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VAR, Tavecchio: “Sono soddisfatto, anche se avrà bisogno di alcune modifiche per ottenere ottimi risultati”

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C’è il match del 2 settembre con la Spagna e non potrebbe essere altrimenti nei pensieri di Carlo Tavecchio, una sfida decisiva per la qualificazione diretta ad un Mondiale, quello di Russia 2018, che l’Italia vuole vivere da protagonista. Ma nel suo intervento a ‘Radio Anch’io lo Sport‘, in onda su Rai Radio 1, il presidente federale si è espresso anche sulla necessità di regolamentare l’attività degli agenti dei calciatori per poi commentare la grande novità di questa stagione, il VAR, che già nella prima giornata ha confermato di poter essere uno strumento molto utile per aiutare gli arbitri a prendere la decisione giusta.

Andiamo in Spagna con gli stessi punti loro e con la volontà di fare bene – ha sottolineato il numero uno della FIGC lodando il primo anno di lavoro del Ct Gian Piero Ventura – certo non sarà una passeggiata, ma anche la Spagna rischia”. Qualora l’Italia non dovesse riuscire a vincere il proprio girone, a novembre potrebbe comunque ottenere il pass per la Russia vincendo il play off: “Sarebbe sbagliato giudicare una stagione da un risultato, se non dovesse andare bene abbiamo sempre una seconda chance“.

Dopo la finale di Champions League raggiunta dalla Juventus nella passata stagione, anche gli ultimi successi di Napoli e Milan nelle gare di andata dei play off di Champions ed Europa League confermano la crescita di competitività dei club italiani in campo internazionale: “Sono convinto che come campionato torneremo presto ai massimi livelli. Questa situazione di ingaggi e spese folli terminerà presto, l’economia mondiale non la permetterà ancora a lungo”. Da più parti si invoca una regolamentazione più stringente sull’attività degli agenti: “Ho un appuntamento entro metà settembre con il numero uno della FIFA Gianni Infantino – annuncia Tavecchio – la federazione italiana vuole aprire una questione procuratori. L’osservatorio della FIFA non ha capito che siamo allo sbando, per diventare procuratori basta poco, basta iscriversi ad un registro, senza professionalità: ecco perché succedono certe situazioni. E’ quantomeno curioso che solo nel calcio non si rispettino le scadenza, si fanno rinnovi di 3 o 4 anni e poi ci ritorna sopra. Se ci fossero delle percentuali fisse di mediazioni, e contratti da rispettare, si porterebbe nei limiti e nella correttezza anche civilistica il problema“.

La prima giornata del campionato 2017/2018 passerà alla storia per il debutto del VAR, che fece il suo esordio assoluto poco meno di un anno fa in occasione dell’amichevole tra la Nazionale e la Francia a conferma di come l’Italia sia stata tra le nazioni guida di un progetto che sta rivoluzionando il mondo del calcio: “Sono soddisfatto dell’applicazione del VAR, anche se avrà bisogno di essere lubrificata un po’ per essere al massimo della rispondenza”, ha dichiarato Tavecchio per poi ricordare i primi passi della video assistenza arbitrale: “Quando ne parlai per la prima volta, Infantino era il presidente della UEFA e mi aiutò moltissimo. All’epoca avevo un rapporto molto buono con Blatter, che poi precipitò per tutte le vicende che conosciamo e mi disse di mandare avanti la richiesta. La mia lettera è marcata settembre 2014, allora non erano tutti così convinti qui in Italia, erano scettici in parecchi”. A proposito di possibili innovazioni, il numero uno della FIGC ha ribadito che gli piacerebbe avere un campionato di Serie A e B a 18 squadre e due gironi da 18 in C dicendosi favorevole anche all’introduzione della formula dei play out in Serie A: “I play out sono sempre stati un toccasana, tra l’altro si tratta di un’iniziativa partita dal mondo dilettantistico, che io conosco bene. Potrebbe essere un discorso interessante“.

 


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TMW | Lazio, Kamenovic e Fares: due esuberi da piazzare per fare posto al giovane terzino

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Vendere per acquistare. In un momento in cui i soldi in Italia non girano nell’intero sistema, con l’indice di liquidità in negativo, la Lazio non ha margini per intervenire sul mercato di gennaio senza prima cedere qualcuno. Ecco perché a centrocampo si farà qualcosa (Ilic) solo se andrà via Luis Alberto (difficile), mentre in attacco non arriverà un vice Immobile: Sarri rimarrà così. In difesa però qualcosa può succedere. Da anni la Lazio ha bisogno di un terzino sinistro, Sarri stesso l’ha ribadito più volte, pubblicamente e privatamente al presidente Lotito.

Ecco che l’assist per muoversi sul mercato la Lazio può riceverlo da Kamenovic e Fares, due esuberi del club, entrambi terzini mancini. Sarri non li vede, difficilmente li utilizzerà (il serbo in un anno e mezzo ha giocato solo 45 minuti) e dunque devono essere venduti per comprare un giovane laterale mancino da addestrare per il futuro: Parisi, Valeri e alcuni nomi stranieri sono sul taccuino del ds Tare. Difficilmente la Lazio potrà monetizzare tanto da Kamenovic, 22 anni, e Fares, 26 anni. Però la loro uscita può liberare soldi dal punto di vista degli ingaggi: il serbo guadagna 500 mila euro annui, l’algerino addirittura 1,2 milioni. Troppi, decisamente. Così anche due possibili prestiti, quindi, possono aprire i cancelli di Formello per un nuovo giocatore. TuttoMercatoWeb\Riccardo Caponetti

 


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