Connect with us

Per Lei Combattiamo

Biglia e Nesta: due capitani all’appuntamento con il passato e il mancato futuro in biancoceleste

Published

on

 


Chissà se poi i calciatori pensano a quel momento. Quando cambiano maglia, intendo. Chissà come lo immaginano quel preciso instante. Quali sensazioni provano? Paura, emozione? Chissà. Un appuntamento con il passato a cui non ci si può sottrarre. Un ritorno a ‘casa’, dove magari qualche familiare non ha digerito la tua partenza, la tua voglia di crescere, il tuo desiderio di diventare grande. Ti senti come quel figlio che per egoismo ha ‘abbandonato’ i propri cari per approdare altrove e spiccare il volo. A volte sei costretto a farlo perché non c’è alternativa, altre, invece, sei tu a voler ‘scappare’ alla volta di un futuro migliore . Quasi a voltare le spalle a chi fino a quel momento ti ha cullato e protetto da tutto il resto. Quasi a dire: “Grazie di tutto, ma ora…”.

Nesta

Chissà come avrà immaginato il ritorno a ‘casa’ Alessandro Nesta nei giorni precedenti a quel 28 settembre del 2002. A pensare che fino a nemmeno un mese prima correva con la maglia biancoceleste in quel di Formello, ignaro di cosa stava per accadere da lì a poco. Quei colori che ha amato e onorato fin da bambino. Quella maglia che l’ha reso un capitano valoroso e fiero in Italia e in Europa. Quella fascia che l’ha definito un idolo e una bandiera del popolo laziale. Lui, fa chiaramente parte di quella categoria di figli costretti da cause di forza maggiore a lasciare il calore del proprio nido familiare per approdare in una realtà nuova, sterile e arida. Alessandro, cuore biancoceleste, non avrebbe mai immaginato un finale di carriera lontano da casa. Quella casa che si chiama Lazio. Sarebbe rimasto al fianco della propria famiglia anche nei momenti difficili. Perché è proprio lì che si misura un rapporto d’amore sano. Nonostante questo, all’Olimpico non trovò voci amiche. Non ebbe l’accoglienza che si aspettava, o meglio, sperava. La sua gara fu un susseguirsi di fischi e urla da parte dei suoi, oramai, ex sostenitori. Un muro alzato a suon di rancore e sentenze prive di senso che ci ha impiegato anni per crollare, forse troppi. La famosa famiglia che non accetta il distacco, o quantomeno fatica a capirne le motivazioni. Come biasimarla in questo caso, ha perso il figlio migliore. Quel Lazio-Milan di quindici anni fa terminò con un pareggio. Un 1-1 (7′ Maldini; 51′ Lopez) che andò stretto alla banda Mancini, rea di aver sprecato le numerose occasione capitate sui piedi di Simone Inzaghi.

biglia

 

Poi c’è il figlio che una bella mattina si sveglia e ti dice che la realtà che gli hai costruito intorno per anni gli va stretta. Sta crescendo ed è giunto il momento di volare alto, ma da solo, con le sue forze. Quel figlio insicuro, introverso e debole, a cui hai dato il massimo riconoscimento per assicurarti la sua serenità. La posta in palio più alta. E poco te ne è importato se questo ha recato danno al resto della famiglia. Questo figlio non può che essere l’alter ego di Lucas Biglia. Chissà con quale espressione, lui che è sempre stato così impassibile, e sensazioni varcherà le soglie dell’Olimpico domenica pomeriggio. Quel terreno di gioco che in quattro anni gli ha regalato gioie e delusioni. Per la prima volta in quel campo arriverà da avversario, con una maglia che ha voluto fermamente e che gli garantirà, o almeno così pare, quella gloria che forse non avrebbe potuto garantirgli la Lazio.

Tutti coloro che dimenticano il loro passato sono condannati a riviverlo”. (Primo Levi)

Tra i colori biancocelesti troverà avversari e non amici. Sia in campo che sugli spalti. Eppure, quelle lacrime dopo il derby di Coppa Italia sotto la Nord sono ancora ben impresse nella testa di tutti. Probabilmente, anche Lucas avrà ancora nitidi i momenti vissuti con quella fascia, così pesante, al braccio. Quattro anni sono tanti, non si possono dimenticare con pochi mesi. Domenica l’agentino dovrà rispondere allo stesso tempo al passato a cui ha voltato le spalle e al futuro che non ha voluto, o meglio, accettato.

 


Tutto il mondo LazioPress.it in un solo link. CLICCA QUI e rimani informato 365 giorni sulla Lazio.

DA QUI SCARICA LA NOSTRA APP. PER SEMPRE GRATIS


RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:

   

Per Lei Combattiamo

Lazio, Nicolò Casale svela la sua Top 11 dei Mondiali di calcio | VIDEO

Published

on

 


Continua la rubrica social della Lazio “La top XI Mondiale di…”, con protagonisti i calciatori biancocelesti. Quest’oggi, dopo Basic, Felipe Anderson e Zaccagni, è stato il turno di Nicolò Casale. Il difensore, arrivato nella Capitale nell’ultima sessione di calciomercato, ha stilato la sua Top 11 dal primo Mondiale che ricorda ad oggi. Questo il video, pubblicato dalla Lazio sul proprio profilo ufficiale Twitter.

 


Tutto il mondo LazioPress.it in un solo link. CLICCA QUI e rimani informato 365 giorni sulla Lazio.

DA QUI SCARICA LA NOSTRA APP. PER SEMPRE GRATIS


RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:

   

Continue Reading
Advertisement

RINGRAZIAMO I NOSTRI SPONSOR:    

I più letti

Scarica subito l'app di LAZIOPRESS.IT! Disponibile su app_store google_play

  © 2015 LazioPress.it | Tutti i diritti sono riservati | Testata giornalistica con autorizzazione del Tribunale Civile di Roma numero 13/2015 | CONTATTI

Close
LazioPress.it

GRATIS
VIEW