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PRIMAVERA – Lazio-Chievo: baby aquile all’esordio in un campionato tutto nuovo

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Ha preso il via ieri la nuova stagione del Campionato Primavera, che da quest’anno si chiamerà Primavera 1 per le 16 big di categoria. La Lazio scenderà in campo oggi pomeriggio contro il Chievo Verona. Novità nel format della competizione, ma anche tante novità nelle fila dei biancocelesti, decisamente rinnovati nell’organico e affidati ancora alla guida di Andrea Bonatti.

NUOVO FORMAT – Con i due anticipi di ieri (vittoria della Roma a Verona e pareggio della Juve con Bologna) è stata inaugurata la cosiddetta Primavera 1. Una riforma partorita in estate, voluta per rendere più competitiva e affascinante la competizione. Vediamola nei dettagli. Il punto di partenza è la divisione della categoria in due livelli, Primavera 1 (girone unico di 16 squadre) e Primavera 2 (due gironi, ognuno con 13 formazioni). Il torneo Primavera 1, quello in cui è stata inserita la Lazio in virtù del piazzamento nell’ultimo campionato, ha preso il via ieri e si concluderà il 12 maggio 2018. Al termine della regular season le prime due classificate sfideranno altre due formazioni, provenienti dagli spareggi tra 3ª-6ª e 4ª-5ª, per dar vita alle semifinali con gare di andata e ritorno. La 3ª e la 4ª della classifica accederanno direttamente alle semifinali contro le prime 2 qualora la 5ª classificata accumulasse un distacco superiore ai 9 punti dal quarto posto. Le vincenti delle semifinali si affronteranno nella finale che assegnerà lo Scudetto per la categoria Primavera 1.

SLIDING DOORS – Grandi manovre in estate a Formello, non soltanto per il mercato della prima squadra ma anche per i baby di Bonatti. Diversi gli addii, moltissimi i nuovi volti, la gran parte dei quali ufficializzati sul gong o quasi. Uno dei primi a salutare è stato capitan Rossi, che dopo il ritiro di Auronzo e una parte del precampionato con Inzaghi è andato in prestito alla Salernitana. A fargli compagnia c’è il portiere Adamonis. Gli altri fuoriquota che intraprenderanno nuove avventure sono Folorunsho, Cardoselli, Bezziccheri, Ceka e Borrelli. Poi l’addio rumoroso di Manolo Portanova, vera e propria promessa cresciuta nel vivaio biancoceleste, che ha scelto la Juventus. Sembrava scontata la conferma di N’Diaye dopo gli ottimi sei mesi con Bonatti, ma la Lazio non ha trovato l’accordo con il Renate per il riscatto dell’esterno. Saluta anche Ramon Muzzi, dopo un’intricata vicenda che lo aveva visto annunciare prima l’addio e poi la permanenza, salvo decidere definitivamente di accasarsi al Brescia.

Tanti i movimenti in entrata, per rafforzare una squadra che cerca la conferma dopo l’ottima stagione conclusasi con l’accesso alle Final Eight. Il primo risponde al nome di Emanuel Boateng, centrale classe ’99, che oggi non potrà scendere in campo perché infortunato. L’altro centrale è Jorge Silva, prelevato dal Benfica. Poi l’esterno Beli Lukaj e gli attaccanti Federico Marchesi (svincolato dal Milan) e Luca Del Signore, che lascia la Roma dopo 7 stagioni. Tra tutti i nuovi volti, l’unico a scendere in campo oggi dovrebbe essere Kalaj, che verrà schierato in difesa.

“CREDO IN QUESTA SQUADRA” – Un organico cambiato almeno al 50%, ma il punto fermo rimane Andrea Bonatti. Che alla vigilia della sfida contro il Chievo Verona, apripista del campionato biancoceleste, ha voluto spendere parole di elogio verso i suoi ragazzi, nonostante un precampionato caratterizzato da diverse sconfitte, ultima quella nel trofeo Wojtyla. “Siamo carichi, motivati e vogliosi di iniziare questo nuovo percorso nel quale tutti ci auguriamo di essere protagonisti e per il quale abbiamo lavorato alacremente finora. Il nuovo format del campionato prevede squadre di livello, che posso aiutare i ragazzi a crescere per poi avere un futuro professionale soddisfacente”, raccontava ieri il tecnico biancoceleste ai microfoni di Lazio Style. L’altro punto fermo, stavolta in campo, risponde al nome di Alessio Miceli, che tornerà a giocare a centrocampo e con la fascia di capitano al braccio. La prima gara stagionale, esattamente come avvenuto lo scorso anno, si giocherà in casa ma lontano dal “Fersini” per i classici lavori di rifacimento del campo. Lazio e Chievo si sfideranno alle 15 allo stadio Comunale di Vignanello, in provincia di Viterbo. Tra poche ore anche le baby aquile potranno svelare il loro nuovo volto.

 


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Europa League

PAGELLE – Gila e Romagnoli funzionano, il resto della squadra no. Zaccagni unico lampo dalla panchina

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Provedel 7 – Approccio di strakoshiana memoria con una uscita da brividi e un regalo coi piedi agli austriaci, due errori che non macchiano una prestazione ancora una volta di alto livello.

Hysaj 6 – Concentrato fin dalle battute iniziali quando salva di testa a pochi metri dalla porta sguarnita. Si disimpegna con ordine sia a destra che a sinistra, qualche paura la fa vivere ma nel complesso gara sufficiente.

Gila 7 – Si fa perdonare dopo l’ultima apparizione europea con una prestazione convincente, attento in marcatura e reattivo quando deve scappare. Un segnale di crescita per il giovane spagnolo.

Romagnoli 7 – Tiene dritta una baracca che soffre l’agonismo dello Sturm Graz, l’ex Milan non va mai in sofferenza chiudendo ogni varco guidando il compagno di reparto.

Marusic 6 – Gli austriaci corrono tanto e cercano fortune specialmente sul versante opposto, il montenegrino è attento nelle diagonali difensivi non lasciandosi mai sorprendere dai cross che arrivano. Rimane negli spogliatoi per tirare un pò il fiato.

Dal 46′ Lazzari 5,5 – Tante belle iniziative palla al piede vanificate da scelte fortemente discutibili con passaggi calibrati male o palloni regalati agli avversari. Doveva spaccare la partita, invece si infrange tutte le volte.

Milinkovic 5 – Col tacco e la punta non si vince mica diceva un tecnico toscano qualche tempo fa, il serbo oggi è nella modalità “specchio” che il più delle volte produce poco o niente e difatti in un’ora combina davvero poco.

Dal 61′ Vecino 5,5 – Poteva fare comodo la sua capacità di inserirsi in area avversaria ma arrivano pochi cross e lui arrivava in ritardo.

Cataldi 6 – Partita in costante altalena tra tentativi di verticalizzazione e nervosismo. Soffre i ritmi avversari specialmente in fase di impostazione.

Luis Alberto 6 – Per un’ora la Lazio gioca a fare l’elastico con lo Sturm Graz e lo spagnolo fatica ad entrare in partita, nella parte finale tutti i palloni passano per i suoi piedi ma non arriva mai il guizzo vincente.

Felipe Anderson 5 – La squadra fatica a prendere il comando della partita e il brasiliano partecipa al caos  generale. Ha tante occasioni per creare la superiorità ma si infrange sistematicamente su Dante che lo rende totalmente innocuo.

Dal 46′ Zaccagni 6,5 – L’unico pensiero alla porta dello Sturm Graz arriva dopo il suo ingresso con una azione personale che trova però la respinta del portiere. Ci mette impegno ma trova poca partecipazione dei compagni.

Immobile 5,5 – Tanta buona volontà, un gol annullato e un eccesso di generosità nel primo tempo quando preferisce l’assist da posizione molto favorevole.

Pedro 5 – Parte a sinistra e conclude a destra con risultati modesti, peccato perchè era partito molto bene con un paio di accelerazioni che avevano messo in crisi la retroguardia avversaria.

Dal 72′ Cancellieri 5,5 – Un colpo di testa troppo debole da buona posizione e troppa attesa nello scarico del pallone che rallentava ogni volta l’azione.

All. Sarri 5,5 – Un punto che serve a poco, la Lazio non impone mai il suo gioco accettando i ritmi che voleva lo Sturm Graz. Le scelte iniziali erano volte a chiudere in fretta la pratica che invece dura novanta minuti senza nemmeno aver guadagnato il massimo.

 


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