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Inizio amaro per Inzaghi. Pareggio deludente con la Spal e attacco sterile: la tenacia di Immobile non basta

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E’ terminata  0-0 la sfida tra Lazio e Spal in questa prima giornata di campionato. I biancocelesti riversano in campo una prestazione che fa riflettere. L’esordio di Palombi non ha dato i risulati sperati. Centrocampo macchinoso e lento complice di una Spal ben messa in campo.

Ritmi molto bassi nei minuti iniziali all’Olimpico. I biancocelesti approciano la gara in maniera tutt’altro che giusta concedendo alla Spal diverse occasioni da gol. Tra le più nitide spicca il palo colpito da Viviani dopo soli otto minuti di gioco e il colpo di testa respinto da Strakosha da parte dell’ex di gara Sergio Floccari al 35′. La Lazio si fa pericolosa in pochi frangenti che complessivamente non durano più di un quarto d’ora. In particolare, al 20′ la conclusione di testa di Milinkovic sfiora la porta difesa da Gomis e fallisce l’occasione di portare in avanti i biancocelesti. Sullo scadere dell prima mezz’ora di gioco l’estremo difensore dei ferraresi compie un miracolo sul tiro a giro di Immobile, senz’altro il più reattivo dei capitolini. Il primo tempo si chiude sulla conclusione, ancora una volta, del bomber campano che viene respinta da un pronto Gomis. Quarantacinque minuti da dimenticare per gli uomini di Inzaghi  per l’atteggiamento sia mentale che fisico.

Nella ripresa i biancocelesti tornano in campo con lo stesso approccio del primo tempo: deludente e superficiale. La Spal, al di là di qualche sporadica ripartenza, si limita ad aspettare la Lazio nella propria area. Dopo alcuni minuti di confusione, la compagine di Inzaghi prende coraggio e aggredisce in maniera costante e martellante la metà campo avversaria senza ottenere, ahimé, risultati. Il migliore tra i biancocelesti è senz’altro Ciro Immobile che ha lottato fino alla fine su tutti i palloni, sacrificandosi come sempre. Tra i peggiori Senad Lulic e Palombi, entrambi non i partita per tutta la durata della gara. La gara si chiude sul risultato di 0-0, tanta delusione e amarezza sul volto di Inzaghi.

 


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La Repubblica | Lazio, Maxi e Marcos acquisti flop via al rilancio

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Maximiano per la rivincita, Marcos Antonio per il rilancio. Il mese di gennaio dovrà rivelarsi un punto di svolta per l’avventura alla Lazio del portiere portoghese e del centrocampista brasiliano. A prescindere dal mercato, infatti, i biancocelesti punteranno molto sull’ottimizzazione delle risorse interne. La questione delle tasse da pagare entro il 22 dicembre – che sia concessa o meno la rateizzazione, come chiedono i club al Governo – impone a tutte le squadre una stretta sui piani per la sessione invernale. Se poi, nel caso della Lazio, si aggiunge la questione dell’indice di liquidità, ancora negativo, diventa inevitabile a Formello puntare sulla valorizzazione, nella seconda parte di stagione, degli elementi che fin qui hanno brillato meno. Per Maximiano l’occasione arriverà in Coppa Italia, di nuovo contro il Bologna. Un segno del destino per l’ex Granada, pagato 10,7 milioni in estate e rimasto a guardare gli exploit di Provedel dopo l’ingenuità al quarto minuto della prima giornata – proprio contro il Bologna di Arnautovic – che gli costò l’espulsione. Ha lavorato sodo in questi mesi, il portiere portoghese, anche se non è mai stato preso in considerazione nemmeno per l’Europa League: a sorpresa, zero presenze nelle Coppe. Ora la data del 19 gennaio sul suo calendario è cerchiata di rosso. Da febbraio poi ci sarà anche la Conference League per ritagliarsi minuti in campo e provare a rilanciarsi e riscattarsi. Discorso simile anche per il regista ex Shakhtar Donetsk. «Marcos Antonio ha bisogno di tempo per capire bene i concetti di gioco di Sarri», ha detto giorni fa Roberto De Zerbi, il tecnico che proprio in Ucraina lo aveva allenato con successo. Già in estate ne aveva parlato molto bene allo stesso Sarri, consigliandogli di puntare su di lui. «È un brasiliano con la testa da tedesco per la professionalità che dimostra tutti i giorni. Credo che si prenderà il suo spazio», ha assicurato. Per il classe 2000 il “duello” con Cataldi fin qui non è stato semplice. Ma gli attestati di stima dall’allenatore e dai compagni non sono mai mancati. Si è applicato molto, Marcos Antonio, per imparare i movimenti e i dettami tattici del 4-3-3 e le volte in cui è stato chiamato in causa ha già dimostrato, accanto ai difetti da limare, di saper dare del tu al pallone. Era stato il primo nuovo acquisto, cinque mesi fa: costato 7,3 milioni più bonus e accolto con entusiasmo, arriva ora il momento per Marcos di far vedere che la fiducia di tutti nel suo potenziale è stata ben riposta. La Repubblica

 


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