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L’importanza di avere un Sergente di ferro: la Lazio torna ad essere imbattuta dopo cinque anni. Inzaghi come Petkovic

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La vittoria che sa di storia, la Supercoppa alzata al cielo, l’entusiasmo della gente laziale. Poi, il campionato. La stagione prende il via tra la gli applausi e l’ottimismo dei tifosi. Il calendario apparentemente è semplice, prima la Spal poi il Chievo. Tra le mura amiche, tuttavia, la neo promossa guidata da Mister Semplici si trasforma in un osso duro che costringe i biancocelesti, seppur rei di aver sottovalutato l’avversario, ad una prestazione confusa e tutt’altro che brillante. Dopo una settimana la sfida contro i veneti, una sorta di bestia nera per i capitolini. Soprattutto al Bentegodi. I clivensi, si sa, sono ben noti per essere bravi a complicare la manovra avversaria. E con la Lazio, ahimé, accade puntualmente.  Un copione visto e rivisto negli anni che si è ripetuto anche nella caldissima serata di questo ventisette agosto.

Pronti e via, è la Lazio a prendere le redini del gioco e sembra voler archiviare il più in fretta possibile la pratica Chievo. Dopo undici minuti Immobile insacca di testa, poi la confusione prende il sopravvento nel gioco degli uomini di Inzaghi  che subiscono la rete del pareggio nella prima mezz’ora di gioco. Un gol che era nell’aria, figlio di un pasticcio comico in area di rigore. Il secondo tempo vede qualche sprazzo di luce nel gioco della Lazio ma niente di più. Immobile, al di là del gol siglato, non sembra essere in giornata. Troppe palle sprecate, occasioni divorate. Capita. Inzaghi si volta, ma la panchina è corta, cortissima. Anderson è out, Caicedo non è ancora in condizione. Simone rischia: fuori Leiva e Lulic, dentro Lukaku e il neo acquisto ecuadoregno. Che fare? Non ci solo alternative. La panchina è corta. Qualcosa si muove in campo, vanno a mancare punti di riferimento al centrocampo, la Lazio aggredisce e tenta il tutto per tutto. I ritmi si alzano e i fantasmi del primo tempo si trasformano in un ricordo remoto. Sullo scadere Milinkovic, il miglior in campo fra i biancocelesti, firma la vittoria con una prodezza degna del suo nome. Un gol che vale tanto, uno splendido gesto tecnico che va a infrangere il tabù Chievo e spegne le tante critiche susseguitasi al pareggio sterile contro la Spal. Il trionfo contro i clivensi comporta anche il ritorno della Lazio ad essere imbattuta al termine delle prime due giornate di campionato, non accadeva da cinque anni. L’ultima volta risale alla stagione 2012/2013, quando al timone c’era Petkovic e i biancocelesti uscirono vittoriosi sia dalla trasferta di Bergamo che dalla gara casalinga contro il Palermo. Chissà in quanti avranno storto il naso davanti ai cambi ‘azzardati’ di Inzaghi. Il diktat testa, cuore e gambe, però, ha dato ragione a Simone. Ancora una volta.

2013/2014: Lazio-Udinese 2-1, Juve-Lazio 4-1; 2014-2015: Milan-Lazio 3-1, Lazio-Cesena 3-0; 2015-2016: Lazio-Bologna 2-1, Chievo-Lazio 4-0; 2016-2017: Atalanta-Lazio 3-4, Lazio-Juve 0-1; 2017/2018: Lazio-Spal 0-0, Chievo-Lazio 1-2.

 


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Il Messaggero| Immobile ci prova ancora

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foto Fraioli

Immobile sta bene, ha voglia di giocare, ma il mondo Lazio è in ansia. Si aspettano solo gli esami che possono evidenziare la presenza o meno di una lesione. Lui avrebbe giocato anche contro l’Inghilterra, ma non si possono prendere dei rischi prima di un tour de force come quello che aspetterà le squadre di Serie A e non solo fino alla lunga sosta dei Mondiali.

 

foto Fraioli

Casale rischia, inoltre, 20 giorni di stop a causa dell’infortunio che lo ha costretto a uscire al 57esimo contro la Cremonese. Il difensore, che era stato motivo di lite tra Tare e Sarri a gennaio, è arrivato per 7 milioni più bonus a luglio rimanendo però uno degli acquisti meno utilizzati. Insieme a lui anche Maximiano: l’estremo difensore pagato più di 10 milioni si è bruciato dopo soli 6 minuti alla prima giornata contro il Bologna. Lui si allena a Formello in questi giorni, ce la sta mettendo tutta per riscattarsi ma si vocifera di un suo trasferimento in prestito già da gennaio.

Il Messaggero

  


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