Connect with us

Per Lei Combattiamo

Conceição, Floccari e Murgia: la Lazio manda la Juventus all’Inferno in extremis

jacoposimonelli@yahoo.it'

Published

on

 


Murgia come Conceição e Floccari. Un appuntamento fisso con il destino. Tre gol, stesso finale. La malcapitata? Sempre la Juventus. E’ vero, ultimamente i bianconeri erano un incubo per la Lazio, eppure la storia nelle coppe non dice così. Terzo trofeo conquistato contro la Vecchia Signora (una Coppa Italia, due Supercoppe), ma le emozioni sono negli episodi. Vantaggio laziale e rimonta juventina nel finale, sembra finita. E invece no, perché ancora più in extremis il colpo del ko ha i colori biancocelesti.

Partiamo dalla Supercoppa di 19 anni fa. Sta per nascere la Lazio più forte di sempre, la Coppa Italia conquistata mesi prima contro il Milan ha avviato il ciclo. Questo dà il diritto di giocarsi un altro trofeo in casa della Juventus campione. Si gioca al Delle Alpi, le premesse non sono buone. Gli uomini di Eriksson invece stupiscono tutti e vanno avanti con Nedved. La gara sembra in discesa ma all’88’ Del Piero pareggia con un rigore che definire dubbio è un eufemismo. Cala lo spettro supplementari, con la Lazio segnata dalla beffa? E invece no, Sergio Conceição – al debutto – si traveste da uomo della giustizia e al 93′ segna il gol vittoria. I capitolini conquistano la loro prima Supercoppa e la Juventus la prende male: diserta la premiazione.

Dal 1998 al 2013, il passo è breve. Tutti dicono 26 maggio, ma pochi 29 gennaio. Perché il trionfo contro la Roma nasce da un’epica partita, sempre contro la Juventus. Semifinale di ritorno, l’andata allo Stadium finisce 1-1. Risultato favorevole ma contro c’è sempre la Juventus, soprattutto quella cannibale di Conte. Gonzalez fa esplodere l’Olimpico, ma quando sembra fatta Vidal pareggia al 91′. La Lazio non ne ha più, ha perso anche per infortunio Klose ed Hernanes. Esultano gli juventini presenti, pronti per il raddoppio. Dal 92′ al 96′ però succede un qualcosa di pazzesco. Floccari trasforma in storia un innocuo angolo, segnando di testa il 2-1 qualificazione. La Nord esplode ma non è finita. Sul ribaltamento di fronte, Marchetti è miracoloso su Giovinco ma la palla arriva sui piedi di Marchisio che deve solo appoggiare a porta vuota. Incredibilmente però il numero 8 manda fuori. E’ il gol che indirizza verso la storia, al resto penserà Lulic.

Arriviamo così ai giorni nostri, 13 agosto. La Lazio affronta l’invincibile Juventus, assetata di vendetta dopo il ko di Cardiff e forte delle 10 vittorie di fila contro la Lazio. In più mancano Keita e Felipe Anderson. Le premesse non sono buone. Ma il calcio è il gioco più bello del mondo proprio perché può regalare queste imprese, queste emozioni. Immobile non si tiene e con una doppietta fulmina Buffon. E’ fatta, ma dall’84’ al 90′ la Lazio lascia il Paradiso per l’Inferno. Dybala colpisce due volte, non c’è scampo. I nostri hanno i crampi, complice una partita giocata al massimo, loro invece si sono ritrovati in carreggiata spendendo un terzo delle energie. Ma non Lukaku e Murgia: loro sono appena entrati, hanno benzina da vendere. Jordan semina De Sciglio e mette in mezzo per il centrocampista, che al 93′ da bomber vero scrive la storia. E’ l’apoteosi. Dall’Inferno si torna al Paradiso, sempre all’ultimo respiro e a mille all’ora. La Juventus vive l’ennesima beffa biancoceleste, sta diventando un classico. La bestia (bianco) nera non fa più così tanta paura.

 


Tutto il mondo LazioPress.it in un solo link. CLICCA QUI e rimani informato 365 giorni sulla Lazio.

DA QUI SCARICA LA NOSTRA APP. PER SEMPRE GRATIS


RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:

   

Per Lei Combattiamo

TMW | Lazio, domani a Graz per una finale anticipata: obiettivo cancellare Midtjylland

Published

on

 


È la terza giornata del girone ma è già una finale. Del resto non può essere altrimenti se alla partita precedente hai perso 5-1. Così Martusciello, il vice di Sarri, ha presentato Sturm Graz-Lazio di domani alle 18.45: “Rappresenta il passaggio del turno. È una partita da ultima spiaggia, c’è da vincere e convincere. Bisogna continuare cosi e evitare quei down dell’ultima prestazione europea”. Nel gruppo F sono tutte a pari punti, 3: insomma, è veramente ti decisivo il match di giovedì.

Fraioli

Il problema di Midtjylland – Non che ci volesse una laurea a Coverciano per capirlo, ma a Formello sono tutti d’accordo che la causa della disfatta in casa del Midtjylland non siano le rotazioni nella formazione iniziale, con 5 cambi rispetto alla squadra schierata quattro giorni prima col Verona. Gila per Casale, Hysaj per Lazzari, Luis Alberto per Basic, Cataldi per Marcos Antonio e Pedro per Zaccagni. Quasi mezza squadra, sì, ma giocatori di primo livello, considerati titolari, superiori per valore assoluto agli avversari danesi. Il problema quindi, più che nei nomi, è stato nell’atteggiamento con cui la Lazio è scesa in campo: poco umile, spocchiosa, sicura di essere bella e vincente. Il famoso germe di Sarri.

Fraioli

Sì alle rotazioni – Contro la Cremonese e lo Spezia il gruppo ha risposto alla grande, ha reagito ma non basta per rimettere la nave in porto sicuro: c’è lo scoglio di Graz da superare per tornare in acque tranquille. Sull’aspetto mentale lavorerà Sarri, deciso a continuare nell’alternare alcuni giocatori (Vecino, Marcos Antonio, Gila si candidano), perché il tour de force non risparmia nessuno e lunedì c’è lo scontro diretto di Firenze. TuttoMercatoWeb/Riccardo Caponetti

 


Tutto il mondo LazioPress.it in un solo link. CLICCA QUI e rimani informato 365 giorni sulla Lazio.

DA QUI SCARICA LA NOSTRA APP. PER SEMPRE GRATIS


RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:

   

Continue Reading
Advertisement

RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:    

I più letti

Scarica subito l'app di LAZIOPRESS.IT! Disponibile su app_store google_play

  © 2015 LazioPress.it | Tutti i diritti sono riservati | Testata giornalistica con autorizzazione del Tribunale Civile di Roma numero 13/2015 | CONTATTI

Close
LazioPress.it

GRATIS
VIEW