se c’è una cosa sicura nella vita, è che la Lazio e la parola sofferenza vanno a braccetto. È sempre stato così, dal 1900 fino a oggi. Oggi, 13 agosto. Un giorno che entrerà negli annali del club biancoceleste. E torniamoci a oggi, torniamo all’Olimpico dove l’undici di Inzaghi batte la Juventus per 3-2.

Eppure l’inizio della Lazio è da incubo. Da cancellare. Pronti via Alex Sandro scende sulla sinistra, trova in area Cuadrado che colpisce a botta sicura. Ma con il miracolo Strakosha si oppone ed evita che la palla entri. Passano altri sessanta secondi e il portiere albanese viene impegnato altre due volte: prima su un destro di Dybala, poi su un sinistro di Higuain. Inzaghi cerca di sbloccare i suoi, ai biancocelesti sembrano tremare le gambe. Invece tremano gli spalti, per l’incessante tifo della Nord. Così all’11’ registriamo il primo squillo della formazione romana. Immobile si accentra dalla sinistra, scarica per Luis Alberto che calcia alto. Regna l’equilibrio in campo, che potrebbe rompersi da un momento all’altro. Serve una giocata, di classe. Milinkovic raccoglie la sfida e sfrutta una palla alta in area per provare una mezza rovesciata, stoppata da Benatia: ci mette la faccia, in tutti i sensi. Lulic e Basta spingono tanto sulle corsie esterne, mettendo velenosi cross in area avversaria. Siamo al 30′ e c’è l’episodio che cambia la partita. Immobile si presenta a tu per tu con Buffon, lo salta ma viene atterrato. Per il signor Massa non ci sono dubbi: è calcio di rigore e ammonizione per il portiere della Nazionale. Sul dischetto va Immobile, prende la mira e sceglie l’angolo alla sinistra di Buffon, che si butta lì. Ma la palla è veloce e si insacca all’angolino. La Lazio è in vantaggio contro la Juventus e pochi istanti dopo ha la colossale occasione di raddoppiare. Milinkovic attira su di sè due difensori, ma libera con tacco geniale Basta. Il serbo è però poco freddo e spara addosso a Buffon, sulla respinta si avventa Leiva: il suo destro viene deviato in angolo. La Lazio aumenta i giri nel proprio motore, ha l’inerzia della gara in mano. Luis Alberto vince un rimpallo, si trova al limite dell’area. Potrebbe servire Milinkovic in ottima posizione, ma sceglie la soluzione individuale. Il suo tiro però centra Basta, in posizione di fuorigioco. La Juventus soffre e viene fuori nel finale con una ripartenza sulla sinistra. Cuadrado accelera ma ha dietro Lucas Leiva, che non lo fa passare. Usa le maniere cattive e viene ammonito.

Il cronometro scorre. I volti sono tesi. Gli umori opposti. Da una parte c’è la Nord che sventola le bandiere, rimettendo su la scenografia iniziale. Dall’altra la curva della Juventus. Bianca in faccia, nera nell’animo. Ferita. Incredula. Allegri le prova tutte, esaurisce i cambi. Dentro Bernardeschi, fuori Mandzukic. Ma a Pjanic saltano i nervi e al 73’ prende a calci Immobile. Sarebbe rosso, o quanto meno tutti si aspettano l’espulsione: non arriva però, l’ex romanista viene solo ammonito. La Lazio è stanca e Inzaghi inserisce forze fresche. Esordio per Marusic, che rileva Basta. Entra anche Lukaku al posto di Lulic. “Serve corsa e gamba”, avrà pensato Inzaghi. I Campioni d’Italia ci provano: all’arrembaggio. Allargano il gioco sulle ali, con Bernardeschi e Douglas costa sempre intenti nell’affrontare i laziali nell’uno contro uno. Al 40′ la Juventus accorcia le distanze su una punizione di Dybala che supera la barriera e si infrange in rete: nell’occasione Parolo finisce sul taccuino dell’arbitro. È un assedio, cala il gelo all’Olimpico, lato Nord. Le distanze vengono meno e Immobile riceve un giallo per aver perso tempo. Scocca il 90′. Tutti aspettano il recupero, ma invece…arriva il calcio di rigore per la Juventus. Marusic entra in ritardo su Douglas Costa, nessun dubbio per il direttore di gara. Dybala va dagli undici metri e con freddezza spiazza Strakosha. E poi? L’apoteosi. Lukaku salta tutti, sembra Bolt, ma con i capelli lunghi. Guadagna il fondo, palla arretrata per Murgia che arriva in corsa e gonfia la rete. Gonfia la Nord, gonfia gli occhi di tutti i laziali: in lacrime. Ecco i tre fischi. “Finalmente”. È il tripudio laziale.

 


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MONDIALI 2022 | Portogallo-Svizzera, le formazioni ufficiali

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Questa sera si chiudono gli Ottavi di finale dei Mondiali di Qatar 2022. L’ultimo match è in programma alle ore 20:00, con la sfida tra Portogallo e Svizzera. La vincente affronterà ai Quarti il Marocco, che ha eliminato la Spagna ai calci di rigore. Queste le formazioni ufficiali di Portogallo-Svizzera:

PORTOGALLO (4-3-3): Diogo Costa; Dalot, Rúben Dias, Pepe, Guerreiro; Otávio, William Carvalho, Bruno Fernandes; Bernardo Silva, Gonçalo Ramos, João Félix.

SVIZZERA (4-2-3-1): Sommer; Fernandes, Schär, Akanji, Rodríguez; Freuler, Xhaka; Shaqiri, Sow, Vargas; Embolo.

 


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