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La Repubblica | Sarri contro Inzaghi, i maniaci dell’organizzazione

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Hanno vissuto apparentemente agli antipodi pure la vigilia. Maurizio Sarri, suo malgrado, in silenzio: «È una scelta della società e come dipendente devo rispettarla ». Simone Inzaghi mettendoci la faccia, con sfrontatezza. «Questo Napoli vale quanto la Juve: dovremo avere il coraggio di attaccarlo, giocando una partita molto aggressiva ». Rubare l’idea ai rivali: è questa la strategia studiata dal rampante allenatore della Lazio, che sta già dimostrando d’avere il phisique du rôle per pilotare una squadra di vertice, anche se stasera è soltanto alla panchina numero 50 in serie A. Ne conta un po’ di più (118) il suo collega, che ha alle spalle soprattutto il vissuto di una lunghissima gavetta nei campionati minori, in cui ha dovuto sgomitare per 19 stagioni prima di guadagnarsi un posto al sole, dopo aver rinunciato al posto in banca. Sarri e Inzaghi appartengono a due generazioni differenti, sono agli opposti nel look e nella comunicazione, il primo è uno studioso di calcio, il secondo l’ha giocato a livelli alti.  Ma nella sostanza si assomigliano, più di quanto suggeriscano le apparenze.
È un duello fra tecnici che stanno imponendosi con una concezione del gioco quasi speculare, meticolosa e moderna nell’organizzazione, grazie all’applicazione degli schemi quasi maniacale. Gli interpreti delle due squadre, in campo, devono solamente eseguirli a memoria. Non si contano i gol del Napoli segnati grazie ai tagli di Insigne e agli inserimenti alle spalle dei difensori avversari di Mertens e Callejon: ormai noti a tutti, eppure micidiali, pure domenica con il Benevento. Anche la Lazio arriva spesso davanti al portiere avversario in fotocopia, sfondando dalla fascia sinistra, con i cross dal fondo che stanno esaltando in particolare il killer instinct di Immobile, come è appena capitato (di nuovo) a Genova. Si sa come colpiranno, ma fermarli è difficile lo stesso. «Il Barcellona ha giocato per nove anni nello stesso modo e ha continuato a vincere», ha detto di recente Sarri, senza arrossire per il paragone irriverente. Può permetterselo, numeri alla mano, perché nei cinque campionati top d’Europa nessuno è riuscito a segnare quanto il Napoli: 15 gol in 4 giornate. Gli azzurri sono sempre andati a bersaglio nelle ultime 22 partite e vantano una striscia aperta in serie A di 16 gare (14 vittorie e 2 pareggi), a cavallo tra lo scorso campionato e quello appena iniziato. Pure la Lazio sta facendo sul serio: 10 punti in classifica (3 successi e un pari), debutto vincente in Europa League e il trionfo di agosto nella Supercoppa Italiana, con la Juve. Si annuncia una sfida ad armi pari, in cui la stanchezza potrà avere il suo peso. I gemelli diversi della panchina hanno in comune del resto anche l’idiosincrasia per il turn over. E questa, più che mai, è una notte da titolarissimi.
La Repubblica – MARCO AZZI

 


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MONDIALI 2022 | Germania eliminata e Giappone primo nel girone: Spagna seconda

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Succede di tutto nel Gruppo E, che ha visto continui ribaltamenti di fronte decisivi ai fini della classifica finale del girone. Partendo dal match tra Costa Rica e Germania, la vittoria tedesca per 2-4 non basta comunque per la nazionale guidata da Flick: i tedeschi vengono dunque eliminati nella fase a gironi per il secondo Mondiale consecutivo. La Germania era passata in vantaggio grazie al gol di Gnabry, al quale nel secondo tempo la Costa Rica aveva risposto con Teiera e Vargas, che avevano fatto sognare la qualificazione per alcuni minuti con il momentaneo 1-2. Da qui la rimonta tedesca, arrivata con la doppietta di Havertz e dal gol di Fullkrug.

Nel match tra Giappone e Spagna le furie rosse erano passate in vantaggio grazie alla rete di Morata, con il Giappone che però in avvio di secondo tempo ha ribaltato il match con i gol di Doan e Tanaka, arrivati al 48′ e al 51′, decisivi si fini della vittoria giapponese, arrivata per 2-1. Da quel momento la Spagna ha anche rischiato l’eliminazione, complice l’estemporaneo vantaggio del Costa Rica. La classifica finale fa registrare dunque il primo posto del Giappon, che affronterà agli ottavi la Croazia, e il secondo della Spagna, che affronterà invece il Marocco.

 


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