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Il Tempo | Inzaghi si affida a Immobile e suona la carica

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Quattro reti nelle prime cinque gare ufficiali (11 in 10 considerando le amichevoli). Tre di testa e uno dal dischetto. Lazio e Nazionale, Ciro «Il Grande» è ripartito da dove s’era fermato. Goleador spietato e bomber d’area di rigore, Simone Inzaghi se lo tiene stretto, lo schiererà al centro dell’attacco pure contro il Milan, una squadra a cui ha segnato solo col Genoa mai con le maglie del Toro e dei biancocelesti. Nel giro di un anno Immobile è diventato un punto di riferimento, ha strappato applausi e conquistato i tifosi laziali, adesso è praticamente insostituibile. Lotito e Tare hanno fiutato l’affare nel 2016, prelevandolo dal Siviglia per meno di 10 milioni di euro. Un’operazione incredibile, l’ex Toro è tra i centravanti più forti d’Italia, non a caso in estate su di lui si era informato anche il Milan dei cinesi. Quaranta milioni di euro messi sul piatto per soffiarlo alla Lazio, una richiesta rispedita al mittente in tempo record. Ciro non si tocca, quest’anno guiderà la squadra in Europa League, tornerà in campo internazionale dopo le due esperienza vissute in Spagna e Germania. Ma intanto c’è la sfida all’amico Biglia, i biancocelesti sono chiamati ad una grande partita, all’Olimpico sbarcherà la squadra regina del mercato. Immobile però è reduce da un periodo d’oro, segna e si diverte, al termine del match con Israele ha ricevuto i complimenti dai compagni. Ma nella mente c’è soprattutto il trofeo alzato al cielo con la Juventus il 13 agosto scorso, una vittoria indimenticabile, quasi commovente: «Abbiamo messo il cuore – disse il 17 laziale – come chiesto dai tifosi, a fine gara ho anche pianto. In questa stagione possiamo toglierci belle soddisfazioni. Vogliamo sfatare il tabù secondo anno. La doppietta? Una grande emozione, non era facile, non segnavo da tanto alla Juventus. E’ stato fantastico anche Luis Alberto, non avevo dubbi sulle sue qualità. Capitano? Già lo sono, dopo Lulic e Parolo: sono fiero di questo. Non dobbiamo però accontentarci, bisogna continuare così».

Ciro sogna di correre sotto la Nord anche domenica pomeriggio, cercherà di realizzare il gol numero 33 con la maglia della Lazio, proverà a lanciare un segnale importante al campionato. La banda Inzaghi infatti vuole il quarto posto, la Champions League è l’obiettivo nascosto del club, si tratterebbe di un piazzamento straordinario. Non sarà facile, la concorrenza è agguerrita, ma Immobile è pronto a suonare la carica: «Come si fa a parlare di mercato – ha spiegato di recente il suo agente Alessandro Moggi – lui è felicissimo alla Lazio, ha voluto questa maglia e resterà ancora a lungo. Oggi il suo obiettivo è quello di realizzare il massimo di reti, vuole fare il record di gol con l’aquila sul petto. Penso abbia superato Klose, punta a raggiungere Rocchi. E appagato, vuole il Mondiale e confermarsi ai massimi livelli». La prossima chiamata – forse tra le più significative nella camera di Ciro – porta proprio a Russia 2018, dopo la rete all’Israele ha rialzato Ventura e restituito fiducia all’ambiente azzurro: «Bisogna mettere tutto a disposizione della Nazionale – ha svelato Immobile – è troppo bello correre e lottare per la maglia dell’Italia. Io in coppia con Belotti? Le cifre sono dalla nostra parte, ma senza l’aiuto della squadra non si può andare da nessuna parte. Noi siamo concentrati. Io indispensabile questo gruppo? Diciamo che se guardo ai fatti, ho giocate tutte le ultime partite e sono felice di quel che sto facendo. Naturalmente di questo ringrazio il ct». Sperando di segnare un gol che possa spezzare il tabù Milan, bestia nera da sempre dei biancocelesti.

Il Tempo – Gianluca Cherubini 

 


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Serie A, una panchina sempre più vicina al cambio allenatore: ecco di chi si tratta

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La sconfitta casalinga di oggi contro il Monza potrebbe esser stata fatale: Marco Giampaolo è sempre più a rischio esonero, la sua panchina sembra ora destinata a saltare dopo la quarta sconfitta consecutiva in campionato della Sampdoria, quinta nelle ultime sei. Come riporta Gianlucadimarzio.com, la decisione sembra essere praticamente presa e, in caso di addio di Giampaolo, sono due le possibilità che si aprono, entrambi eventuali ritorni: Claudio Ranieri e Roberto D’Aversa, predecessore proprio dell’attuale allenatore della Sampdoria, ancora sotto contratto fino al 2024.

 


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