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Il messaggero | Keita Balde Ciao

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Keita Balde ciao. Adieu. Tolta la maglia della Lazio, il talento senegalese ha indossato quella del Monaco. L’ ultima puntata di una telenovela ricca di colpi di scena si è riservata il meglio proprio per il finale. E quando tutto sembrava precipitare ecco il guizzo: Keita vola nel Principato per 30 milioni di euro più bonus. Lotito ha stravinto. Ancora una volta in questo mercato in uscita. Dieci in pagella, per la lode servirebbe il rinnovo di de Vrij. Ma ottenere quasi 50 milioni, 17 più 3 di bonus e 27 più 3, per Biglia e Kieta, due giocatori a scadenza, è una mossa da equilibristi. Se poi si aggiungono anche i 17 per un non titolare come Hoedt, allora ecco che l’ applauso è obbligatorio farlo.
COLPO DA MAESTRI Il matrimonio con il Principato è stato rimandato solo di un anno.
L’ anno scorso al fotofinish era saltato tutto, adesso si chiude due giorni prima del gong del mercato. Visite mediche e firma (fino al 2022) a Montecarlo ieri pomeriggio. «Felice di essere qui, non vedo l’ ora di iniziare» le prime parole di Keita. A convincere il monello a lasciar perdere la corte della Vecchia Signora, che lo avrebbe voluto prendere a parametro zero, è stato l’ ingaggio dorato (3 milioni a stagione). Ma non solo, perché anche il suo agente Calenda avrebbe ricevuto, dicono, una megacommissione. A febbraio aveva investito parecchi soldi per rinnovare la procura del senegalese. Un ruolo determinante nella vicenda lo ha giocato il famoso agente Jorge Mendes, che lunedì avrebbe raggiunto il presidente Lotito a Cortina, ottenendo la fumata bianca dopo un lungo summit. Il patron biancoceleste si frega le mani perché oltre a non perderlo a zero, anzi incassando una plus valenza record (Keita era arrivato dalla cantera del Barcellona per appena 300 mila euro), si è tolto anche il peso di un giocatore in rotta totale e senza andare a rinforzare una squadra italiana. Il senegalese ha saltato le ultime due settimane di allenamenti presentando un certificato medico a Formello in cui manifestava il suo disagio psicologico derivato dall’ esclusione nella finale di Supercoppa. Un giocatore che sarebbe finito in tribuna una domenica sì e l’ altra pura.
Una situazione che di sicuro avrebbe messo in crisi Inzaghi: Balde è da sempre un suo pupillo e nonostante i continui tradimenti era pronto a perdonarlo anche stavolta.
L’ ALTRA FACCIA E adesso? Normale che adesso ci si divida. Perché operazioni come queste gonfiano il portafoglio, ma sgonfiano il cuore. Eh già perché è impossibile negarlo: la Lazio ha perso un grande talento. È difficile mettere su i due piatti della bilancia i 30 milioni da un lato e le qualità cristalline dall’ altra. Keita è sempre stato figlio unico, controcorrente. Decisivo nella passata stagione con i suoi dribbling e i suoi gol. Campione in divenire che è stato solo accarezzato dopo tanto aspettare. Quell’ ora e adesso che fugge via lasciando dentro la malinconia per quello che poteva essere e non è stato. Un rinnovo programmato, preventivo, come quello fatto firmare a Milinkovic.
Ed invece si è finiti in una brutta storia con un finale a metà. Ora si esulta, ma se si guarda oltre un po’ fa male. C’ è stato di tutto nel rapporto tra Balde e la Lazio: incomprensioni, inciampi, intemperanze, ma anche promesse disattese, provocazioni, e noncuranza. Ma di sicuro da una parte e dell’ altra staranno cantando Edith Piaf e la sua Non, je ne regrette rien – no, non rimpiango niente. Lo sperano anche i tifosi, che attendono con ansia il nome per sognare.
Emiliano Bernardini / Il messaggero 


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CdSera | Lazio, maledizione fascia sinistra. Dopo Parisi spunta il tedesco Schulz

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Ogni squadra ha la sua maledizione: se il Benfica non vince una coppa europea da 60 anni e il Milan ha avuto per un decennio la “maledizione del numero 9”, la Lazio ha quella del terzino sinistro. Negli ultimi anni si sono alternate delusioni e sfortune, ma la costante è stata comunque il rendimento negativo degli acquisti: Garrido, Durmisi, Jony, Fares, Lukaku e ora Kamenovic. L’unico che ha lasciato il segno è stato Lukaku con l’assist per Murgia nella Supercoppa del 2017 contro la Juve. In quel ruolo si sono alternati Lulic e Radu per anni.

Nella rosa attuale non c’è un terzino sinistro. Sarri sta adattando Marusic e Hysaj, ma chiede un giocatore di ruolo. Nello specifico, il mister chiede Parisi dell’Empoli, ma la società punta Kerkez dell’Az. Dalla Germania, poi, si parla di una trattativa avanzata per Nico Schulz. Il classe 1993 potrebbe arrivare in prestito con il Dortmund disposto a pagare metà dello stipendio. Il tedesco fa fatica a giocare in Germania da quando l’ex compagna lo ha denunciato per violenza domestica e i tifosi chiedono al club di rescindergli il contratto. Schulz sui social è stato bersagliato dagli insulti tanto da aver chiuso ogni profilo. A 30 anni ha bisogno di una nuova avventura lontano dalla Germania.

Corriere della Sera 


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