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CorSera | Lotito: “Keita ci fa causa? Se lo ritiene giusto proceda”. Poi sullo scudetto e su Milinkovic…

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Presidente Lotito, la Juventus fattura 4 volte più della Lazio eppure la Supercoppa l’avete vinta voi: significa che i soldi non sono tutto?
«Significa che quando ci sono persone capaci e serie e quando c’è una società organizzata con principi sani, si possono ottenere grandi risultati. Mi ha appena chiamato Bianchessi, che ho preso dal Milan per curare il settore giovanile e vedrete che farà un lavoro straordinario. Mi ha detto: sono arrivato in una grande famiglia. Ecco, la Lazio è racchiusa in questa frase».
Vincere è sempre bello, contro i suoi nemici della Juve lo sarà stato anche di più.
«La contrapposizione politica non incide nei rapporti personali, anzi proprio Agnelli e Marotta sono venuti da me dopo la partita e si sono congratulati. Andrea ha ammesso che la Lazio ha meritato il successo e lo stesso ha fatto pubblicamente Allegri: parole che rendono onore a entrambi».
Ha festeggiato sotto la curva, che fino a qualche tempo fa la contestava aspramente.
«Avere riconquistato il nostro popolo è l’aspetto più importante. La gente ha capito che c’è una grande campagna contro di me perché voglio introdurre principi nuovi nella gestione dei club. Ma pian piano ci sto riuscendo: cerchiamo di imporre la trasparenza».
Lo dice da quando è entrato nel calcio, 13 anni fa.
«Allora mi ridevano dietro, mi prendevano per pazzo. Ricordo ancora cosa disse all’epoca un dirigente, e non faccio il nome perché non voglio infierire: Lotito salterà presto. Invece sono ancora qui, anzi la Lazio, che ho rilevato moribonda, ha una posizione economica fortissima e un patrimonio immobiliare di oltre 200 milioni».Quali sono le tre regole per costruire una società solida e vincente?
«Numero uno, la scelta dei giocatori: deve avvenire in base alle potenzialità atletico-agonistiche, alla moralità, alla compatibilità economico-finanziaria. Numero due, la catena di comando: cortissima. Ci sono io, c’è il d.s. Tare, c’è l’allenatore e, in mezzo a loro, opera Peruzzi. Numero tre: il rispetto dei ruoli. Io non mi addentro mai nelle valutazioni tecniche».
Quindi non è stato lei a suggerire a Inzaghi di lasciare fuori Keita contro la Juve.
«Diffido chiunque dal dire questo. Ha deciso Inzaghi e quando me lo ha comunicato non ho voluto nemmeno ascoltare la motivazione».A proposito di Keita: lo dà o no alla Juve?
«Noi rispettiamo le regole. Quando acquistiamo qualcuno, teniamo conto delle esigenze di tutti: le ambizioni economiche del calciatore, il lavoro dell’intermediario, il valore di mercato. Se una società vuole Keita, deve accontentare anche noi».
Vi sono arrivate molte offerte per Keita…
«Dall’Italia e dall’estero, tutte ufficiali, l’ultima nel giorno della Supercoppa. Il giocatore, finora, ha sempre detto no. Se ha un club di suo gradimento va bene, però questo deve portare una proposta pari non dico alla più elevata delle altre, ma almeno alla più bassa».Non la spaventa l’idea che rimanga alla Lazio e se ne vada gratis tra un anno?
«Non lavoro per il denaro, come tanti, ma principalmente per il rispetto delle regole. E sono pronto a lottare fino alla morte per certi principi. Se così ci rimetto dei soldi, pazienza».
Keita fa capire che potrebbe intraprendere azioni legali.
«Se ritiene che i suoi diritti non vengano rispettati, faccia pure i passi che vuole».
La sua Lazio arriva in alto, ma sembra che non voglia crescere ancora di più: scopre giocatori e, quando aumentano di valore, li vende.
«Non è vero che cediamo i calciatori per fare cassa. Biglia, ad esempio, ha chiesto di andare via. Ma noi programmiamo e avevamo già Lucas Leiva pronto per sostituirlo. Come Caicedo: lo abbiamo preso in anticipo, così se dovesse partire qualcuno non avremmo problemi. Altro che fare cassa: per Milinkovic ho rifiutato 70 milioni».
Quindi la Lazio resterà competitiva.
«Lavoriamo per questo. Siamo una società seria e lo dimostra l’appeal internazionale di cui godiamo. Non possiamo competere a livello di ingaggi con i primi 7 o 8 club d’Europa, però manteniamo ogni impegno e paghiamo gli stipendi con puntualità. E i calciatori questo lo sanno».Lotito, ma è una follia pensare che la Lazio possa vincere un giorno lo scudetto?
«E perché una follia? Non mettiamo limiti alla divina provvidenza. In Premier è successo al Leicester, no? La nostra filosofia è chiara: mettere un pezzo in più alla volta, senza compiere passi troppo lunghi. Perché noi vogliamo vincere, ma senza prendere scorciatoie».
Corriere della Sera – Stefano Agresti

 


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CdSera | Il Mago è sul mercato, ma al Siviglia continua a non piacere

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Luis Alberto è sul mercato. Lo spagnolo non è soddisfatto dello spazio datogli da Sarri in questa stagione e il suo sogno sarebbe quello di tornare a Siviglia, ma il club andaluso non vuole investire su di lui. La Lazio è pronta a cederlo, tanto che in estate c’è stato anche un contatto con Monchi, che però ha risposto picche davanti ad alcuni dati riguardanti il Mago, come le palle perse, la velocità e i palloni recuperati.

La Lazio, però, ha bisogno di vendere se vuole muoversi sul mercato in entrata ed è difficile farlo solo con i soldi che si potrebbero ricavare dalle cessioni di Fares e Kamenovic. L’offerta convincente per Luis Alberto, però, non c’è. Lotito non vuole scendere sotto i 15 milioni, che però per un giocatore di 30 anni che passa molto tempo in panchina non sono pochi. Allo stesso tempo, aspettare è rischioso perché potrebbe continuare a deprezzarsi.

Corriere della Sera 


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