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I 5 momenti di Keita alla Lazio

jacoposimonelli@yahoo.it'

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Keita Balde Diao non è più un giocatore della Lazio. Il senegalese lascia i biancocelesti dopo 6 anni, quando nel 2011 arrivò dal Barcellona in cambio di soli 300 mila euro. Mancherà in campo ma non fuori: genio e sregolatezza, il classe ’95 ha sempre fatto parlare di sé sia in campo che fuori. Gol e ferrari distrutte, magie e comportamenti poco professionali, dribbling e tweet velenosi. Dopo un’estate infinita sceglie il Monaco, in cambio di 30 milioni di euro: non pochi, se si considera il contratto in scadenza nel 2018.

Oggi però vogliamo parlare solo del Keita giocatore, un futuro top player: ecco allora i 5 momenti più significativi del suo percorso nella Capitale.

1) LA PRIMA VOLTA NON SI SCORDA MAI

 Keita

La Lazio è di scena a Parma. La stagione è partita male, malissimo. La gioia del 26 maggio si rivela controproducente, il tabu secondo anno colpisce anche Petkovic. Così l’attuale ct della Svizzera decide di buttare nella mischia questo giovane numero 14, che da settembre dà subito spettacolo. Manca solo una cosa: il gol, che puntuale arriva il 10 novembre. Candreva fa un cost to cost difesa-attacco, ma sul più bello si perde. Per fortuna però la palla arriva sui piedi di Balde, dribbling su difensore e portiere e palla in rete. E’ nata una stella.

2) DERBY DA RECORD

© Foto di Federico Gaetano

© Foto di Federico Gaetano

Il derby in questione è uno dei più brutti (0-0, 2014) ma per Keita è da record. Sì, perché a 18 anni, 11 mesi e 1 giorno diventa il più giovane calciatore biancoceleste a scendere in campo dal primo minuto nella stracittadina. Pagherà in parte l’emozione e soprattutto il dislivello tra Lazio e Roma – separate da molte posizioni in classifica – ma il record resta e resiste tuttora.

3) ILLUSIONE CHAMPIONS

Keita

Il primo anno di Pioli (2014/2015) è stato indimenticabile per la Lazio, tranne che per Keita. Il talento di Arbúcies soffre infatti la concorrenza e l’esplosione di Felipe Anderson, lo spazio per lui è minimo. E la stagione successiva inizia anche peggio, con l’esclusione in Supercoppa contro la Juventus e la sua richiesta di cessione direttamente al presidente Lotito (pensate che siamo nel 2015…). Il destino però vuole bene al nuovo giocatore del Monaco perché per l’andata del playoff di Champions contro il Bayer Leverkusen, mette ko sia Klose che Djordjevic. Pioli è senza punte, non gli resta che inventarsi Keita falso nueve. E l’esperimento funziona, visto che il genio ribelle schiena i tedeschi proprio con una sua magia. Sarà purtroppo inutile, visto il 3-0 del ritorno. Questo a oggi resta il suo unico gol in Champions: a Montecarlo avrà modo di aggiornare le statistiche.

4) LA TRIPLETTA

Keita Palermo

Il resto è storia (quasi) recente. La scorsa estate inizialmente la passa da separato in casa, fino a quando Inzaghi decide di convincerlo a passare da promessa a potenziale top player. Con il suo mentore Keita vola. Niente più capricci, solo gol e magie. Simone dopo mesi di esperimenti lo converte punta, il risultato è devastante: 16 reti, di cui tre in una volta sola al Palermo in una calda domenica di aprile. Uno me lo sono tenuto per il derby”, assicura a fine partita. Sarà di parola…

5) UN DERBY DA PROTAGONISTA PER DIRE ADDIO

ROME, ITALY - APRIL 30:  Keita Balde of SS Lazio scores the team's third goal during the Serie A match between AS Roma and SS Lazio at Stadio Olimpico on April 30, 2017 in Rome, Italy.  (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

ROME, ITALY – APRIL 30: Keita Balde of SS Lazio scores the team’s third goal during the Serie A match between AS Roma and SS Lazio at Stadio Olimpico on April 30, 2017 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

La settimana successiva infatti Keita chiude il cerchio. La Lazio affronta la Roma, quest’ultima ancora traumatizzata dall’eliminazione in Coppa Italia per mano laziale. Ah, partecipa anche lui: ricordate il suo assist per Immobile (con Manolas che deve ancora capire cosa è successo), vero? Il 30 aprile però si gioca per i 3 punti e Inzaghi è in emergenza. Perde infatti Ciro causa febbre, così è tutto sulle spalle del senegalese e per la Roma sarà una bruta giornata. Non lo prendono mai, sguscia da tutte le parti, e nel momento chiave colpisce due volte. Prima di sinistro, poi di destro: il risultato non cambia, Szczęsny deve sempre raccogliere la palla in rete. Nel finale esce per la meritata standing ovation, che sa di addio.

Nonostante tutto: muchas gracias, Maravilla.

 


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TMW | Lazio, Kamenovic e Fares: due esuberi da piazzare per fare posto al giovane terzino

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Vendere per acquistare. In un momento in cui i soldi in Italia non girano nell’intero sistema, con l’indice di liquidità in negativo, la Lazio non ha margini per intervenire sul mercato di gennaio senza prima cedere qualcuno. Ecco perché a centrocampo si farà qualcosa (Ilic) solo se andrà via Luis Alberto (difficile), mentre in attacco non arriverà un vice Immobile: Sarri rimarrà così. In difesa però qualcosa può succedere. Da anni la Lazio ha bisogno di un terzino sinistro, Sarri stesso l’ha ribadito più volte, pubblicamente e privatamente al presidente Lotito.

Ecco che l’assist per muoversi sul mercato la Lazio può riceverlo da Kamenovic e Fares, due esuberi del club, entrambi terzini mancini. Sarri non li vede, difficilmente li utilizzerà (il serbo in un anno e mezzo ha giocato solo 45 minuti) e dunque devono essere venduti per comprare un giovane laterale mancino da addestrare per il futuro: Parisi, Valeri e alcuni nomi stranieri sono sul taccuino del ds Tare. Difficilmente la Lazio potrà monetizzare tanto da Kamenovic, 22 anni, e Fares, 26 anni. Però la loro uscita può liberare soldi dal punto di vista degli ingaggi: il serbo guadagna 500 mila euro annui, l’algerino addirittura 1,2 milioni. Troppi, decisamente. Così anche due possibili prestiti, quindi, possono aprire i cancelli di Formello per un nuovo giocatore. TuttoMercatoWeb\Riccardo Caponetti

 


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