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La Repubblica | Lo scontro in Lega sullo statuto ultimatum ai 12 club insofferenti

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IL CASO/INVIATE DAI COMMISSARI LE LINEE GUIDA CONTRO IL BLOCCO AGNELLI-LOTITO-FASSONE

UNO SCAMBIO di mail dal tono fin troppo sincero fa salire la temperatura del dibattito sul nuovo Statuto della “Confindustria del pallone” Lega di A. I protagonisti sono da un lato il commissario Carlo Tavecchio e, dall’ altro, un blocco di 12 società «insofferenti al commissariamento » guidato dall’ insolito triumvirato Agnelli- Fassone-Lotito. Ad accendere la miccia erano stati gli “insofferenti” che avevano scritto a Tavecchio una missiva brutale (senza data, intestazione né “cordiali saluti”) chiedendo di convocare un’ assemblea per mercoledì per «l’ approvazione “vincolante” delle linee guida del nuovo Statuto» e soprattutto «l’ elezione del presidente»: vale a dire l’ atto di conclusione del commissariamento di Tavecchio che incasserebbe così un parziale fallimento. Aveva il compito di riformare Statuto e governance e invece se ne andrebbe dopo aver ottenuto delle generiche linee guida per quanto vincolanti. Il triumvirato invece ne uscirebbe col bottino pieno: la ragione dell’ accordo prevede infatti che tutte le parti incassino qualcosa: Agnelli la benedizione per la nomina all’ Eca, Fassone il ruolo di vicepresidente della Lega, e Lotito il ritorno in consiglio Federale.
La contromossa di Tavecchio è arrivata ieri sera. Sempre via mail. Rimproverando i dodici club per aver usato «contenuti e forme improprie» nella loro missiva e chiedendo «di improntare sempre i rapporti ai principi di rispetto istituzionale», il commissario ha inviato ai club la versione definitiva delle linee guida del nuovo statuto, elaborata con i vice Paolo Nicoletti e Michele Uva, di cui chiederà l’ approvazione. Un documento diverso da quello che i 12 avevano preso in considerazione mentre scrivevano la loro mail. Nel quale si parla di «governance moderna e indipendente» e con un «limitato numero di amministratori » (cioè, meno poltrone da spartire). Due in particolare i punti di contrasto: il voto di lista per i consiglieri (voluto dal commissario e non dal triumvirato) e il loro numero (ampio e pari per il triumvirato, ristretto e dispari per il commissario).
La mossa di Tavecchio ha ottenuto il risultato previsto: quello di far uscire allo scoperto le parti. Lotito ha promesso fuoco e fiamme in vista di mercoledì, mentre la Juve sembrerebbe puntare a una posizione più morbida. Da non sottovalutare il ruolo dell’ opposizione capitanata dalla Roma “americana” che confida di poter catalizzare la posizione di altri sei club, ostacolare il blitz del triumvirato e procedere a una riforma più sostanziosa del sistema.
La Repubblica

 


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TMW | Lazio, domani a Graz per una finale anticipata: obiettivo cancellare Midtjylland

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È la terza giornata del girone ma è già una finale. Del resto non può essere altrimenti se alla partita precedente hai perso 5-1. Così Martusciello, il vice di Sarri, ha presentato Sturm Graz-Lazio di domani alle 18.45: “Rappresenta il passaggio del turno. È una partita da ultima spiaggia, c’è da vincere e convincere. Bisogna continuare cosi e evitare quei down dell’ultima prestazione europea”. Nel gruppo F sono tutte a pari punti, 3: insomma, è veramente ti decisivo il match di giovedì.

Fraioli

Il problema di Midtjylland – Non che ci volesse una laurea a Coverciano per capirlo, ma a Formello sono tutti d’accordo che la causa della disfatta in casa del Midtjylland non siano le rotazioni nella formazione iniziale, con 5 cambi rispetto alla squadra schierata quattro giorni prima col Verona. Gila per Casale, Hysaj per Lazzari, Luis Alberto per Basic, Cataldi per Marcos Antonio e Pedro per Zaccagni. Quasi mezza squadra, sì, ma giocatori di primo livello, considerati titolari, superiori per valore assoluto agli avversari danesi. Il problema quindi, più che nei nomi, è stato nell’atteggiamento con cui la Lazio è scesa in campo: poco umile, spocchiosa, sicura di essere bella e vincente. Il famoso germe di Sarri.

Fraioli

Sì alle rotazioni – Contro la Cremonese e lo Spezia il gruppo ha risposto alla grande, ha reagito ma non basta per rimettere la nave in porto sicuro: c’è lo scoglio di Graz da superare per tornare in acque tranquille. Sull’aspetto mentale lavorerà Sarri, deciso a continuare nell’alternare alcuni giocatori (Vecino, Marcos Antonio, Gila si candidano), perché il tour de force non risparmia nessuno e lunedì c’è lo scontro diretto di Firenze. TuttoMercatoWeb/Riccardo Caponetti

 


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