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Il Tempo | Luis Alberto, il cervello della Lazio. Il futuro è garantito

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Una grande scoperta, un giocatore totale, indispensabile per Simone Inzaghi. Lo scorso anno era finito tra i «bidoni» della serie A, ma dal ritiro estivo di Auronzo di Cadore ha rovesciato le carte in tavola. Luis Alberto è il cervello della Lazio, fantasia e qualità allo stato puro, una sorpresa inaspettata. Classe 1992, ex Deportivo La Coruna, Liverpool e Barcellona, è entrato all’improvviso nel cuore dei tifosi. Ad agosto ha vinto la Supercoppa Italiana con la Juventus da protagonista, qualche settimana fa ha schiantato il Milan all’Olimpico, per Felipe Anderson e Nani non sarà facile scalare le gerarchie: «E’ un calciatore completo – ha rivelato di recente il mister di Piacenza – è il nostro valore aggiunto. Già l’anno scorso intravedevo qualità, ha faticato un po’ ma adesso gli faccio i complimenti, non posso farne più a meno. Con me uno come lui troverà sempre spazio. Ha giocato tante partite e si sta rivelando un elemento preziosissimo per noi». Luis non ha intenzione di fermarsi, anzi, da un po’ di tempo sogna la nazionale spagnola, ha strappato già la pre-convocazione per i prossimi impegni. Trequartista centrale, seconda punta, all’occorrenza pure regista davanti alla difesa, con la tecnica che ha può muoversi ovunque: «Secondo me la Lazio è ancora più forte dello scorso anno – ha dichiarato il 18 biancoceleste – e ancora deve rientrare a disposizione gente importante. Possiamo toglierci delle soddisfazioni, io voglio la Champions League e giocare il più possibile. Ho 24 anni, l’anno scorso mi sono riposato abbastanza». E non a caso, dalla Juventus al Chievo Verona, non ha saltato una gara, è sceso in campo 8 volte tra campionato, Europa League e Supercoppa, collezionando 701 minuti.

Numeri da record, è tra gli insostituibili della Lazio, partirà titolare anche domani contro lo Zulte Waregem. E dire che lo scorso febbraio aveva deciso di appendere gli scarpini al chiodo: «Ho pensato anche di lasciare il calcio – ha rivelato di recente lo spagnolo – ma ho lavorato sulla mia testa ed ho capito come andare avanti e migliorare. Mi sono concentrato tanto con il mio mental coach e adesso non mi voglio fermare più». Se lo augura Simone Inzaghi, ma soprattutto la società, il diesse Tare lo aveva protetto sin dall’inizio. Pagato circa 7 milioni, Luis Alberto è la rivelazione biancoceleste, con il Milan ha realizzato il secondo gol da quando è sbarcato nella Capitale: «Io sostituto di Biglia? Sì, ne ho parlato con il mister per provare, ho un buon possesso palla. Se Inzaghi mi chiede di giocare da numero 6, ci gioco. Mondiale? Aspettiamo, è difficile per tutti, dobbiamo lavorare al massimo. E’ una grande opportunità per ogni giocatore, prima però penso a fare bene con il mio club». Si riparte dunque da Luis, il settimo spagnolo nella storia della Lazio, con Milinkovic Savic forma una coppia straordinaria. Insieme si muovono sulla trequarti alle spalle di Ciro Immobile, si tratta di una sinfonia perfetta, Inzaghi se ne è accorto in tempo. La rinascita adesso è completa, l’ex Depor può soltanto migliorare insieme alla squadra. Lotito lo ha già blindato, il contratto del fantasista scade nel 2021, presto le parti potrebbero incontrarsi per ritoccare l’ingaggio (attualmente da 1,2 milioni di euro a stagione). Di mercato non se ne parla nemmeno, Luis ha voglia di crescere con l’aquila sul petto, ha trovato la giusta serenità. Il futuro è garantito.

Il Tempo – Gianluca Cherubini

 


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La Repubblica | Lazio, Maxi e Marcos acquisti flop via al rilancio

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Maximiano per la rivincita, Marcos Antonio per il rilancio. Il mese di gennaio dovrà rivelarsi un punto di svolta per l’avventura alla Lazio del portiere portoghese e del centrocampista brasiliano. A prescindere dal mercato, infatti, i biancocelesti punteranno molto sull’ottimizzazione delle risorse interne. La questione delle tasse da pagare entro il 22 dicembre – che sia concessa o meno la rateizzazione, come chiedono i club al Governo – impone a tutte le squadre una stretta sui piani per la sessione invernale. Se poi, nel caso della Lazio, si aggiunge la questione dell’indice di liquidità, ancora negativo, diventa inevitabile a Formello puntare sulla valorizzazione, nella seconda parte di stagione, degli elementi che fin qui hanno brillato meno. Per Maximiano l’occasione arriverà in Coppa Italia, di nuovo contro il Bologna. Un segno del destino per l’ex Granada, pagato 10,7 milioni in estate e rimasto a guardare gli exploit di Provedel dopo l’ingenuità al quarto minuto della prima giornata – proprio contro il Bologna di Arnautovic – che gli costò l’espulsione. Ha lavorato sodo in questi mesi, il portiere portoghese, anche se non è mai stato preso in considerazione nemmeno per l’Europa League: a sorpresa, zero presenze nelle Coppe. Ora la data del 19 gennaio sul suo calendario è cerchiata di rosso. Da febbraio poi ci sarà anche la Conference League per ritagliarsi minuti in campo e provare a rilanciarsi e riscattarsi. Discorso simile anche per il regista ex Shakhtar Donetsk. «Marcos Antonio ha bisogno di tempo per capire bene i concetti di gioco di Sarri», ha detto giorni fa Roberto De Zerbi, il tecnico che proprio in Ucraina lo aveva allenato con successo. Già in estate ne aveva parlato molto bene allo stesso Sarri, consigliandogli di puntare su di lui. «È un brasiliano con la testa da tedesco per la professionalità che dimostra tutti i giorni. Credo che si prenderà il suo spazio», ha assicurato. Per il classe 2000 il “duello” con Cataldi fin qui non è stato semplice. Ma gli attestati di stima dall’allenatore e dai compagni non sono mai mancati. Si è applicato molto, Marcos Antonio, per imparare i movimenti e i dettami tattici del 4-3-3 e le volte in cui è stato chiamato in causa ha già dimostrato, accanto ai difetti da limare, di saper dare del tu al pallone. Era stato il primo nuovo acquisto, cinque mesi fa: costato 7,3 milioni più bonus e accolto con entusiasmo, arriva ora il momento per Marcos di far vedere che la fiducia di tutti nel suo potenziale è stata ben riposta. La Repubblica

 


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